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Fondazione, all’Ars si apre il mistero sulla donazione di Sciascia

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SCIASCIA. Sul caso della Fondazione di Racalmuto, dopo l’allontanamento del consigliere Felice Cavallaro, riunione della Commissione Cultura. Allo stesso tavolo i protagonisti: dal sindaco Maniglia a Cavallaro, dalla consigliera Valentina Zucchetto all’assessore Sardo. Resta aperta la questione della donazione delle lettere di Sciascia: di chi sono? Ecco il resoconto.

Il 18 dicembre scorso, a Palazzo dei Normanni, la Commissione Cultura dell’Ars, presieduta da Luca Sammartino ha affrontato la questione della Fondazione Sciascia, sollevata dopo l’allontanamento di Felice Cavallaro dal Cda. Tutti i protagonisti si sono ritrovati attorno allo stesso tavolo. Ma molti interrogativi restano ancora aperti, a partire dalla domanda sulla proprietà delle lettere donate da Leonardo Sciascia alla Fondazione. Non si sa se, attualmente, siano della Fondazione o degli eredi di Leonardo Sciascia. Qui di seguito riportiamo il sommario reso noto dalla Commissione.

Palazzo dei Normanni

Presidenza del Presidente onorevole Luca Sammartino.


        La seduta inizia alle ore 12.30.

        Il  PRESIDENTE  dichiara  aperta la  seduta  e  passa  alla
        trattazione del primo punto all'ordine del giorno, recante:
         Audizione  del Presidente della Regione n.q. di  Assessore
        regionale  per  i beni culturali e l'identità  siciliana  e
        dell'Assessore  regionale  per le  autonomie  locali  e  la
        funzione  pubblica in merito alla gestione della Fondazione
        Leonardo Sciascia di Racalmuto (AG) .

        L'on.  SAVARINO spiega la ragione per la quale  ha  chiesto
        anche  con una certa urgenza che venisse calendarizzato  il
        presente  punto  all'ordine del  giorno.  Nell'esporre  una
        breve sintesi sulla Fondazione Sciascia, rappresenta che da
        tanti  anni le attività dell'istituto sono state coordinate
        dal  dott. Cavallaro, ma rincresce apprendere che  a  causa
        della  illegittimità  della delibera  con  la  quale  si  è
        provveduto  a nominare il nuovo Cda, sono state considerate
        nulle  le  nomine  tra cui quella del dott.  Cavallaro.  Si
        tratta  di  errori  addebitabili a  organi  amministrativi,
        sebbene  la  volontà  degli organi della  fondazione  siano
        diverse.

        L'arch.  MANIGLIA,  sindaco del Comune di  Racalmuto  (AG),
        informa  che, sebbene si sia insediato nel maggio 2019,  in
        un  esposto  gli  sono state addossate  delle  irregolarità
        risalenti  negli anni. Nella qualità di sindaco riveste  il
        ruolo di presidente della fondazione così come previsto dal
        relativo statuto e non appena insediato riferisce di  avere
        ricevuto  una  mail  da  un rappresentante  della  famiglia
        Sciascia con la quale si chiedeva di non convocare  per  un
        prossimo consiglio di amministrazione il dott. Cavallaro in
        quanto non esisteva alcuna deliberazione contenente la  sua
        nomina    a   componente   del   medesimo   consiglio    di
        amministrazione. Riferisce di avere effettuato una verifica
        presso gli uffici comunali dalla quale è risultato che  non
        risultavano  depositate e conseguentemente  pubblicate  ben
        138  deliberazioni del consiglio comunale,  tra  cui  anche
        quella  che  nel febbraio 2015 avrebbe dovuto istituire  il
        consiglio  di  amministrazione della fondazione.  Pertanto,
        non  convoca il dott. Cavallaro per le sedute del consiglio
        di amministrazione. In seguito, solo in data 31 maggio 2019
        il  segretario  comunale del tempo ha trasmesso  al  Comune
        alcune  deliberazioni tra cui quella che  avrebbe  previsto
        l'elezione  del dott. Cavallaro. Pur tuttavia  le  delibere
        non  risultano  legittime per assenza della  sottoscrizione
        del presidente del consiglio comunale e del consigliere più
        anziano  e  sul  punto dichiara di avere proceduto  ad  una
        richiesta   di   parere  all'Assessorato  regionale   delle
        autonomie   locali   che   in  una   nota   ha   confermato
        l'inesistenza  giuridica delle delibere.  In  seguito  alla
        mancata   convocazione  il  dott.  Cavallaro   diffida   il
        sottoscritto  a pubblicare il verbale della delibera  anche
        in  assenza delle firme prescritte e attualmente è pendente
        un  giudizio  sollevato  proprio  dal  dott.  Cavallaro.  A
        seguito  di  tale  esposto è stata inviata dall'Assessorato
        regionale  delle  autonomie locali un'ispezione  a  seguito
        della   quale   l'istruttoria   è   stata   archiviata   in
        considerazione     della    mancanza    di     irregolarità
        amministrative da addebitare agli organi comunali.

