“fiSOLofia”, fa il giro del mondo il corto girato ad Aragona

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Da Los Angeles a Farm Cultural Park, il successo inatteso del cortometraggio di Nicola Palmeri, che ha rastrellato premi ovunque. L’intervista al regista di Casteltermini di Anna Maria Scicolone.

“FiSOLofia” a Farm Cultural Park

Un successo inatteso, frutto di una grande passione. Il cortometraggio “fiSOLofia” di Nicola Palmeri, prodotto da MizzicaFILM e Sergio Francesco Distefano, è stato proiettato ieri sera ad Aragona, set principale del film. Una serata, organizzata da Enzo Salamone, che ha visto la presenza, oltreché dello stesso Palmeri, anche del sindaco Giuseppe Pendolino e dell’assessore Giovanni Graceffa. Un amarcord che si è concluso con l’intervento dell’attore Totò Costanza e con la proiezione del film. Tra gli ospiti della serata, oltre all’eclettico Nino Seviroli, c’era anche l’attore Antonello Puglisi.

Il cortometraggio dell’agrigentino Palmeri giunge ad Aragona dopo aver fatto il giro del mondo: ha vinto ad oggi quattordici premi in festival internazionali da Los Angeles a Santa Fe, da Santorini a Chianciano Terme, dove stasera il produttore Sergio Francesco Di Stefano ritira il Premio Federico Fellini. Sempre stasera il corto è in proiezione al festival diretto dal regista Marco Gallo a Farm Cultural Park, nell’ambito della rassegna internazionale Farm Film Festival, selezionato assieme ad altri 42 film tra centinaia di proposte pervenute. I vincitori saranno resi noti domani.

Nicola Palmeri, di Casteltermini, laureato in Informatica, da sempre impegnato in produzioni indipendenti, ha al suo attivo documentari e numerosi cortometraggi.

Un successo in qualche modo sperato, atteso?

Assolutamente no, non mi aspettavo di ottenere tutti questi riconoscimenti e di superare questo gran numero di selezioni internazionali. Mi servivano almeno quattro giorni e avevo in mente di coinvolgere anche altri personaggi e altre comparse nella location del bar ad Aragona; invece abbiamo girato in meno di tre giorni e, a causa di problemi tecnici, del primo giorno abbiamo potuto salvare solo poche inquadrature. Sapevo che era una storia originale, che poteva piacere, però ero anche consapevole dei limiti di questo lavoro. Non potevo immaginare questo risultato.

Quando è nata la passione per il Cinema?

Mi piace credere che sia innata. Sono nato il 28 dicembre del 1974. Il 28 dicembre del 1895 si tenne il primo spettacolo a pagamento dei fratelli Lumière. Sono nato lo stesso giorno in cui nacque il cinema. Mio nonno scriveva delle storie, da sempre sono stato appassionato di storie e il cinema è un mezzo potentissimo per poterle raccontare. Mi piace ricordare il critico cinematografico Sebastiano Gesù, recentemente scomparso, il quale diceva che non gli interessavano le storie, ma il loro racconto. Con il cinema, in effetti, puoi raccontarle in modi diversi: è quanto accade per ogni altra forma d’arte.

Quali i prossimi progetti?

I miei progetti spaziano dal cinema alla scrittura, all’informatica, che è un’altra mia passione.  Sto completando un altro percorso di studi legato a informatica, multimedialità e realtà virtuale. È un’attività che si coniuga benissimo col cinema, basti pensare allo spazio che la Mostra del Cinema di Venezia dedica al Venice Virtual Reality. Amo sviluppare applicazioni per dispositivi touch: ho realizzato una calcolatrice scientifica semi-seria che parla anche in dialetto e che ha la voce del giornalista Angelo Ruoppolo.

Qual è stata la partecipazione della comunità locale, delle maestranze e degli artisti del territorio nella realizzazione del cortometraggio?

Il coinvolgimento è stato totale. Il corto è nato in provincia di Agrigento, è stato girato ad Aragona, tra le maestranze locali c’è lo stimatissimo Gaspare Macaluso, fonico, che ha curato la presa diretta, le musiche sono state curate da Leo Curiale di Mussomeli, Ricky Ragusa di Raffadali e da Peppe e Mario Di Franco di Casteltermini. Per i fiati voglio ricordare Di Salvo e Canalella.  Sono state tante le persone che hanno lavorato al corto, non ultimo Nino Seviroli, il cunta-canta-storie, gli attori Totò Costanza e Enzo Salamone. Ad eccezione di Stefano Chiodaroli, il cast è tutto siciliano, gran parte della provincia di Agrigento. La fotografia del corto è di Vincenzo Condorelli; Andrea Tedesco ha curato la fotografia della parte iniziale del corto. Maggiori informazioni sul progetto si possono trovare su www.fisolofia.it

Le foto

 

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