Covid, parliamo della variante Omicron 5

da | 15 Lug 22

Le varianti furbamente eludono le nostre difese immunitarie. Non dimentichiamo il buon senso nei comportamenti riferibili alla pandemia 

Simona Carisi

In Italia, i numeri aumentano vertiginosamente ogni giorno, tanto è vero che i positivi superano i 900 mila contagi o più. In realtà era prevedibile tale veloce diffusione della variante Omicron, che, di fatto, non si perde in “gentilezza” sintomatologicamente e causa, nella stragrande maggioranza dei casi, senza risparmiare parte dei vaccinati: mal di testa, febbre elevata (40°C), mal di gola, tosse, dolori muscolari affaticamento, starnuti, malessere generale e mal d’orecchio.

Ma, in tutta onestà, il “libera tutti” ce lo siamo pure meritato, solo che non sappiamo sfruttare le buone occasioni. La mascherina, a parte l’obbligatorietà presso gli ospedali, gli ambulatori medici, le RSA, viene interpretata come un accessorio non più indispensabile e invece dovremmo tenerla tutti in borsa o nel taschino dei pantaloni, sempre! Molti giovani l’hanno proprio dimenticata, rimossa dai ricordi recenti. Ci hanno dato la possibilità del buon senso….ma noi abbiamo scelto il “non senso”, per carità, giusta la libertà di uscire, di non indossare la mascherina dopo tanto sacrificio, ma le pandemie non sono un “gioco che dura poco” e noi, magari non tutti, ma in molti, abbiamo affossato, dimenticato, omesso, il buon senso nei comportamenti riferibili alla pandemia e diciamo quasi dappertutto. E il disinfettante? Solo in pochi oramai lo utilizzano. Quindi?

L”Omicron 5 in questo momento, imperversa ed è inarrestabile. Gli anziani sono stanchi di sentir parlare di quarta dose vaccinale; i fragili si chiedono, mentre il tempo passa e l’Omicron corre, se vaccinarsi o no  e a breve, vedremo come gli over 60 si comporteranno considerato che sono stati annoverati tra i candidati alla quarta dose di richiamo, insieme agli anziani e ai fragili.. In realtà, ci siamo arresi tutti. Ammettiamolo! Sembra che l’infezione prediliga gli altri e non noi. Ma sappiamo che non è così. Poi, rimane sempre il dubbio del carico clinico diverso per ognuno, vaccinato o no, al subentrare dell’infezione se mai dovessimo infettarci per la prima volta o reinfettarci. Sicuramente la quarta dose di vaccino ad RNA messaggero non sarà potentissima contro le varianti Omicron, ma è giusto ricordare che il vaccino contiene sempre il covid-19 modificato, pertanto, il ricordo immunologico  scatta e frena l’impennata aggressiva del virus dentro il nostro corpo. Il virus covid-19, rimane un nostro grande nemico  e può causare degenze importanti presso gli ospedali ed è proprio questo quel che non dobbiamo sottovalutare mai! Le categorie a rischio devono vaccinarsi assolutamente, anche perché per molti, che hanno contratto l’infezione, sono passati 120 giorni dal primo tampone positivo e per altri 4-6 mesi dalla vaccinazione di richiamo.

Il sistema immunologico, trascorso questo tempo, questi mesi, non è  più efficace e tempestivo nella risposta di difesa, quindi, va incoraggiato a difenderci per tutelare la nostra salute e per alcuni di noi, anche la vita. Questo è il comportamento del nostro sistema di difesa, non è colpa del vaccino, come dire: il vaccino non è servito a nulla. Il virus muta di continuo non dimentichiamolo e mutando per sopravvivere produce velocemente varianti e sotto-varianti.

L’epidemia è in fase di peggioramento. Le varianti furbamente eludono le nostre difese immunitarie. Il tempo di incubazione, associato all’infezione da Covid-19, è in media di 5 giorni con una forbice compresa tra i 2 e i 14, ma la variante Omicron sembra avere un esordio più rapido, a 3-4 giorni circa. E’ giusto dire che negli individui vaccinati con la terza dose, se infettati, possono  subentrare sintomi lievi e decorso nullo, però non sfidiamo la sorte, nessuno può gestire le difese immunitarie con la mente e mai avremo certezza di quel che accadrà soprattutto se ci troviamo in una condizione fisica di stress per patologia intercorrente, o altro, e il rischio non può e non deve essere sottovalutato.

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