C’era una volta Favara Ovest

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Una valanga di “Sì” al referendum suggella la rettifica dei confini territoriali tra Agrigento, Favara ed Aragona. La festa dei favaresi per il “ritorno in patria” tra brindisi in Piazza Cavour e corteo di auto nel cuore della notte.

Il Comitato pro si al Palacongressi dopo il Raggiungimento del quorum

E’ il 5 maggio 2019.  Sono da poco trascorse le ore 17.00, ad urne ancora aperte, e nasce un applauso spontaneo al Palacongressi di Agrigento, sito adibito a seggio elettorale speciale per gli abitanti di Favara Ovest chiamati al voto per decidere se approvare la proposta di rettifica dei confini tra Agrigento, Favara ed Aragona. L’applauso, da parte del comitato “pro-Sì” e dei presenti nei seggi, suggella il raggiungimento del quorum, primo “scoglio” da raggiungere per approdare al successo del Referendum.

Alle 23.00, a spoglio avvenuto e alla registrazione di una vittoria del Sì  plebiscitaria, un corteo di auto con clacson a tutto volume percorre le vie “agrigentine” abitate da sempre da Favaresi, quasi a rimarcare la conquista di un territorio da sempre vissuto ed appartenuto, ma burocraticamente e catastalmente non “proprio”.

Nel seggio del Palacongressi, su 780 elettori ammessi al voto, sono stati 609 quelli che hanno partecipato alla consultazione ed il dato non ha bisogno di analisi approfondite: 604 “Sì” e soltanto 5 i “No”

Favara, grazie al risultato di un Referendum e di un piano di accordo iniziato 25 anni fa, non avrà più zone Est, Ovest ma un unico territorio, eliminando un’anomalia che per tantissimi anni ha causato non pochi problemi agli abitanti dei vari quartieri di Contrada Fegotto, Caltafaraci, Portella, Saraceno e a ridosso della “Muntagneddra”.

Il sindaco di Agrigento Lillo Firetto dopo il voto 

L’esito referendario restituisce anche ad Aragona una parte della zona delle Quattro Strade, vicino alla Stazione di Caldare, appartenuta a Favara ma abitata da aragonesi. E nelle rettifiche dei confini entra in ballo anche una parte della zona industriale che Aragona cede al Capoluogo. Una compensazione di territorio e di zone che hanno trovato l’accordo con le delibere dei rispettivi Consigli Comunali e che hanno avuto il primo “lasciapassare” da parte della Regione Sicilia, con l’indizione del Rederendum. Adesso le carte ritornano a Palermo per l’emissione dell’ultimo importante atto: il decreto che ridefinisce i confini territoriali tra i tre comuni adiacenti.

Il 5 maggio, importante nella storia mondiale, adesso ha pure un “peso” nella storia locale e sarà ricordato a lungo dagli abitanti di Favara Ovest e dalle altre famiglie che hanno edificato in queste zone “contese”.

Ma il dato importante è stato anche l’affluenza ai seggi aperti a Favara nel plesso Sant’Angelo. Oltre 3.300 favaresi, pur non interessati ai territori oggetti di modifiche, hanno dedicato un momento della loro domenica per spingere il Referendum verso il “Sì” e condividere il ritorno in patria di tanti concittadini.

Questi i risultati: 3.360 votanti: 3.296 “Sì”,  47 “No”, 3 schede bianche e 14 nulle.

Soddisfatti i componenti dei comitati di quartiere ed anche i sindaci di Agrigento Lillo Firetto e di Favara Anna Alba, quest’ultima presente al Palacongressi proprio al momento del raggiungimento del quorum.

“Vince il SI con l’87% – ha scritto sulla sua pagina Facebook Anna Alba – di preferenze del quorum d’ambito. È l’inizio di un nuovo percorso.  Un grazie a tutta la comunità Favarese che ha dimostrato grande sensibilità recandosi alle urne”.

Il sindaco di Favara Anna Alba mentre vota

Adesso si apre il secondo capitolo: quello del passaggio ufficiale di territorio e cittadini da un Ente Comune ad un altro. Quando tempo occorrerà per definire tutto ciò non è dato saperlo, poiché non ci sono scadenze per gli adempimenti. Si auspica solo che i tre Comuni e la Regione, spinti anche da questa volontà popolare, brucino i tempi per scrivere “Fine” ai titoli di coda di una vicenda partita nel lontano 1996, con il primo incontro nell’aula Consiliare di Favara tra le amministrazione comunali guidate da Lorenzo Airò e Calogero Sodano e che fece nascere la prima commissione intercomunale per la rettifica dei confini composta da amministratori, consiglieri comunale e tecnici dei due comuni. Poi alle trattative si aggiunse Aragona e, grazie all’impegno delle varie amministrazioni e al “pungolo” dei comitati di quartiere adesso l’importante traguardo è stato raggiunto.

 

 

 

 

 

 

 

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