Elezione Presidente della Repubblica. Cominciano i Giorni dei Lunghi Coltelli

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Renzi rischia di essere travolto dalla campagna per il Quirinale, la madre di tutte le sfide.

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Ci siamo, Napolitano annuncerà mercoledì le sue dimissioni, Renzi ha premuto fino alla fine per un piccolo rinvio, ma niente da fare. Tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio avremo un nuovo Presidente. È la partita delle partite per il Premier in caduta libera nei sondaggi. Strana nemesi per l’ex sindaco, lui che di sondaggi positivi ha ferito, rischia di essere sommerso dai sondaggi negativi, rischia in realtà soprattutto di essere travolto dalla campagna per il Quirinale, la madre di tutte le sfide.

Lo aspettano al varco, i suoi prima di tutto, e poi tutti gli altri, fronde anti berlusconiane, cani sciolti, grillini ed ex grillini, tutti aggrappati ad una elezione che ridistribuirà inevitabilmente le carte. Potrebbe incoronare Renzi Re per un decennio, se riuscirà a far eleggere il Capo dello Stato che vuole lui, o condannarlo ad un inesorabile declino se nel segreto malmostoso delle urne dovrà subire la nemesi bersaniana. Tanto che qualcuno già dice nel Palazzo che, sondaggi deludenti alla mano, a Renzi non dispiacerebbe il pantano, che il voto per il Quirinale si impantanasse, si trascinasse per settimane. Allora sì, sarebbe lui a far saltare il banco provocando la crisi, paralizzando le Istituzioni, con Grasso reggente e nuove elezioni Parlamentari col proporzionale, in una resa dei conti azzardata e disperata con minoranze Pd e altri.

Forse sono solo fantasie di politicanti a caccia di suggestioni. Forse. Resta da capire cosa faranno i Cinque Stelle, alle prese sempre più con la loro campagna di espulsioni, con un Grillo che appare distante e un Casaleggio che appare devastante, nel senso di pieno di voglia di devastare chiunque si scosti anche di un millimetro dall’ortodossia. E gli ex grillini, poi, che faranno, sono un corpo acefalo e diviso, non un unico schieramento. Alla faccia del maggioritario che si vorrebbe introdurre, con l’Italicum il Parlamento attuale è il trionfo dei partitini, delle rappresentanze da 0,1 per cento. È l’Italia dei mille campanili, bellezza!

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