Ester Rizzo racconta le 21 Madri Costituenti

da | 30 Giu 22

Maria Maddalena Rossi

Ester Rizzo

Maria Maddalena Rossi, per le tematiche affrontate, fu una delle Madri Costituenti molto incisiva per l’emancipazione femminile. Concentrò la sua attenzione su due tematiche: l’ingresso delle donne in magistratura e l’attenzione legislativa sulle donne vittime di violenza.

Sulla prima tematica, insieme alla collega di partito Teresa Mattei ed alla democristiana Maria Federici si scontrò sui banchi dell’Assemblea contro chi opponeva il veto all’accesso delle donne a questa carriera, negando così il riconoscimento delle capacità femminile. Su ciò ebbe uno scontro con Giovanni Leone futuro Presidente della Repubblica.

Sulla violenza contro le donne centrò il suo impegno sul “rispetto sacro del corpo delle donne” come scrive Grazia Gotti.

Maria Maddalena Rossi era nata a Codevilla, in provincia di Pavia, il 29 Settembre del 1906. Si era laureata in Chimica presso l’Università di Pavia e nel 1937 si era iscritta al Partito Comunista Italiano clandestino. Nel 1942 venne arrestata a Bergamo e mandata al confino a Sant’Angelo in Vado nelle Marche. Dopo la guerra venne eletta all’Assemblea Costituente con 11.842 preferenze. Verrà poi inserita nella Commissione per i Trattati Internazionali.

Fortemente pacifista, durante la sua attività politica, intrecciò l’impegno per le Donne con quello per la Pace, viaggiando e tessendo instancabilmente relazioni amichevoli tra diverse nazioni. Fu importante il suo intervento per far emergere in Parlamento le violenze perpetrate alle donne dalle truppe dei goumiers, inquadrati nell’esercito francese durante l’avanzamento degli alleati ( le cosiddette marocchinate) . Tutti le sconsigliavano di portare in Parlamento questa questione definita, ignobilmente, “effetto collaterale della guerra”, di non approfondire, di tacere.

Maria Maddalena, sdegnata, ignorò quei consigli, squarciando il velo di quel silenzio. Riportiamo uno stralcio del suo intervento:” So che vi è chi si finge scandalizzato perché noi prendiamo nel Parlamento e nel Paese la difesa di queste donne. Credo piuttosto che ci si debba scandalizzare perché fra noi vi è chi vorrebbe coprire questa piaga, questo delitto orrendo che fu commesso contro donne inermi, contro giovanette, con un velo di silenzio…noi conosciamo le madri che hanno perso i figli, le mogli che hanno perso i mariti: noi le amiamo, le onoriamo, manifestiamo loro la nostra solidarietà, sì che esse trovino, qualche volta, una sorta di conforto nel sapere che il loro lutto è condiviso, che la memoria dei loro cari scomparsi è sacra a milioni di cittadini. Ma queste donne no! Per queste non c’è conforto possibile. Si devono nascondere come se si sentissero infette anche moralmente. A queste donne si vorrebbe vietare di palare della loro sventura, di riunirsi, di reclamare, in nome della pubblica moralità”

Altra sua battaglia politica fu la richiesta dello snellimento dei procedimenti di adozione per i minori. Maria Maddalena Rossi fu, anche, fortemente contraria ad inserire nella nostra Costituzione il principio dell’indissolubilità del matrimonio.

E’ stata anche presidente dell’UDI (Unione Donne Italiane) e restò in Parlamento fino al 1963. Continuò comunque ad impegnarsi politicamene e nel 1970 fu eletta sindaca a Portovenere.

E’ morta a Milano nel 1995 a quasi novant’anni. Per il suo impegno  e per il suo contributo all’emancipazione femminile meriterebbe certamente uno spazio più ampio nella storia della nostra Repubblica.

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