Coronavirus. “La vera criticità della sanità siciliana è la ridotta presenza di personale nei reparti”

da | 7 Mar 20

Così Antonio Liotta, noto medico anestesista e rianimatore, a Uno Mattina In Famiglia 

Antonio Liotta ospite di Uno Mattina in Famiglia

Dalle colonne di malgradotuttoweb ad Uno Mattina In Famiglia. Il nostro collaboratore Antonio Liotta, noto medico anestesista e rianimatore,  è stato ospite questa mattina della popolare trasmissione di Rai Uno condotta da Tiberio Timperi e Monica Setta, per dare un proprio contributo su come fronteggiare l’epidemia del coronavirus, che in queste settimane tra quarantena e misure di prevenzione sta modificando il modo di comportamento degli Italiani, dal nord al sud.

Nel suo intervento, rispondendo alla domanda di Timperi sulle capacità della sanità siciliana nell’ affrontare eventuali contagi di massa nell’isola, Antonio Liotta ha fornito i numeri dei posti letto dei reparti di terapia intensiva che ammontano a poche centinaia.

“La vera criticità – ha detto Antonio Liotta- oltre alla limitata disponibilità di posti in caso di un contagio diffuso è la ridotta presenza di personale specializzato e qualificato nei reparti. Questa emergenza va affrontata rivedendo anche il piano regionale sanitario che prevede la chiusura dei posti letto in terapia intensiva in 14 ospedali di base. La politica regionale deve assolutamente rivedere il tutto: non ai tagli ma ai potenziamenti per non trovarci impreparati quando poi scoppiano queste emergenze. Come va anche potenziata la presenza degli anestesisti, la cui mancanza spesso é causa di ritardi delle attività operatorie. Occorrono attrezzature nuove ed assunzione di personale, per la cui formazione occorre tempo. Nell’immediato si può agire nei reparti rivedendo le priorità nei ricoveri in terapia intensiva e ricorrendo nei alla ventilazione assistita”.

1 commento

  1. Salvatore Riolo

    Penso che personalità come quella del dottore Liotta sono grandi risorse che possono essere utilizzate per la direzione di ospedali come quello di Agrigento.Una professionalità che in questo momento potrebbe essere di grande aiuto per lo stato di emergenza e per il futuro potrebbe essere la persona giusta in grado di programmare e attuare un valido piano di rilancio dei vari reparti del nosocomio agrigentino.La politica dovrebbe ,però, fare un passo indietro e promuovere la professionalità al servizio della sanità. Grazie per lo spazio.

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