Covid 19. Qualcuno dirà grazie agli scappati dal nord?

da | 14 Apr 20

CORONAVIRUS. I ventimila che a inizio marzo sono tornati in Sicilia dal nord, non hanno infettato l’isola. Irresponsabili o responsabili? Forse sono stati più saggi di quanto si temeva

Gaetano Savatteri

Sono scappati dal nord, da Milano soprattutto, nel wek end più folle tra questi stranianti fine settimana della stagione del coronavirus. Era la sera dell’8 marzo, fughe di notizie annunciavano il blocco dell’Italia e in tanti hanno preso d’assalto treni, aerei, caselli autostradali per tornare al sud.

Dicono che sono tornati in ventimila in Sicilia. E quei ventimila – giovani, studenti, lavoratori – sono stati indicati come irresponsabili, untori potenziali, propagatori del contagio nell’isola. Non voglio entrare nel merito delle ragioni di chi è scappato e di chi è rimasto. Non amo gli eroismi, non amo la retorica sull’eroe e sul vile.

Quelli che sono rimasti al nord sono nostri figli, fratelli, amici. E quelli che sono tornati anche loro  sono figli, fratelli, amici. Avrebbero dovuto infettare la Sicilia, e abbiamo aspettato con timore e tremore che la curva dei contagi si impenasse, mettendo in difficoltà le strutture sanitarie siciliane, così fragili e così carenti.

Eppure, oltre un mese dopo quella che è stata chiamata “la grande fuga”, questo non si è verificato in termini massicci ed espansivi. Solo fortuna? Solo un caso che quei ventimila fossero tutti lontani dal virus? Oppure c’è una ragione più semplice: molti di quei ventimila, quasi tutti, tornati al sicuro a casa, hanno scelto di mettersi in quarantena, alcuni lontani anche dai parenti. E ciascun siciliano può raccontare di conoscenti e parenti che per quindici giorni si sono autoisolati, proprio per evitare i contagi in famiglia.

Forse quei cosiddetti irresponsabili non erano così irresponsabili. Sono andati via dal nord ciascuno per ragioni personali che non conosciamo, ma che possiamo facilmente immaginare (paura, perdita del lavoro, necessità economiche).

A un mese da quel folle week end, qualcuno anche tra coloro che li hanno additati come untori, come sciagurati, come vigliacchi ed egoisti, dovrebbe dire grazie a quelle ventimila persone – donne, uomini, giovani, padri di famiglia, studenti, disoccupati – che sono tornate in Sicilia, ma che hanno protetto la Sicilia.

 

 

2 Commenti

  1. Cesare Lo Leggio

    A me sembra che si stia raccontando la storia alla rovescia.
    Hanno solo compiuto il loro dovere, anzi un obbligo preciso di legge, non c’è da chiedere scusa ma proprio per niente.
    I casi si sono mantenuti bassi soprattutto per il comportamento responsabile della stragrande maggioranza dei siciliani, ma se fosse stato per loro.
    Non condanno chi è “fuggito” per necessità ma la cosa sicuramente andava gestita meglio coi controlli veri non solo con le autodenunce. Si doveva aiutare chi rimaneva e controllare molto più strettamente chi invece tornava.
    Nessuno li prende per untori, sono nostri fratelli. Ma certo ora non facciamogli la statua.
    Piuttosto ringrazierei e farei articoli sui tanti ragazzi e non, che per senso del dovere e di grande responsabilità sono rimasti al nord e sono ancora là pur fra mille difficoltà e sofferenze. Nessuno pensa a loro. A quell persone dovrenmo pensare a loro dovremmo dare attenzione e la nostra ammirazione.

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  2. Giuseppe V.

    Ne Untori, ne Eroi; solo persone prese dal panico che hanno messo loro stessi a rischio, fiondandosi in treni affollati aumentando, per loro, il rischio contagio; portando con se il rischio di un contagio diffuso!!! Attenuanti o aggravanti? Ci sono entrambi!!! Hanno forse dato un segnale chiaro che era il momento di avviare un sistema a tutela della salute di tutti!!! La realtà messa a nudo: un meridione esposto oltremodo a causa di una inesistente rete protettiva!!! UNA COSA è certa: qualsiasi sistema, più o meno non ha retto all’onda d’urto!!! MA UN’ALTRA cosa è ancor più certa: se l’epicentro scoppiava a Enna: saremmo morti quasi TUTTI!!! Allora GRAZIE a tutti coloro i quali hanno gestito Governi e Sanità in SICILIA!!! Si salva solo l’ideatore del CEFPAS!!!

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