Coronavirus. “Troppi uffici non applicano lo smart working”

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Il segretario generale della Cisl Fp Floriana Russo Introito chiede l’intervento del Prefetto

Floriana Russo Introito

Applicazione dello “smart working” (lavoro agile) negli uffici pubblici. E’ quanto invoca la Cisl Fp di Agrigento che chiede al Prefetto Dario Caputo di assumere le iniziative necessarie affinchè le Amministrazioni richiamino i loro dirigenti ad una applicazione corretta delle norme in discussione, senza ottuse interpretazioni”.

La nota inviata al Prefetto porta la firma del segretario generale della Cisl Fp per le province di Agrigento, Caltanissetta ed Enna Floriana Russo Introito,che ha inoltre scritto a tutti i Comuni, al Libero consorzio, agli uffici regionali, a quelli del Ministero della Giustizia, del Tesoro e dell’Istruzione, oltre che all’Agenzia delle Entrate, delle Dogane, all’Inps, all’Inail e all’Aci.

Floriana Russo Introito evidenzia che “nonostante il dilagare del Coronavirus anche in provincia di Agrigento, molte Amministrazioni, ed in particolare i loro dirigenti, operanti come datori di lavoro, hanno insistito in atteggiamenti ottusamente burocratici, nell’attuare disposizioni normative di emergenza fuori dal comune, perdendo di vista il fine prioritario di tali norme che è la salvaguardia della salute pubblica costretta all’angolo da un virus violento, pericoloso ed a forte carattere diffusivo. Non è stato a loro chiaro – continua Russo Introito – che il lavoro agile è qualificato come ordinaria modalità di espletamento dell’obbligazione per tutti i lavoratori, tranne quelli che siano tenuti a svolgere funzioni essenziali che richiedano la presenza in ufficio…In un’ottica di collaborazione e condivisione che in questi momenti obbligano tutte le forze in campo, istituzionali e sociali, ad essere unite per l’obiettivo comune della sicurezza e della salute pubblica – conclude Russo Introito – siamo a completa disposizione per qualsiasi chiarimento. Non si tratta, come vorrebbe far intendere qualcuno, di permettere ai dipendenti pubblici di stare a casa a non far nulla, ma quanto piuttosto cercare di scongiurare ogni concreta occasione di diffusione del contagio, garantendo comunque nel contempo i servizi ai cittadini, che, così, sarebbero incentivati a rimanere a casa”.

 

 

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