Favara, dopo tanti “bocconi” amari il Barone Mendola torna a sorridere

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Riapre il Teatro “Boccone del Povero”, ex opera Pia intitolata proprio al Barone. Il sindaco Anna Alba: “L’Amministrazione ha intenzione di creare un laboratorio-scuola di recitazione per stimolare aggregazione e socializzazione”.

Riapre a Favara il Teatro “Boccone del Povero”.  Per la felicità dei gruppi teatrali e anche del…Barone Antonio Mendola.

Dopo tanti “bocconi” amari (dal furto del suo mezzobusto in piazza alla recente chiusura dell’Istituto “Boccone del Povero” che per oltre un secolo ha ospitato prima orfanelli e poi anziani per assistenza continua) finalmente un sorriso per il Barone Antonio Mendola, uno dei pochi favaresi che ha “scritto” la storia di Favara con i fatti e non a parole.

Il Barone Antonio Mendola

Ad aver suscitato un sentimento di felicità sicuramente la determina sindacale firmata da Anna Alba, prima cittadina di Favara, con la quale si dispone la riapertura del teatro “Boccone del Povero”, ex opera Pia intitolata proprio al Barone Mendola, nominando Lillo Montaperto a Presidente della struttura e Giuseppe Crapanzano, in arte Cioppino, a direttore artistico, due personalità di spicco del teatro locale con esperienze e curriculum artistici decennali.

La riapertura del teatro, inserito nel monumentale complesso a pochi metri dal Convento Sant’Antonio e dall’altra sala teatrale “San Francesco”, rappresenterà per le numerose compagnie teatrali e di spettacolo varie, finalmente un luogo sicuro di riferimento per le proprie attività.

E conoscendo la natura filantropa del Barone, che donò alla città di Favara oltre ai locali del “Boccone del povero”, del primo ospedale, (poi diventata sede della caserma dei carabinieri e adesso sede di uffici comunali) e, sul piano prettamente culturale, il fondo antico della Biblioteca con oltre 10.000 volumi ed il museo ornitologico e di fossili, l’intuizione di Anna Alba avrà fatto sicuramente  centro nei sentimenti di Antonio Mendola.

Anna Alba

“La mia amministrazione– ci dice il sindaco Alba- ha intenzione di valorizzare e di dare un contributo a questa comunità creando un laboratorio-scuola di recitazione per stimolare l’aggregazione, la socializzazione e i rapporti di socializzazione, in un’epoca dove molti contatti ormai sono affidati alle nuove tecnologie e ai social network”.

Come detto, l’amministrazione comunale, non avendo figure professionali nel corposo organico dei propri dipendenti, ha “puntato” su due carte vincenti del panorama artistico non solo locale, che in questi anni hanno dato prova di capacità realizzative di eventi e stagioni teatrali con respiro anche regionale.

A Lillo Montaperto e Giuseppe “Cioppino” Crapanzano verrà affidato il compito, senza alcun compenso ne rimborsi spesa, di coordinare le tante associazioni culturali, teatrali e ricreative presenti a Favara, cittadina che sul piano dell’associazionismo ha fatto registrare sempre una certa vivacità.

Lillo Montaperto

“Il nostro laboratorio- ci dice Lillo Montaperto, il neo Presidente del teatro “Boccone del Povero” – punterà molto sui giovani e sulle scuole. La collina San Francesco da sempre ha rappresentato per tanti di noi un valido approdo culturale, con agenzie nel territorio, come Radio Favara 101, che sono stati palestra di vita e di formazione per centinaia di giovani, anche nel teatro e nel campo del folclore.

Giuseppe Crapanzano

Mi piacerebbe rivedere questo luogo di Favara “centro” culturale per l’intera comunità, partendo proprio dalle scuole. Con il direttore artistico e con l’amministrazione stileremo un programma dettagliato di attività ed eventi, dai costi contenuti ma con ricadute sociali e culturali di spessore. Con l’apertura di questa realtà ricettiva speriamo di fare innamorare i ragazzi alla lettura, alla recitazione ed ad altre espressioni artistiche, favorendo quella crescita umana che li porta a far maturare esperienze formative”.

Il tutto con l’occhiolino sempre strizzato del vecchio Barone, che definì la”sua” biblioteca un Loculus popularis sapientiae.

 

 

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