        La dott.ssa ZUCCHETTO, consigliere del Comune di Racalmuto,
        comunica  che  in  data 8 agosto 2019, dopo  avere  appreso
        delle  vicende  riguardanti il consiglio di amministrazione
        della  fondazione dalla stampa, hanno inviato una  nota  al
        consiglio  comunale  contenente  lagnanze  per  il  mancato
        accoglimento   di  reiterate  richieste  di   informazioni.
        Essendo  il  consiglio comunale competente  ad  eleggere  i
        componenti   la   fondazione,  considera   illegittima   la
        negazione  del  diritto  di  accesso.  Lamenta  la  mancata
        informazione   ai  consiglieri  comunali   e   la   mancata
        applicazione  del  decreto  trasparenza.  In  merito   alle
        delibere,    ritiene    che   sebbene    non    pubblicate,
        l'amministrazione  comunale  ne  fosse  a  conoscenza.   Si
        dichiara  preoccupata  per la poca  trasparenza  e  per  il
        mantenimento  del  patrimonio  culturale  della  fondazione
        Sciascia.

        Il  dott. di VITA, consigliere del Comune di Racalmuto,  dà
        lettura  dell'articolo  10 dello statuto  della  fondazione
        Sciascia  che  prevede che il consiglio comunale  elegge  i
        nuovi   componenti   del   consiglio   di   amministrazione
        scegliendo   da  una  terna  proposta  dal   consiglio   di
        amministrazione dello stesso organo e qualora il  consiglio
        comunale non provveda all'elezione nel termine di 60 giorni
        alla nomina provvede il consiglio di amministrazione. Sulla
        base  di  tale  disposizione ritiene che  il  consiglio  di
        amministrazione  abbia provveduto a riconoscere  la  nomina
        dello stesso dott. Cavallaro, atteso che veniva invitato  a
        partecipare alle sedute.

        Il  sindaco  MANIGLIA,  in merito all'invocato  diritto  di
        accesso dei consiglieri comunali, dichiara di avere chiesto
        un  parere  legale al prof. Raimondi. E in tale  parere  si
        legge   che  la  richiesta  di  accesso  agli  atti   della
        fondazione  si  rivela totalmente destituita di  fondamento
        atteso che non ha un bilancio superiore a 500.000 euro e la
        totalità  dei  titolari  o  dei componenti  dell'organo  di
        amministrazione e di indirizzo non è designata da pubbliche
        amministrazioni.

        Il   PRESIDENTE  desidera  conoscere  quale  sia  l'attuale
        patrimonio della fondazione e le finalità della stessa.

        Il   dott.  CAVALLARO,  membro  della  Fondazione  Leonardo
        Sciascia, nel condividere l'amarezza per essere costretto a
        parlare  della fondazione per aspetti estranei  rispetto  a
        quelli  per  cui  è  stata  voluta dallo  stesso  Sciascia,
        replica  al  sindaco  che  si  è  dovuto  tutelare  dinanzi
        all'autorità giudiziaria, perché lo stesso sindaco non  gli
        ha    consentito   di   far   parte   del   consiglio    di
        amministrazione.  Dall'aprile  del  2015  in  seguito  alla
        lettera di convocazione da parte del CGA, ha dato avvio  ad
        un'intensa  attività culturale e amministrativa all'interno
        dell'ente.   Ricorda   l'amarezza   provata    il    giorno
        dell'insediamento per avere appreso che la  fondazione  non
        avrebbe  potuto  disporre del proprio patrimonio  e  grazie
        solo  a  contributi  pubblici sono state realizzate  grandi
        opere.  Non  comprende la ragione per la quale non  si  sia
        ancora formalizzata la donazione del patrimonio alla stessa
        fondazione. Dopo avere chiesto ripetutamente la motivazione
        del  mancato trasferimento, la risposta è stata  che  tutto
        sarà  formalizzato al termine della catalogazione dei beni.
        A  distanza  di  trent'anni risulta che  la  volontà  dello
        stesso Sciascia non sia stata ancora rispettata.

