Esofagite, ecco come combatterla

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Negli ultimi anni i casi stanno aumentando progressivamente. Tra le cause principali l’alimentazione sbagliata. I fattori di rischio

Simona Carisi

L’esofagite è una malattia che colpisce l’esofago, meglio conosciuta come “malattia da reflusso gastro esofageo”.

L’esofago, tratto del tubo digerente, si infiamma a causa del materiale che dallo stomaco risale in questa porzione. Possiamo intuire come le pareti dell’esofago siano ben diverse da quelle dello stomaco, cioè meno corazzate e pronte a sopportare l’acido cloridrico secreto esclusivamente dallo stomaco, così come sostanze di natura basica, per esempio la bile. Nella norma, non risale nessuna sostanza dallo stomaco verso l’esofago perchè il reflusso è impedito da una valvola, o meglio, piccole quantità fisiologicamente possono oltrepassare questo tratto protetto senza causare alcun danno, ma se  dovesse succedere spesso e costantemente, allora l’integrità dell’esofago verrebbe compromessa sicuramente. Comprendiamo dunque che possono esistere vari gradi più o meno gravi di esofagite da reflusso. La valvola non funziona bene nella protezione dell’esofago in condizioni che possono riguardare malformazioni congenite di essa stessa, o per presenza di tumori o per ernie che coinvolgono l’esofago, conosciute come “ernie jatali”. Anche alcuni farmaci possono far insorgere la malattia o l’infezione da Helicobacter Pylori, malgrado a riguardo, molti studiosi, affermino che il batterio non ne sia il vero responsabile.

Negli ultimi anni la prevalenza di esofagite erosiva sta aumentando progressivamente in Giappone e, nonostante non conduca alla morte, le frequenti complicanze ad essa associate mostrano un elevato tasso di morbidità e mortalità, perchè le erosioni conseguenti a questo gravoso continuo picchettamento di acido sulla mucosa dell’esofago possono causare le emorragie.

Sicuramente le abitudini voluttuarie di alimentazione sbagliata, o stile di vita inappropriato, inducono l’insorgenza di questa malattia che nei casi anche meno gravi diviene poco sopportabile per chi ne è affetto, soprattutto per la fastidiosa sensazione di bruciore che porta a non apprezzare un pasto desiderato e appagante il palato

I fattori di rischio che aumentano la possibilità di sviluppare il reflusso e dunque l’esofagite sono tanti e fra questi: l’obesità, perchè il peso aumenta la pressione addominale e di conseguenza questa si riflette come pressione sulla valvola, conosciuta come “cardias” che a quel punto può indurre il reflusso; la gravidanza, perchè l’aumento delle dimensioni dell’utero causa una compressione  del diaframma e della regione cardiale e dunque anche qui, reflusso e infiammazione dell’esofago.

Simona Carisi

Ma quali situazioni inducono il reflusso che non riguardino problemi meccanici, nel senso della compressione forzata sul cardias? Sicuramente il nostro modo di mangiare. Questa è una delle cause più frequenti di reflusso gastro esofageo. Facciamo attenzione alla masticazione del cibo? Spesso dimentichiamo che il cibo va masticato lentamente, a parte che ne godremmo in peso, perché chi mangia lentamente si sazia subito, non esagera con la quantità di cibo e non ingrassa, i pasti ingurgitati voracemente sono la prima causa di reflusso acido. Anche i pasti abbondanti rientrano fra i fattori di rischio. Cibi e bevande molto acide, alimenti troppo grassi, il cioccolato, i pomodori, gli agrumi e le spezie piccanti. Ovviamente, non poteva mancare fra le cause, la mancanza di attività sportiva e di movimento o gli sforzi intensi. L’alcol non è difficile immaginare quanto possa essere incriminato in questa patologia per la sua azione lesiva sula mucosa gastrica e allo stesso modo il fumo, perché aumenta l’acidità gastrica con conseguente infiammazione. Attenzione alle cinture, perché se troppo strette inducono aumento della pressione addominale favorendo il reflusso.  E infine gli attacchi d’ansia, che  inducono stress psicologici favorenti l’ipersecrezione gastrica.

E allora dopo aver fatto un buon pasto senza eccedere in grassi, acidi e alcol, un buon riposo dovrebbe ristorare corpo e mente….e invece anche qui attenzione al reflusso.

Non andate a riposare o dormire subito dopo aver mangiato, potrebbe esser causa di reflusso e il reflusso causa tanti sintomi, come il dolore al torace, bruciori allo stomaco, nausea, gonfiore di stomaco, difficoltà a deglutire e tra i fastidi insopportabili anche l’alitosi, voce rauca, tosse stizzosa, mal di gola, tracheite, asma…

Stiamo tutti attenti, dunque, a rispettare di più il nostro stomaco, perché spesso noi e solo noi siamo i veri responsabili del suo “mal funzionamento”.

 

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