Favara “rifiuta le mafie” ma non scende in piazza

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All’iniziativa promossa dall’amministrazione comunale hanno aderito poco meno di 200 persone.

Favara “ripudia le mafie” ma Favara non scende in strada. Nella città dei paradossi va in onda l’ennesima puntata. All’iniziativa promossa dall’amministrazione comunale hanno aderito poco meno di 200 persone (stima in eccesso). A tenere lo striscione indicante la scritta “Favara rifiuta le mafie” oltre Anna Alba, sindaco della città, il viceprefetto Carmelina Guarneri, il vicepresidente della commissione antimafia Mario Michele Gianrusso, il sindaco di Porto Empedocle Ida Carmina, il presidente del libero consorzio Giuseppe Marino.

Nel tragitto da piazza don Giustino a Piazza Cavour hanno aderito quasi al completo il Consiglio comunale, i deputati Nino Bosco e Tonino Moscatt, rappresentanti delle forze dell’ordine, alcuni partiti politici, un nutrito gruppo di preti e rappresentanti di alcune associazioni attive nel territorio.

Ma, come detto, mancava la città. Sarà la poco pubblicità dell’evento, sarà la concomitanza con una tornata di prime comunioni, sarà il primo Week end utile per i trasferimenti nelle residenze estive o sarà il fatto che quando in ballo c’è il tema della mafia non c’è ancora la maturità sociale o il coraggio di scendere in strada e metterci la faccia. Ma non è la prima volta che queste manifestazioni non riescono a coinvolgere il paese.

La fiaccolata si è conclusa nella centrale piazza Cavour con l’esposizione dello striscione sulla facciata della residenza municipale.

 
 
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