Drogati dal rumore

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La contaminazione acustica un problema ecologico e di salute pubblica, alla stregua dell’inquinamento dell’aria, dell’acqua e del suolo. 

L’Organizzazione Mondiale della Sanità  (OMS) considera la contaminazione acustica un problema ecologico e di salute pubblica, alla stregua dell’inquinamento dell’aria, dell’acqua e del suolo. Viene rilevato che il rumore produce un’azione tossica sulla persona e sulla collettività, e pertanto: “Se in breve volgere di tempo l’uomo non riuscirà ad isolarsi, a riposare, per disinquinare il proprio udito dai rumori, la funzione uditiva dei nostri figli e dei nostri nipoti sarà abnormemente ridotta anche in età relativamente giovane, tanto che determinati suoni o musiche potranno a loro non giungere più”.

Tali previsioni, oltremodo realistiche, trovano fondamento nei fatti che  si verificano  tutti i giorni nelle nostre città, che sempre più prese dalla “civiltà dei rumori”, sono ormai degli autentici inferni sonori. Si è ormai prossimi al livello di guardia. Il valore di 120 decibel costituisce il limite oltre il quale può essere leso in modo irrimediabile l’orecchio, e comunque costituisce la soglia del dolore.

Se si considera che l’udibilità inizia a zero decibel, che a 19 decibel corrisponde il frusciare delle foglie nel bosco, che  a 60 decibel il tono elevato o alterato  della voce umana  già disturba alquanto, che a 80 decibel il rumore dei tram agli incroci, già si fa pesante e può essere deleterio per l’udito se protratto per lungo tempo,  e che i 90 decibel prodotti all’interno di una officina meccanica è già insopportabile, si può comprendere quanto sia dannoso una intensità di suono amplificato a 120 decibel prodotto in una sala di discoteca , che può danneggiare, in modo transitorio o permanente,  la funzione uditiva del 30-50%.

Come non soffermarsi a riflettere allora sui risultati acquisiti da vari istituti di fisiologia di diversi stati che hanno accertato che un rumore di 110 decibel  prodotto per un secondo toglie a un individuo la capacità di decisione per mezzo minuto, e che rumori dell’intensità di 115 decibel, agenti per qualche minuto sul cervello umano, producono un elettroencefalogramma simile a quello di un epilettico?

Come restare insensibili e inattivi di fronte alle rivelazioni della scienza che, nel mentre ci ammonisce che il rumore non intacca solamente l’udito ma disturba anche fortemente l’intero organismo ed in modo determinante il sistema nervoso, ci pone davanti gli effetti di avvelenamento prodotti dal rumore: l’astenia, la debolezza, l’insonnia, la depressione, l’inquietudine?

Il rumore inoltre contribuisce alla ipertensione, predispone alle malattie cardio-circolatorie e gastrointestinali, nonché all’insorgere dell’ulcera. Il rumore è causa altresì di perdita di memoria e riduce la prontezza dei riflessi. Il rumore prodotto da: ululati di sirene, stridore di freni, sferragliare di tram e treni, rimbombare di aerei,  auto e moto, colpi di clacson sempre più nevrotici e rabbiosi, lo sbatacchiare ineducato di portiere, di bidoni della spazzatura degli appositi camion, e ancora martelli pneumatici, perforatrici, radio e televisori a tutto volume, e lo stesso vociare delle persone al telefonino, oggi si abbatte come uno  tsunami sull’uomo e sulla collettività .

L’inquinamento acustico nelle nostre città è stimato ormai sulla media di 95 decibel, con minimi da 79-80 e massimi da 110 – 120 decibel. Ormai drogati dal rumore, l’uomo e la collettività sembrano essersi assuefatti al fracasso infernale ed assordante degli ambienti urbani, al punto che sembrano manifestare paradossalmente fastidio per il silenzio, tanto da piombare, se isolati dal rumore, in una angoscia mortale.

Questo essere drogati da rumore investe allora precise sfere di competenze quella legislativa- istituzionale in primis e quella delle amministrazioni locali, poi,  chiamati ad un ruolo legislativo e regolamentare di prevenzione che tarda a decollare, capace di avviare una adeguata campagna formativa ed informativa che dovrebbe poggiare, chiamandoli direttamente in causa, anche sulle due maggiori agenzie educative: la famiglia e la scuola .

Il rumore può uccidere! Serve un antidoto, che riduca la lunga lista di attesa di drogati da rumore e li riporti ad una dimensione di vita e di rapporto a misura d’uomo, in cui possa essere ritrovata il gusto pacato e sereno del conversare, oggi invece sempre più gridato, in famiglia come in tv, e perché possa essere ancora colta la poesia della natura, come il  frusciare delle foglie nel bosco, che diletta l’orecchio e distende l’organismo.

foto da internet

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