Emergenza Rifiuti.”I Comuni devono colmare la loro inattività”

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Claudia Casa, direttore Legambiente Sicilia: “Per uscire dall’emergenza ambientale venutasi a creare dopo l’introduzione del sistema di raccolta porta-a-porta bisogna che si combatta efficacemente l’evasione fiscale…I lanciatori seriali sono quelli che non hanno mai pagato la tassa..”

 

Nella foto Claudia Casa con Tommaso Castronovo, Raffaella Giambra e Marco Interlandi, promozione dell’iniziativa 100 Piazzeper Differenziare al mercato di CampagnaAmica di Coldiretti.

“100 Piazze per differenziare” è l’iniziativa promossa da Legambiente per spiegare tutti i vantaggi della raccolta differenziata di qualità. In collaborazione con la direzione provinciale di Coldiretti, con la SRR4 Agrigento Est e il gratuito patrocinio del Comune di Agrigento, sabato 1° settembre, ad Agrigento, sul Lungomare Falcone Borsellino della frazione balneare di San Leone sarà allestita una stazione ecologica temporanea.

I cittadini avranno l’opportunità di toccare con mano, in tempo reale, la convenienza della raccolta differenziata mediante il conferimento di rifiuti separati in modo ottimale che, ad Agrigento, daranno diritto a buoni del valore di 1€ da spendere presso le aziende del mercato di Coldiretti.

Le tipologie di rifiuti valorizzabili sono imballaggi in carta e cartone, vetro, plastica, metalli. Ogni frazione dovrà essere conferita separatamente e contenuta in sacchi trasparenti o, comunque, in modo tale da consentire l’ispezione da parte degli operatori addetti al controllo ed alla pesatura. Il peso sarà quindi convertito in ecopunti secondo una precisa tabella di valorizzazione ed al raggiungimento della soglia minima di 40 ecopunti si avrà diritto al buono spesa.

I numeri in termini di percentuale di rifiuti differenziati che non finiscono più in discarica ad Agrigento superano il 65 per cento ma perché producano un apprezzabile beneficio economico per le famiglie agrigentine, occorre lavorare anche sulla qualità della raccolta differenziata.

Perché differenziare bene conviene?

Differenziare bene significa accorciare, e di molto, i processi di lavorazione previsti per il recupero  ed il riutilizzo dei nostri rifiuti – sostiene Claudia Casa, direttore di Legambiente Sicilia –  il che significa per i comuni affrontare costi inferiori di conferimento agli impianti ed ottenere al contempo ricavi sostanziosi attraverso i consorzi di filiera. Una tonnellata di PET (flaconi e bottiglie in plastica) ben differenziato all’origine, quindi non necessitante di pre trattamento per l’eliminazione di impurità, fa incassare al comune 396 euro, mentre sono 303 gli euro che i comuni incassano per ogni tonnellata di altro tipo di plastica, per esempio piatti e bicchieri, privati all’origine dai residui di cibo. Questi ricavi si abbattono notevolmente se il rifiuto in plastica presenta delle impurità, fino ad arrivare ad annullarsi del tutto in caso di commistione con altra tipologia di rifiuti. Questo discorso vale per tutte le cosiddette frazioni “nobili” dei nostri rifiuti, ad ognuna delle quali è assegnato un valore di conferimento specifico più o meno alto a seconda, appunto, della “purezza”. Va da sé che più il comune incassa più lo stesso sarà in grado di abbattere considerevolmente la famigerata tariffa posta a carico dei contribuenti che, dunque, hanno tutto l’interesse a fare una raccolta differenziata di qualità.

Sarà possibile ripetere quest’esperienza periodicamente così da incentivare una differenziata di qualità?

L’esperienza delle “ecostazioni in piazza” è certamente replicabile e da qui alla fine dell’anno troverà modo e tempo per essere da noi riproposta in altre località siciliane, soprattutto in quelle realtà che hanno avviato o stanno avviando il percorso della raccolta differenziata. Noi siamo convinti che si tratti della maniera più efficace di comunicare l’importanza di una differenziata fatta bene, sia perché il cittadino-utente si confronta direttamente con l’operatore che riceve e controlla la qualità della sua raccolta in un rapporto uno-a-uno, sia perché la valorizzazione del rifiuto e la conseguente premialità sono immediatamente riscontrabili attraverso l’assegnazione degli ecopunti che poi daranno diritto al buono-spesa.

In che modo e in quanto tempo secondo Legambiente sarà possibile vincere le resistenze di chi continua a non voler rispettare le regole e a gettare rifiuti indifferenziati agli angoli delle strade?

Per uscire dall’emergenza ambientale e, in alcuni casi, anche sanitaria venutasi a creare dopo l’introduzione del sistema di raccolta porta-a-porta dei rifiuti bisogna che si lavori tutti nella direzione di combattere efficacemente l’evasione fiscale. Quando dico tutti mi riferisco certamente agli organi preposti al controllo del territorio ma soprattutto agli uffici preposti alla esazione dei tributi comunali da parte di tutti i cittadini contribuenti. In passato c’è stato molto lassismo su questo aspetto perché c’erano i trasferimenti di fondi statali e regionali che andavano a coprire il deficit causato dall’evasione fiscale. Venuti meno quei fondi, la voragine è stata colmata non perseguendo gli evasori ma aumentando le tasse a carico dei cittadini onesti. E questo non è avvenuto solo ad Agrigento ma in quasi tutti i comuni, primi fra tutti quelli dell’hinterland con i quali è necessario lavorare di concerto per sconfiggere questo increscioso fenomeno. Da questo punto di vista l’avvio del porta-a-porta ci ha consegnato la certezza che c’è un altissimo numero di cittadini che non hanno mai pagato e che, sulla scorta di questa impunità, non si sono presentati a ritirare i mastelli ed hanno scelto di diventare “lanciatori seriali”, cioè di abbandonare i rifiuti dove capita. Noi rimaniamo convinti che non è affatto difficile ampliare la platea dei contribuenti e vedere così diminuire il degrado. È solo una questione di volontà da parte dell’amministrazione e degli uffici.

Come può Legambiente sostenere i Comuni nella difficile lotta agli incivili? In che cosa i Comuni, in questo momento di svolta nel sistema di conferimento di rifiuti, sono inadempienti al punto da non essere capaci di incidere in modo efficace?

Legambiente sostiene i Comuni nel percorso di affrancamento dal degrado e nella lotta ai comportamenti incivili con le sue campagne di comunicazione e di sensibilizzazione, con i progetti di educazione ambientale, con le denunce laddove queste si rendono necessarie. Il progetto “Sicilia Munnizza Free” ha questa finalità, di accompagnare i comuni ed i cittadini in questo percorso di crescita che deve portarci in poco tempo a livello delle migliori realtà italiane, perché ce lo impongono le normative e perché è eticamente l’unica via percorribile per vedere la Sicilia finalmente uscire dalle stagioni dell’emergenza. I Comuni, però, devono fare la loro parte e colmare le lacune che dipendono dalla loro inattività. Penso, per esempio, ai cosidetti CCR, i centri comunali di raccolta, obbligatori per legge e di cui però solo pochissimi Comuni in Sicilia si sono dotati, ritrovandosi adesso con il problema di individuare siti improvvisati per lo stoccaggio dei rifiuti valorizzabili diuturnamente raccolti.

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