Covid, il percorso è travagliato, ma bisogna avere fiducia

da | 3 Feb 21

 Immunità di gregge l’obiettivo da raggiungere

Simona Carisi

Il Covid-19 è un virus che riesce a farsi strada nel nostro organismo utilizzando un recettore che fa aprire le porte all’aggressore in vari organi ed apparati e ne consente replicazione, invasione e sintomi  della malattia anche gravi causati dai processi infiammatori che sono secondari all’infezione che si instaura in questi distretti. Ricordiamo le affezioni a carico del sistema respiratorio, la polmonite, le alterazioni olfattive e gustative, l’insufficienza epatica per compromissione del fegato, problemi intestinali con coliche, crampi muscolari, diarrea, rush cutanei ed anche l’interessamento del sistema neurologico. Si è constatato, in relazione agli studi scientifici legati all’infezione da coronavirus Sars-Cov2, che al livello del sistema nervoso centrale, alcuni sintomi rappresentano un importante campanello d’allarme a cui il medico deve sicuramente porre molta attenzione.

Probabilmente il coinvolgimento neurologico non è legato alla presenza del virus nel cervello, ma alle sequele post infezione virale, dovute ai processi infiammatori innescati dal virus stesso. Infatti non è frequente che tali sintomi neurologici insorgano durante la positività al virus, legati cioè all’infezione in atto, ma i sintomi neurologici sono stati osservati durante la guarigione dall’infezione e quindi quando il paziente si è negativizzato al virus. Ecco l’importanza dell’individuazione di sintomi riconducibili al sistema nervoso centrale, perchè anche il cervello può essere un vero e proprio bersaglio a causa delle complicanze. Che ci potesse essere un interessamento  da parte del virus nei confronti del cervello non è comunque inaspettato, molti pazienti  infatti, hanno sofferto di cefalea, mancanza dell’ olfatto nell’80% dei casi ed è una percentuale molto alta, altri individui invece, hanno sofferto, in un secondo tempo, di attacchi ischemici, epilessia e  perdita della memoria. Quindi alcuni sfortunati pazienti ricoverati in terapia intensiva, hanno subito gli effetti devastanti  dell’infezione da Covid-19 causati dagli accidenti cerebro-vascolari: dall’ictus cerebrale, scatenato da una ipercoagulabilità del sangue per via dei vistosi processi infiammatori, all’emorragia cerebrale da ipertensione. E gli studi su alcuni pazienti che hanno avuto il covid, rivelano anche una’ alterazione della fibra mielinica del neurone periferico,che è una cellula nervosa, allo stesso modo di come avviene nella sclerosi multipla.

Verosimilmente le crisi epilettiche e la perdita di memoria sono  riconducibili alle ischemie vascolari. Purtroppo questi sintomi sono stati riscontrati nel post infezione, quindi il covid-19, per alcuni individui, non è stata proprio una banale influenza. Arriveremo presto,,si spera, dopo l’estate, ad un buon 70% di vaccinati nella nostra penisola, malgrado i disagi per via di una settimana di ritardo all’arrivo delle scorte vaccinali ed alla riduzione del numero dei vaccini previsti di Astra-Zeneca che interessano la popolazione dai 18 anni di età ai 55 anni. Malgrado tutto, riusciremo a sconfiggere i pasticci europei che in questo momento non erano del tutto imprevedibili. In realtà, dovremmo concedere flessibilità senza sconvolgere le schede tecniche dei vaccini in relazione alla seconda dose e senza sconvolgere i piani vaccinali che in Italia sono stati fatti con criterio, prevedibilità delle criticità e non abbozzati  alla “meno peggio” come qualcuno erroneamente ha pensato .

Più fiducia in questo percorso travagliato proiettato all’ immunità di gregge, un po’ di buon senso da parte di tutti  ed usciremo fuori da quest’incubo riducendo il covid ad un banale virus del raffreddore. Che sia un augurio davvero!

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