Fibromialgia, la malattia che si sente ma non si vede

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La sofferenza fisica coinvolge tutto l’apparato locomotore, con ripercussioni a livello cognitivo e neurologico. Spesso chi ne soffre viene preso per ipocondriaco. Il prossimo 27 aprile, promossa dall’ AISF, partirà da Palermo “In cammino sulla Magna via Francigena”, una marcia di sensibilizzazione per far conoscere la malattia, che si concluderà ad Agrigento il 5 maggio.

Dolori brucianti, trafittivi, oppure profondi e continui o entrambe le sintomatologie in tutti i quadranti del corpo; colpiti tendini e fibre muscolari, ed anche le ossa. Crampi, gonfiore articolare di natura non infiammatoria, rigidità articolare al mattino, fitte intercostali, nevralgie soprattutto a carico del trigemino e dello sciatico, dolori all’articolazione della mandibola come se fosse mal di denti, ma mal di denti non è, spossatezza cioè stanchezza debilitante, parestesie, cefalea, disturbi del sonno, talvolta accompagnati dalla sindrome delle gambe senza riposo, un disturbo neurologico che si manifesta di notte con spasmi e necessità di muovere in continuazione le gambe, e da apnee notturne, nausea, capogiri, depressione, spesso collegata con l’impossibilità di comunicare il proprio malessere nella convinzione di non essere creduti, anzi, molto spesso i parenti pensano si tratti di follia e non di vero malessere.

Questi sono alcuni fra i sintomi della “fibromialgia”, sindrome cronica sistemica, la  cui sofferenza fisica non è dunque limitata a muscoli o tendini, dal momento che tutto l’apparato locomotore e le sue parti “molli” ne vengono colpite con ripercussioni a livello cognitivo e neurologico.

Purtroppo, di fatto, accade spesso che il malato di fibromialgia, venga preso per ipocondriaco o “pazzo” e invece è un paziente che soffre fino ad impazzire…ed il concetto è ben diverso.

La “fibromialgia”, sindrome cronica sistemica, la  cui sofferenza fisica non è dunque limitata a muscoli o tendini, dal momento che tutto l’apparato locomotore e le sue parti “molli” ne vengono colpite con ripercussioni a livello cognitivo e neurologico. Colpisce una percentuale variabile tra l’1 e il 3% circa della popolazione mondiale, circa 2 milioni in Italia. Ovviamente chi ne è affetto si rivolge allo specialista reumatologo che con una manovra specifica, potrà valutare la dolorabilità. Questa analisi obiettiva è fondamentale per capire se siamo di fronte ad una sindrome fibromialgica, perché permette in un sol colpo di eliminare quasi tutte le altre cause possibili. Importante anche valutare lo stato di salute generale del paziente ed effettuare i test ematici per analizzare sia la composizione del sangue, che rilevare la presenza di un eventuale fattore reumatoide o altre disfunzioni. Non si conoscono le cause della fibromialgia e può colpire sia il giovane, che l’adulto. Quello che si sa, è che esistono diversi fattori predisponenti che possono concorrere alla patogenesi della malattia e dei suoi sintomi dolorosi. Tra i fattori endogeni ed ambientali vanno considerate le cause genetiche e l’ erediatarietà; oppure la contemporanea presenza di altre patologie nello stesso individuo, come l’artrite reumatoide, malattia reumatica auto-immune, il lupus, la spondilite anchilosante o le  sindromi da stress post traumatico e  traumi ripetuti ed infezioni.

Simona Carisi

La fibromialgia  probabilmente esiste da millenni, ma per il mondo scientifico essa è davvero una nuova patologia, dal momento che è stata classificata dall’OMS, “Organizzazione Mondiale della Sanità”, come malattia con sintomi e caratteristiche autonome solo nel 1992, nella cosiddetta dichiarazione di Copenaghen. Probabilmente è considerata una malattia paradossalmente “giovanissima”, perchè il paziente sente la patologia, ma la patologia non si vede. Il paziente soffre tantissimo, ma non porta i segni della malattia. Per questo motivo i componenti dell’AISF, Associazione Italiana Sindrome Fibromialgica, hanno organizzato “In cammino sulla Magna via Francigena”, una marcia da Palermo ad Agrigentoper promuovere e favorire la sensibilizzazione della sindrome fibromialgica, al fine di far conoscere la malattia a tutti coloro che ne sconoscono l’esistenza e creare un circuito di collaborazione finalizzata alla cura di questi pazienti fra gli specialisti reumatologi, i medici di famiglia, gli psicologi e l’utenza tutta.

Il 27 Aprile da Palermo inizierà il percorso a cui parteciperanno, oltre ai componenti dell’AISF, medici dell’Ospedale “Buccheri La ferla” e del Policlinico “Paolo Giaccone” di Palermo, malati fibromialgici, cittadini comuni che insieme raggiungeranno, il 5 maggio, la Cattedrale di Agrigento. Siamo tutti con voi. Vi aspettiamo.

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One Response to Fibromialgia, la malattia che si sente ma non si vede

  1. Francesco Centofanti Rispondi

    03/04/2019 a 21:48

    Sono un medico ortopedico che da alcuni anni mi interesso di questa complessa patologia

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