Favara, il forte urlo dei ragazzi contro la mafia

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Nel giorno dedicato alle vittime innocenti di Cosa Nostra, gli studenti della “Falcone Borsellino” scendono in piazza e fanno sentire la loro voce.

E’ il 21 marzo ed il calendario segna l’inizio della primavera. Ma il clima tradisce l’inizio della stagione e su Favara soffia una bufera di vento freddo. Che non ferma i circa 250 alunni della scuola secondaria di I Grado “Falcone Borsellino”. Anzi il forte vento spinge in ogni angolo della città, dal centro storico alle vaste periferie, il forte urlo scandito in piazza Cavour: “No alla mafia”.

Ed il 21 marzo, giorno dedicato alle vittime innocenti di Cosa Nostra, la primavera favarese fa sbocciare i sorrisi dei ragazzi, quelli che costituiranno, fra qualche lustro, la classe dirigente della città. Sono partiti dal plesso dedicato ai due giudici fatti saltare in aria dalle bombe di Cosa Nostra in quella maledetta stagione palermitana. Hanno percorso le principali strade della cittadina chiaramontana ed in piazza Cavour, sotto il palazzo di Città, hanno elencato tutti i nomi delle vittime innocenti della mafia. Magistrati, giudici, giornalisti, sindaci, semplici cittadini. Ma anche tanti bambini. Tra questi Stefano Pompeo, il bambino di Favara che amava Lupo Alberto e che ha trovato la morte, da innocente, in un agguato vicino la miniera Lucia. Stefano ha frequentato, durante gli anni delle elementari, proprio le aule di via Olanda, a pochi metri dalla sua casa di Via Cicerone, che dista appena cento passi. E la scuola “Falcone Borsellino” lo ricorda non solo il 21 marzo o in occasione di compleanni o anniversario di morte, ma ogni giorno avendo dedicato alla sua memoria l’Aula Magna.

Tra i nomi elencati, scaditi da applausi, anche quello di Gaetano Guarino, il sindaco-farmacista ucciso dopo poche settimane dalla sua elezione perché troppo onesto .

“L’Antimafia inizia dalle scuole –ha detto Monica Costanza, docente di italiano e una delle promotrici della bella manifestazione – attraverso momenti di riflessione come questo ma anche attraverso un percorso di legalità che deve accompagnare l’alunno durante tutto l’arco della giornata”.

I ragazzi della “Falcone Borsellino”, che hanno messo in mostra disegni e foto dedicate alle principali vittime della mafia, hanno pure rallegrato piazza Cavour e gli avventori del mercato ortofrutticolo del giovedì, anche attraverso un balletto sulle note dei “Cento passi”, canzone dedicata al sacrificio di Peppino Impastato, il conduttore di Radio Libera ucciso a Cinisi da don Tano Badalamenti e figura sempre presente che si tramanda da generazione a generazione tra i ragazzi.

Favara, che spesso è protagonista sulle cronache per fatti giudiziari, retate ed omicidi e che ha dato anche ospitalità a boss mafiosi come Giovanni Brusca, Gerlandino Messina e Maurizio Di Gati, oggi dalla sua piazza principale ha messo in “vetrina” i veri prodotti di cui deve andare fiera: quei ragazzi genuini come le primizie a KM 0 esposte nella bancarelle del mercatino del giovedì.

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