Favara. “Un viaggio nella contemporaneità”

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Presentato al “Quid” il libro di Angelo Pitrone  “FAVARA Storia di una rigenerazione possibile”

Presentato questa mattina al “Quid” di Favara il libro di Angelo Pitrone  “FAVARA Storia di una rigenerazione possibile, edito da Spazio Cultura. Il volume raccoglie gli scatti del fotografo siciliano anticipati da una sezione bilingue Italiano/Inglese di testi dell’Architetto Armando Sichenze, già Ordinario di Progettazione Architettonica dell’Università della Basilicata, del Professore Salvatore Ferlita, Associato di Letteratura Italiana Contemporanea presso L’Università degli Studi di Enna Kore, del Maestro Maurizio Piscopo, Insegnante presso la Scuola Elementare Lambruschini di Palermo e un contributo del Notaio Andrea Bartoli, fondatore del Farm Cultural Park.

La presentazione del libro si inserisce nel contesto della prima edizione della “Biennale delle città del mondo Countless Cities”, grande evento internazionale promosso e organizzato da Farm Cultural Park, che coinvolge fotografi, artisti, architetti e creativi, che con diversi approcci e linguaggi ci raccontano non solo le Città ma anche le buone pratiche e le idee innovative che contribuiscono a renderle speciali. giovani.  http://www.countlesscities.com/

Alla presentazione del libro, oltre agli autori, hanno partecipato l’Architetto Lillo Giglia, ideatore e animatore del progetto “Quid Vicolo Luna”,  il Professore Giuseppe Guerrera, Ordinario di Progettazione Architettonica, Facoltà di Architettura di Palermo, l’attrice Laura Efrikian.

L’intervento di Angelo Pitrone

Angelo Pitrone

Favara è un luogo che si intreccia spesso con la mia biografia. La conosco fin dalla metà degli anni sessanta quando con la parrocchia facevamo i ritiri presso il seminario minore. Poi nei primi degli anni settanta con la comunità di base di via Agrigento.

A Favara, grazie a Pasquale Castellano, ho imparato i primi rudimenti della camera oscura, ed è esplosa la mia passione per la fotografia. Oggi ritornarci con questo libro è rivolgere un omaggio e un contributo verso i luoghi e le persone che ci lavorano per una terra più giusta e migliore.

Favara è sempre stata un luogo di forti contrasti e potenti contraddizioni. Spesso alla ribalta delle cronache penali. Ma ha sempre espresso personaggi di grande ingegno e forte determinazione al cambiamento nel segno della cultura e dei valori civili.

Scrittori come Antonio Russello, mecenati come Andrea Bartoli, manager come Giuseppe Vita, e tanta gente comune che lavora, fa impresa, arte o semplicemente spera che un cambiamento è possibile in questa provincia dell’estremo sud della Sicilia. In competizione con le migliori proposte della nazione.

Favara per me, con queste immagini, diventa l’archetipo la metafora che, se lo vogliamo si può cambiare, e crescere, come già trent’anni addietro, nella Valle del Belice aveva fatto Ludovico Corrao, inseguendo un’utopia di rinascita culturale ed economica. Adesso mi pare che il testimone sia passato alle persone di buona volontà di Favara.

Il mio viaggio attraverso le strade, i vicoli, i cortili, i palazzi di Favara è un viaggio nella contemporaneità, una testimonianza di come si sta sviluppando la transizione, escludendo le figure umane, ma cogliendone le loro tracce, le loro impronte. Sulla scia di quanti nella storia della fotografia italiana e non solo, hanno raccontato non solo il bel paese dei grandi monumenti, ma anche le piccole cose di tutti i giorni e le periferie, senza la volontà di voler giudicare ma mostrare e non dimostrare. Primo fra tutti il compianto Luigi Ghirri, o il maestro Guido Guidi. Senza dimenticare i versi della canzone di Fabrizio De Andrè: “…dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior….”.

Guarda le foto di Manlio Nocito

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