Centro trasfusionale ospedale Canicattì. “Nessuna chiusura in atto o in vista”

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E’ quanto comunica l’Asp a margine di un incontro svoltosi questa mattina

“Nessuna chiusura in atto o in vista per il Centro trasfusionale del presidio ospedaliero Barone Lombardo di Canicattì”. E’ quanto comunica l’Asp di Agrigento a margine di un incontro svoltosi questa mattina nella sede dell’Azienda alla presenza del direttore generale, Alessandro Mazzara, del direttore sanitario Gaetano Mancuso,  del sindaco di Canicattì Ettore Di Ventura, dell’assessore Antonio Giardina, del direttore dell’Unità operativa complessa di medicina trasfusionale di Agrigento Filippo Buscemi e della responsabile del Settore personale ASP Beatrice Salvago.

Nella nota l’Asp spiega che “alcuni dubbi circa l’operatività del Centro trasfusionale di Canicattì erano emersi giorni addietro a causa della rimodulazione dell’attività derivata dal prepensionamento di un medico in servizio, della contemporanea accettazione da parte di altri due professionisti di contratti di lavoro presso altre aziende e della mancata presentazione di nuove istanze ad un bando già pubblicato”.

“A queste criticità – comunica l’azienda –  il vertice ASP intende porre rimedio intensificando le azioni di reclutamento del personale, autorizzando il ricorso alle prestazioni aggiuntive per i sanitari in servizio e disponendo che il dottor Filippo Buscemi assicuri una presenza pressoché costante presso il Centro trasfusionale di Canicattì al fine di gestire e coordinare le varie attività”.

Ed il Dott. Buscemi, nel sottolineare che la rimodulazione “è di carattere temporaneo”, assicura che “al massimo a fine estate tutto ritornerà come prima nel pieno rispetto della storia del piccolo ma efficiente Centro trasfusionale di Canicattì”.

Nella foto un momento dell’incontro

 

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