        Il  PRESIDENTE chiede se ci sia la volontà di procedere con
        un atto di donazione.

        Il  dott. CAVALLARO ripete che a questa domanda la risposta
        a lui fornita è sempre che si aspetta di terminare i lavori
        della catalogazione. Rivendica la terzietà del ruolo che ha
        assunto  fino  ad  ora  e  in questi  anni  ha  cercato  di
        diffondere  il pensiero dello stesso Sciascia con  attività
        di  notevole pregio che hanno portato lustro al  Comune  di
        Racalmuto.  Ricorda  per tutti la strada  degli  scrittori.
        Ritiene  che  sia necessario rivedere lo statuto,  che  per
        alcuni aspetti risulta ormai superato.

        Il  dott.  SARDO,  assessore cultura  e  membro  Fondazione
        Sciascia, condivide la necessità di modificare lo statuto e
        prevedere  un  ampiamento dei componenti del  consiglio  di
        amministrazione.

        L'on. DI CARO richiama il principio di trasparenza che deve
        essere applicato anche dagli organi della fondazione.

        L'on.  PULLARA auspica che si possa raggiungere un  accordo
        tale  che  possa  riprendersi  l'attività  ordinaria  della
        fondazione.

        L'on.  LO  GIUDICE sulla trasparenza degli  atti,  richiama
        quanto  sostenuto  dal sindaco e si  chiede  come  mai  gli
        attuali  consiglieri  comunali  che  erano  presenti  nella
        passata consiliatura non siano mai pervenuti per la mancata
        pubblicazione  di  tutte le 138 delibere.  Sulle  posizioni
        finora espresse, considera che sia difficile addivenire  ad
        una sintesi.

        L'on. DIPASQUALE invita le parti, invece, a raggiungere una
        sintesi attraverso il buon senso.

        L'on.  SAVARINO esprime perplessità sulla legittimità delle
        138  delibere  non  pubblicate  stigmatizzando  la  gravità
        dell'inerzia amministrativa. Apprezza il lavoro svolto  dal
        dott.  Cavallaro e per la stima da tutti riconosciuta  allo
        stesso  è  il  miglior  rappresentante  che  la  Fondazione
        Sciascia potesse avere.

        IL  PRESIDENTE,  nel  sostenere il valore  culturale  della
        fondazione,  riconosce al sindaco di  avere  ereditato  una
        questione   delicata   sulla  quale  sarebbe   interessante
        comprendere le ragione per la quale il segretario  comunale
        del tempo non abbia pubblicato le delibere. Invita le parti
        a  superare ognuno le proprie posizioni perché sui temi che
        riguardano  la valorizzazione della cultura non  ci  devono
        essere  posizioni contrastanti. Propone di lavorare su  una
        proposta legislativa che riguardi la modalità di erogazione
        di   contributi  diretti  da  parte  della   Regione   alla
        fondazione.

 

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One Response to Fondazione, all’Ars si apre il mistero sulla donazione di Sciascia

  1. Lillo Bongiorno Rispondi

    09/01/2020 a 21:25

    “La morte è terribile non per il non esserci più ma, al contrario, per l’esserci ancora e in balìa dei mutevoli ricordi, dei mutevoli sentimenti, dei mutevoli pensieri di coloro che restano.”
    Leonardo Sciascia (Candido ovvero Un sogno fatto in Sicilia).

    Caro direttore,
    Sciascia eretico ma, soprattutto, profetico.
    Distinti saluti.
    Lillo Bongiorno

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