Ecco come ci piace ricordarlo

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L’ANNIVERSARIO Trentun anni fa moriva Leonardo Sciascia. Lo ricordiamo con una serie di fotografie inedite di Giuseppe Troisi

Leonardo Sciascia con la moglie Maria a Racalmuto (foto Giuseppe Troisi)

Ricorre oggi il trentunesimo anniversario della morte di Leonardo Sciascia. A distanza di tanti anni dalla sua morte, al netto delle tante banalità scritte e dette sulla sua figura, ci pare che la parola più ricorrente sia “vuoto”.

Invano critici, scrittori e studiosi hanno tentato di trovare in qualche altra penna la stessa schietta, vivida e profonda intelligenza, in grado di illuminare l’oscuro, di seminare dubbi, di pensare e scrivere controcorrente rispetto all’unanimismo dilagante, di fornire una prospettiva nuova sulle cose, di affondare il bisturi nelle piaghe italiane, di svelare i vizi nascosti della Sicilia.

La sua lezione è ancora intatta. E bisogna fare i conti con i luoghi che amava per capire meglio, dopo aver allungato la mano per prendere uno dei suoi romanzi dallo scaffale di una libreria.

Oggi, in attesa delle iniziative per il centenario della sua nascita, ci piace ricordarlo attraverso alcune immagini inedite, donate dalla signora Giovanna Onorato e dalle sue figlie, Adele e Matilde Troisi a “CasaSciascia”, scattate da un testimone privilegiato, Giuseppe, Peppino, Troisi, per decenni corrispondente da Racalmuto del “Giornale di Sicilia” e collaboratore del nostro giornale.

Lo scrittore stringe la mano a Giuseppe Troisi. Con loro, Antonio Baldanza, 1982

Troisi di Sciascia era amico, di un’amicizia discreta e proprio a lui si rivolse lo scrittore quando, scrivendo Morte dell’Inquisitore, intendeva fotografare i luoghi in cui fra Diego La Mattina visse tra Racalmuto e Palermo, appendice fotografica che poi non fu pubblicata. Immagini, alcune inedite, frutto dell’occasione, che ritraggono uno Sciascia diverso dall’immagine schiva e riservata tramandata in tanti commenti: sorridente con Pannella a pranzo a Racalmuto nel 1986; con la moglie dinanzi il Municipio, con il nostro direttore Egidio Terrana in occasione della mostra delle tele di Pietro D’Asaro, assieme ad un gruppo di giornalisti tedeschi o in occasione della mostra fotografica “Racalmuto, ieri e oggi” mentre consegna un attestato proprio a Troisi, di cui fu testimone di nozze.

Ci piace ricordarlo con il testo che Gesualdo Bufalino inviò al nostro giornale in occasione dello speciale pubblicato e distribuito proprio il giorno dei suoi funerali, il 22 novembre 1989: “Mi vengono in mente mille tratti di umanità, perché l’uomo Sciascia non era meno nobile dello scrittore, il suo cuore e la sua mente erano una sola armoniosa macchina di conoscenza e di vita. Spenti l’uno e l’altra, non ci rimane che cercarli su uno scaffale. E’ il solo conforto, ma non mi basta, non ci basta”.

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