Ester Rizzo racconta le 21 Madri Costituenti

da | 21 Lug 22

Filomena Delli Castelli e Teresa Noce 

Ester Rizzo

Filomena Delli Castelli fu eletta a soli trent’anni nelle fila della Democrazia Cristiana con 27.000 voti di preferenza. Era nata in una famiglia povera abruzzese e il padre fu costretto ad emigrare in America per garantire il loro sostentamento. Nonostante le ristrettezze economiche riuscì, con mille sacrifici, a laurearsi, a pieni voti, in Lettere e Filosofia.

Sin da giovanissima si impegnò nell’Azione Cattolica. Scoppiata la guerra partecipò alla Resistenza sia come crocerossina che come attivista clandestina, prestando assistenza e cure ai profughi che giungevano numerosi nella città di Pescara.

Durante la sua campagna elettorale in Abruzzo si recò in ogni casa per spiegare, soprattutto alle donne, l’importanza di quel voto. E furono proprio le donne che apprezzarono i suoi interventi nei comizi, il suo linguaggio schietto e semplice, senza vene di polemica o di aggressività.

Era una politica dai modi gentili e dalla determinazione ferrea. Molti testimoni raccontarono che le prime “uscite pubbliche” delle abruzzesi, dopo la fine della guerra, fossero state proprio quelle per sentire le parole di “Memena”: così la chiamavano affettuosamente. Ed erano sempre le donne durante i suoi comizi ad esporre coperte e lenzuola ricamate per renderle omaggio: piccoli gesti che esprimevano  rispetto e solidarietà femminile. Filomena a quel legame non si sottrasse mai e appena eletta iniziò a sostenere la causa dei diritti femminili.

Ricordando le lotte trasversali di tutte le Costituenti, al di là dei partiti politici di appartenenza, così scrisse: “La pattuglia femminile della Costituente serrava i ranghi quando erano in discussione e da risolvere i problemi inerenti il lavoro, la famiglia, la scuola. E infatti, chi meglio delle donne conosceva le condizioni concrete dell’Italia? Chi si occupava dei bambini, degli orfani, dei reduci dalla prigionia o dai campi di concentramento?”

Le italiane di quel tempo non volevano discussioni politiche astratte, volevano risposte concrete.

Dal 1951 al 1955 fu sindaca di Montesilvano e s’impegnò nella realizzazione della rete idrica per l’accesso a tutti e tutte dell’acqua potabile. A lei si devono la costruzione di tante strade e innumerevoli progetti per valorizzare il patrimonio locale e incrementare il turismo sempre nel rispetto dell’ambiente. Il suo lavoro da sindaca fu fortemente ostacolato a causa di interessi edilizi poco trasparenti che ruotavano intorno a quei progetti. Invece di essere sostenuta fu “messa da parte” anche all’interno del suo stesso partito.

Teresa Noce era nata a Torino in una famiglia di modeste condizioni economiche e a causa di ciò non riuscì, con grande rammarico, a continuare gli studi. Così scriveva:” Avrei voluto continuare a studiare per diventare insegnante ma mi accorsi che il problema era più complesso di quanto non mi fosse sembrato. Alle medie mi sarei trovata con ragazze di un’altra condizione. Con le calze sempre rotte, le scarpe scalcagnate e d’inverno con gli zoccoli, avrei certo dovuto sopportare gli sberleffi delle altre”

Anche a sua madre era toccata la stessa sorte: povera studentessa di provincia si era recata in città per frequentare la scuola magistrale ma abbandonò al primo anno: la prendevano in giro per i suoi miseri abiti e le scarpe rotte. Madre e figlia accomunate dallo stesso destino. Farfalle a cui tarparono le ali.

Teresa studiò da autodidatta, divorando libri e giornali. Così ricordava: “All’edicola avevo scoperto i giornali per ragazzi come “Il Novellino”…e altri ancora. Costavano solo un soldo…trovavo scritte fiabe e novelle che mi sembravano meravigliose…mi compravo un soldino di felicità incantata”

Iniziò a lavorare come stiratrice e nei ritagli di tempo continuava a leggere. Si iscrisse al Partito Comunista e si sposò con Luigi Longo, uno dei massimi esponenti del PCI che in seguito, senza neanche metterla al corrente, sciolse il matrimonio nella Repubblica di San Marino. Da qui iniziò l’atteggiamento ostile del Partito nei suoi confronti: lei messa sempre in ombra, Luigi Longo sempre più proiettato ai vertici.

Quando fu eletta all’Assemblea Costituente fu una delle più votate del partito a livello nazionale. Si impegnò tantissimo sulle leggi a favore della tutela dei diritti delle donne e dobbiamo soprattutto a lei la tutela della maternità con i permessi di lavoro retribuiti a partire dall’accertamento della gestazione in atto e il divieto di licenziamento delle donne incinte.

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