Emergenza Covid, quale futuro ci aspetta?

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Se uniamo alla Scienza il Senso e il Dovere Civico usciremo vincenti, senza lockdonns e senza morti

Antonio Liotta

I dati relativi ai contagi da Covid-19 sono in quotidiano costante aumento – con vertiginoso sviluppo negli ultimi giorn i- e creano una giusta apprensione in ogni cittadino, nelle autorità competenti, nel Governo che, avvalendosi del Comitato Scientifico, è costretto ad emanare norme e provvedimenti sempre più restrittivi.

Siamo alla vigilia di un nuovo lockdown? Perché succede tutto questo? Facendo un piccolo passo indietro, ricorderemo che abbiamo vissuto tre mesi, da marzo a maggio, di blocco di ogni attività e che abbiamo contato una catena infinita di morti e di contagiati. L’economia si è fermata, il mondo intero si è fermato. Si sono registrate esperienze incredibili che hanno lasciato un segno sociale ed etico.

Un nemico invisibile ad occhio umano, ultrapiccolo ha seminato terrore e morte senza guardare in faccia nessuno, evidenziando la vulnerabilità dell’essere  umano. Paura, istinto naturale, si è caricata di ansia, sfociando nel panico che ha colpito intere masse. Ciononostante, la piccola Italia si è dimostrata grande e capace di reagire, di organizzarsi, pur in notevoli difficoltà, e di diventare modello gestionale positivo della pandemia con riconoscimento internazionale

Il bisogno di muovere l’economia e l’esigenza di libertà ci hanno fatto uscire dal fermo in casa e nel mese di giugno e successivi, ha comportato un “liberi tutti”, quasi come se la pandemia fosse finita. I comportamenti personali non sono stati consoni alla gravità del momento storico che stiamo vivendo e le tre misure ritenute essenziali per arginare la pandemia – uso della mascherina, distanziamento, disinfezione costante delle mani – sono state dimenticate dalla stragrande quantità della popolazione che si è data alla pazza gioia riprendendo l’uso di baci, abbracci, assembramenti, movide diurne e notturne, fornendo al Covid-19 il più grande regalo che potesse essere fatto. Così, a seguito di nostri comportamenti scorretti e irresponsabili, la pandemia non è mai finita. Ed ora, con l’autunno portatore di cambi rapidi di condizioni climatiche, con il regolare annuale arrivo di sindromi influenzali, è arrivata la nuova esplosione di contagi.

In questo contesto, quali saranno le conseguenze, dove ci porterà la nuova impennata pandemica? La prima conseguenza è l’intasamento dei Pronto Soccorso Ospedalieri e l’occupazione progressiva delle Terapie Intensive che, in rapporto ai contagi crescenti, rischiano di non essere sufficienti. E sicuramente sono totalmente insufficienti nel Meridione e nella nostra Sicilia e nella nostra Provincia perché, purtroppo, le carenze strutturali croniche che registriamo non hanno trovato una risposta adeguata dall’Assessorato Regionale: pochi posti nuovi di terapia intensiva, subintensiva e reparti Covid-19 che potrebbero rendere la situazione drammatica.

Un elemento di novità prevedibile, non posto all’attenzione ed ora reso, purtroppo, reale ed esplosivo, è la presenza di contagi su tutto il territorio nazionale con punte diversificate ma che danno l’esatto andamento della pandemia che, ormai, ha creato un livellamento epidemiologico, contrariamente alla prima fase, che ha visto devastato il Nord e risparmiato il Sud.

In queste condizioni, tutto diventa più difficile, ma non irreparabile. Vediamo perché.

Primo: oggi conosciamo decisamente meglio il Covid-19, le caratteristiche, la virulenza, i fattori demografici; abbiamo piena cognizione delle carenze strutturali, delle inadempienze e degli errori organizzativi commessi.

Secondo:  si sono raffinati i trattamenti specialistici; gli attuali migliori otto vaccini (già in fase 3 di studio clinico) sono abbastanza efficaci ed efficienti ed anche se non sono pronti, si proiettano in una logica di risposta sicura contro il virus che risponde bene anche agli anticorpi monoclonali che hanno dimostrato  la capacità di bloccare e neutralizzare il legame del virus -proteina S- con il recettore ACE-2. Ciò significa che presto (tra alcuni mesi) queste terapie singole e/o combinate riusciranno a farci “dimenticare” il “mostro Covid-19”.

Quindi, ci resta di ragionare su questa fase che abbiamo davanti, qui si gioca la partita e la credibilità di ognuno di noi in qualunque ruolo si trovi.

Pertanto:

  1. a) dobbiamo allontanare, annullare Paura, Ansia e Panico, tenere i nervi saldi, smontare le continue perverse Fake News che destabilizzano la credibilità scientifica;
  2. b) puntare decisamente sulla tracciabilità preventiva che ci viene garantita dall’app IMMUNI (va scaricata dal sito del Ministero della Salute) e dall’esecuzione a tappeto di ripetuti tamponi e test sierologici vari che permettono di individuare ed isolare positivi ed asintomatici;
  3. c) chiedere e pretendere dalle autorità sanitarie l’urgentissimo potenziamento e sviluppo della Medicina del Territorio (fulcro centrale di controllo e debellamento dei contagi) e dei Presidi Ospedalieri;
  4. d) organizzare e garantire il serio controllo e messa in sicurezza di tutti gli operatori del settore sanitario e delle strutture (RSA e similari) che sono potenziali focolai di diffusione e contagio del virus;
  5. e) procedere con urgenza alla vaccinazione antinfluenzale con estensione a tutte le fasce di età per ottenere un duplice risultato: proteggerci dal virus dell’influenza (parente stretto del Covid-19) che causa danni in buona parte uguali a quelli del Covid-19 e che creerebbe confusione e panico in chi ne verrebbe colpito, aumentare i poteri di difesa dell’organismo in rapporto alla immunizzazione attiva che il vaccino è capace di sviluppare.

In conclusione, siamo nelle condizioni di ridurre i contagi, di poterli tracciare, di potere essere  – ognuno di noi – tutti  protagonisti attivi contro questo malefico virus applicando il più semplice e collaudato sistema di prevenzione attiva che si esprime in queste poche e significative parole: Uso corretto ed assoluto di mascherine, Distanziamento, Utilizzo costante di disinfettanti ed, infine, Isolamento anche singolo e/o di gruppo.

Uniamo la Scienza con il Senso ed il Dovere Civico ed usciremo vincenti senza lockdonns e morti sul Covid-19, perché si può vincere.

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Antonio Liotta, medico anestesiologo e rianimatore; fondatore, e già direttore, dell’Hospice e Clinica del Dolore dell’Ospedale di Agrigento  

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2 Responses to Emergenza Covid, quale futuro ci aspetta?

  1. Avatar

    Gianfranco Jannuzzo Rispondi

    17/10/2020 a 15:37

    Straordinario come sempre Il Dott Antonio Liotta!

  2. Avatar

    Anna Serio Rispondi

    17/10/2020 a 17:25

    Un messaggio positivo, soprattutto di incoraggiamento a fare di più per noi e per gli altri. Su con la vita e avanti sempre, seguendo i saggi consigli del Dr. Liotta

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