C’era una volta un riccioluto uomo felice

di | 4 Set 21

Una fiaba che sembra un racconto universale.

Giulia Rocco

C’era una volta, forse più di una, un riccioluto uomo felice che viveva in una bella casa insieme alla propria famiglia. Aveva una bella moglie e due belle figlie, e tutti insieme abitavano in una bella casa sul mare. Aveva un lavoro, tanti amici e dei bei cani, che tanto amava. Aveva tanti bei libri ed ascoltava tanta bella musica. Questo uomo, seppure non fosse un principe o un ricco ereditiero, aveva una bella vita ed era benvoluto da molta gente.

La sua vita trascorreva tranquillamente, non gli mancava alcunché ed aveva un carattere gioioso ed allegro. Era una creatura sensibile, con una speciale luce negli occhi ed un cuore molto grande.

Un bel giorno, mentre meno se lo aspettava, udì il pianto di un uomo.

Era un suono particolare, profondo, struggente.

Iniziò a guardarsi intorno con l’intenzione di consolare quel poveruomo, ma nonostante la sua ricerca quel pianto non sembrava essere più vicino o più lontano di quando lo avesse udito precedentemente: era sempre la stessa straziante melodia.

Non fece parola con nessuno di quanto accaduto.

Passavano i giorni e quel pianto lo accompagnava costantemente; ovunque egli si trovasse, qualunque cosa facesse, quei singhiozzi profondi scandivano le ore dell’intera giornata.

Spesse volte la notte perdeva sonno per poter ascoltare attentamente i tristi lamenti di un uomo che pensava di non aver mai visto. I giorni diventarono mesi, poi anni. Il tempo passava indisturbato: le sue bambine crescevano, egli stesso invecchiava, ma quel pianto straziante sembrava essere immutato.

Pensava di sentirlo oramai da circa un’eternità.

Un bel giorno d’estate pensò di poter trovare la soluzione al guaio, così decise di andare a cercare quell’uomo nell’unico posto al quale non aveva ancora pensato. Scese in spiaggia, sotto casa, iniziò a cercare sotto un sole cocente annaspando nella sabbia rovente.

Quel singhiozzo penoso si faceva sempre più vicino, più profondo e nitido.

Finché cessò.

Fu in quel preciso istante che l’uomo si voltò, trovandosi di fronte nientemeno che se stesso. Guardava in silenzio quei suoi due occhi grandi, stanchi.

Niente più singhiozzi.

Da quel momento e per sempre, udì solo la risacca delle onde.

2 Commenti

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    Una persona bellissima , dolce e profonda che non dimenticherò mai

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  2. Avatar

    Beh!!! Come non ricordarlo…. Cara Giulia sei sempre stata speciale ma adesso con questo racconto lo sei ancora di più… Un grande abbraccio… Stella…

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