Con Edith De La Héronnière a Racalmuto, tra i sentieri di Leonardo Sciascia

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La scrittrice francese è tornata in Sicilia per intervenire alla chiusura di una mostra di fotografie di Arturo Patten

La Sicilia l’ha girata in lungo e in largo, da una punta all’altra. Ogni volta scopre qualcosa di nuovo, meraviglie da vivere e raccontare. Il suo primo viaggio nell’isola lo ha raccontato nel libro Dal Vulcano al Caos, un vero e proprio diario siciliano che evoca il rapporto di Edith De La Héronnière con la Sicilia, sulle tracce di un amico scomparso nella terra di Pirandello, il grande fotografo Arturo Patten. “Ogni volta che torno è sempre diversa – racconta la scrittrice – e vedo in giro sempre più turisti. Ma c’è ancora tanto da fare”. Come tanti autori francesi, Edith De La Héronnière ha un rapporto forte, stretto stretto con la Sicilia. È di Parigi, ma vive in Borgogna, in un piccolo borgo sulla strada percorsa dai pellegrini di Santiago di Compostela. Quel cammino che lei stessa ha fatto e poi raccontato in The pilgrims walk, La ballata dei pellegrini pubblicato in Italia da Sellerio. Le raccontiamo che anche qui il cammino della Magna Via Francigena è molto ambito: “In Sicilia ogni cosa è un tesoro”, dice.

Edith De La Héronnière è tornata per intervenire alla chiusura di una mostra di fotografie di Patten. Otto opere del grande fotografo esposte alla Fattoria dell’Arte, a Santo Stefano di Quisquina. Una mostra di memoria e ricordo curata da Angelo Pitrone. Tra i volti catturati da Arturo Patten anche quelli di Consolo e Bufalino. In questo suo soggiorno nell’isola a tre punte è tornata a Racalmuto. Non ci veniva dal ’96: “Qui mi sento in una familiarità di spirito – si confida – sento che il senso della vita fragile si lega con il senso umoristico, lo sento solo qui ed è per questo che sono attratta dalla Sicilia. L’umorismo lega la Francia a quest’isola. Per me c’è un legame tra l’umorismo di Stendhal e di Pirandello. Forse anche per questo gli scrittori siciliani, da Pirandello a Sciascia a Camilleri, sono molto amati in Francia”.

Ha visitato la Fondazione Sciascia: “incredibile, favolosa”  – ci dice, e aggiunge: “anche per cercare notizie del rapporto, se c’è stato, tra Sciascia e il grande scrittore e saggista polacco Gustav Herling”. E poi la “Casa delle zie” dello scrittore, recuperata la scorsa estate da Pippo Di Falco che l’ha riempita di libri e aperta al pubblico grazie anche alla “Strada degli scrittori”.

Dal balcone di Casa Sciascia guarda i tetti del paese e lì, in alto, l’ex centrale elettrica. Tocca libri e riviste, scopre testi dedicati al rapporto tra Sciascia e la Francia. “È incredibile, pensare Sciascia tra queste mura – chiosa – tutta la sua opera in effetti è legata a Racalmuto. Tutto parte da qui e tutto qui ritorna”. Il libro di Sciascia che ama di più? “Le parrocchie di Regalpetra mi piace molto. E anche Todo modo, molto misterioso. E l’appassionante Affaire Moro. Sciascia era veramente un uomo libero sempre alla ricerca della verità”.

La ricerca di un posto dove mangiare qualcosina ci porta ad una breve passeggiata nel centro storico. Edith De La Héronnière fissa le tre grandi vetrate del teatro comunale. Ha letto di questo luogo e di questi scorci anche nella Sicilia come metafora. La sorpresa della giornata arriva quando Pippo Di Falco e Gigi Restivo le fanno vedere, tra amari e caffè, alcuni numeri degli anni Settanta del Borghese, la rivista di Leo Longanesi espressione dell’area culturale della destra con le inconfondibili copertine che hanno fatto, in qualche modo, la storia della grafica e della comunicazione. Edith sfoglia alcune numeri. Il fatto che su quella rivista la Fotografia ha avuto grande importanza, in qualche modo, ci è parso come un segno. Nel ricordo di Arturo Patten che fotografando i volti degli scrittori siciliani, dopo la morte di Leonardo Sciascia, ha voluto raccogliere il volto del Maestro di Regalpetra.

LE FOTO di ANGELO PITRONE

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