Da Realmonte alla Francia multietnica, con San Calò e la musica dei “Diapason”

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Le tradizioni, la musicalità ed i ritmi della Sicilia conquistano i francesi

Nella Francia multietnica, le cui statistiche demografiche indicano almeno 4 milioni di presenze di cittadini provenienti dal continente africano, irrompe San Calò, con il suo codazzo di fedeli e le sue musiche, con i canti e le preghiere. San Calò viene portato oltre Alpi dal gruppo musicale Diapason, composto da un nutrito gruppo di artisti tra musicisti e cantanti, legati da un unico filo: tenere vive le tradizioni siciliane che rappresentano la memoria di una delle terre più antiche al mondo.

Da Realmonte, uno dei paesi della Sicilia più devoti al Santo Nero che contrasta con il bianco della marna della splendida Scala dei Turchi, il gruppo Diapason ha voluto offrire a diverse cittadine dell’hinterland parigino la musicalità ed i ritmi della Sicilia, quelle note che escono da un semplice tintinnìo di campane o tamburelli ondeggiati.

Basta poco ai siciliani per trasformare sentimenti in musica e parole ed i Diapason ormai sono una conferma. Perchè i loro spettacoli, come quello offerto in estate in America, non sono semplici esibizioni e neanche concerti salutati da un applauso finale. Ogni esibizione è un coinvolgimento di chi li ascolta. Ed i francesi, pur non capendo i termini siciliani delle canzoni proposte, sono stati trascinati dalle tarantelle e dalle dolci melodie. E da semplici spettatori, all’improvviso, anche le autorità e i rappresentati della Comunità hanno lasciato i comodi posti a sedere delle prime file per catapultarsi a ballare sul palco, a fianco a fianco con la corale. Al ritmo delle musiche dirette da Lillo Marino e da Lea Vella, le cui voci sono state particolarmente apprezzate.

“E’ stato un successone –ci dice Lillo Marino, appena rientrato dalla Francia con il gruppo- che è andato oltre ad ogni previsione. Alle canzoni abbiamo abbinato anche specifiche coreografie. E così in Francia abbiamo portato le nostre campagne con i frutti e gli attrezzi dei contadini, gli innamorati con le serenate sotto i balconi dei nostri antichi centri storici. Momenti musicali e canori intensi, accompagnati anche dai delicati passi danzanti di Gaia Mallia, sulle note de “Le vie en rose”.

Ma la musica dei Diapason non è stata solo offerta negli eventi ufficiali, come quello tenuto alla Basilica di San Giovanni Battista a Hornaing, nell’ambito dell’ottava Festa di Primavera. Quando si ha la musica nel dna e la vita si svolge tra uno spartito ed una tastiera, allora il concerto dura intere giornate. Anche con performance improvvisate ma applauditissime. Protagonista Giuseppe Marino, giovane chitarrista del gruppo, che sulla scalinata della Basilica del Sacre Coeur a Montmartre, si fa cedere una chitarra da uno dei tanti artisti, vedi caso con il colore della pelle uguale a quello di San Calò, del posto più affascinante e creativo  di Parigi, ed inizia a suonare e cantare, coinvolgendo turisti e passanti.

Questi sono i Diapason, ambasciatori della musica siciliana che rappresenta uno dei nostri beni culturali. Per queste motivazioni nel dicembre scorso il gruppo ha ricevuto a Favara dal centro Guttuso anche il prestigioso premio “Ignazio Buttitta”.

Dalla Francia tornano con una esperienza in più ma anche con la spilla raffigurante una cicala, simbolo del gruppo “Les cicales” con cui è avvenuto il gemellaggio musicale.

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