Favara, il meeting Francescano e il desiderio di una terra che sappia ancora sognare

da | 27 Giu 22

Al termine del meeting sottoscritto un documento che istituisce un osservatorio socio-politico intitolato a Giorgio La Pira. “La speranza per un futuro diverso alla Sicilia non può venire solo dalla Sicilia…ognuno di noi fornisca il proprio contributo”

Favara, primo Meeting Francescano del Mediterraneo

Favara, al termine del primo Meeting Francescano del Mediterraneo, svoltosi in questi giorni, è stato sottoscritto un documento che istituisce un osservatorio socio-politico intitolato a Giorgio La Pira

“Manifesto per la migliore politica, dalla fratellanza alla cura delle creature”, il titolo del documento nel quale sono diversi i punti elaborati: “Consolidare l’esperienza del piantare un albero per ogni nuovo nato, istituendo una rete ufficiale delle istituzioni che vi hanno aderito; riunire almeno una volta l’anno i componenti della rete per individuare insieme nuovi obiettivi, all’insegna della cura del creato e di una “pedagogia della connessione”, che sia fatta di segni tangibili di solidarietà, accoglienza, comunità e svolgere un lavoro comune, tra istituzioni e fraternità francescane locali, per la sensibilizzazione ai temi della salvaguardia del creato, del risparmio energetico, della riduzione e del riciclo dei rifiuti”.

Dai vari incontri svoltisi nel tre giorni del meetimg “emerge  il desiderio di una terra che sappia ancora sognare – dice Carmelo Vitello, ministro regionale dell’Ordine francescano secolare – emerge  il desiderio di una terra  che sappia mettere insieme le energie migliori, che contrasta la cultura dello scarto, che sa osare e sperare nella fraternità, che vuole vivere la dimensione del sentirsi connessi, che osa pensare ad un Mediterraneo che torni culla di bellezza e possa lasciare dietro di sé le contraddizioni. Probabilmente non abbiamo dato risposte, ma abbiamo tracciato un percorso: per noi Famiglia francescana, per questa società e per questo mediterraneo”.

“La speranza per un futuro diverso alla Sicilia non può venire solo dalla Sicilia, ma certamente non nasce d’incanto e quindi serve che ognuno di noi fornisca il proprio contributo – commenta il presidente della Conferenza episcopale siciliana, Antonio Raspanti -. Qui c’è un fermento, certamente, e questo evento non fa altro che confermare una certa vivacità che va però alimentata perché è dalla costanza che vengono i risultati. Continuiamo tutti a lavorare, non facciamoci bloccare dall’indifferenza”.

Nelle prossime settimane il documento sarà divulgato a tutti i sindaci, le istituzioni e le realtà associative perché possano condividerlo e farne parte.

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