“Di zolfo e di spada”

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FRESCO DI STAMPA È in libreria il libro di Salvatore Picone che raccoglie le interviste allo scrittore Vincenzo Consolo.

Da ieri è in libreria “Di zolfo e di spada” (Salvatore Sciascia Editore) il libro di Salvatore Picone che raccoglie alcune conversazioni che l’autore ha avuto con Vincenzo Consolo tra la fine degli anni Novanta e i primi del Duemila.

Conversazioni che sono state pubblicate in quegli anni da Malgrado tutto. “L’idea di raccoglierle in un volume – spiega Salvatore Picone – maturò nel 2012, pochi mesi dopo la morte di Vincenzo Consolo, e fu Aldo Scimè a suggerirmela, anzi ad impormela. “Li devi pubblicare – mi disse, aggiungendo – mori l’omu e resta la filama. Si dice così a Racalmuto: muore l’uomo e resta la memoria”.

E in questo libro, che si avvale dell’introduzione di Gaetano Savatteri e Salvatore Ferlita, la memoria e i ricordi giocano sicuramente un ruolo fondamentale.

Salvatore Picone

Scrive Savatteri: “…da queste conversazioni emerge prepotente il luogo e l’occasione che le hanno dettate. Il luogo è Racalmuto e il momento è uno dei ritorni di Consolo nel paese del suo amico Leonardo Sciascia…“. Ferlita sottolinea la “vera amicizia” e “l’intenso sodalizio intellettuale” che legò Consolo a Leonardo Sciascia: “Palcoscenico del loro incontro, l’anno di grazia 1963”.

Ma tornando ai luoghi è doveroso ricordare che buona parte di queste conversazioni sono avvenute a Grotte in occasione delle varie edizioni del “Premio Sciascia – Racalmare”, del quale Consolo è stato per alcuni anni presidente.

E per concludere è altrettanto doveroso sottolineare, con comprensibile orgoglio, che noi consideriamo il libro di Picone “figlio” di questo giornale. Salvatore è cresciuto con Malgrado tutto, del quale continua ad essere ancora oggi una firma di punta.

 

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