Carla Bartoli, dalla Farm alle Nazioni Unite

|




La giovanissima studentessa di Favara relazionerà all’Assemblea dell’ONU sul tema la “Fame nel mondo” nell’ambito del “Change the World Model UN”, prestigioso evento al quale partecipano studenti provenienti da tutto il mondo. Quel filo che la lega all’America.

Carla Bartoli

Vive a Favara ma già, considerata la giovanissima età (frequenta la terza classe scuola media all’Istituto Comprensivo “Falcone Borsellino”) ed i suoi continui viaggi sulla sua carta d’indentità avrà scritto “cittadina del mondo”. E quando non è in viaggio con la sua famiglia, il mondo lo incontra nel luogo che è diventato il punto di comunione tra gente proveniente da ogni parte del pianeta: la Farm Cultural Park.

Stiamo parlando di Carla Bartoli, che da oggi fino al prossimo 3 aprile parteciperà a New York al “Change the World Model UN”, il più prestigioso tra tutti gli eventi legati al “CWMUN World Program”.

Carla rappresenterà, nella sua missione americana, proprio gli Stati Uniti e l’argomento che discuterà alla presenza di studenti provenienti da ogni Continente e diplomatici e politici sarà la “Fame nel mondo”. Una mission che segnerà una tappa importante del percorso formativo di una ragazza splendida, che vive con entusiasmo la vita sociale e scolastica sempre in prima linea, da protagonista ma anche da gregaria, con una grande “fame” di conoscere ed apprendere.

Al prestigioso evento, nel passato, hanno preso parte più di 2000 studenti provenienti da oltre 100 paesi differenti che hanno lavorato in qualità di ambasciatori alle Nazioni Unite degli Stati membri nonché in qualità di ministri e premier nelle simulazioni del G8, G20, World Bank e Fondo Monetario Internazionale.

L’intervento di ospiti internazionali di primissimo piano della politica e della diplomazia mondiale fanno del CWMUN di NYC il più prestigioso forum internazionale dove gli studenti possono confrontarsi con i leader di oggi, affermare le proprie idee per uno sviluppo sostenibile del pianeta fondato sui valori della democrazia e della tolleranza, e aspirare a diventare i leader del domani.

Non è la prima volta che Carla vola in America. Con quella terra sembra esserci un legame già  predestinato, considerato il fatto che negli Stati Uniti c’era andata la prima volta nel grembo della mamma, Florinda Saieva.

A ricordare con piacere quel primo viaggio il papà Andrea, il notaio-mecenate amante dell’arte contemporanea, che ha rivoluzionato non solo Favara con la trasformazione dei Sette Cortili, ma tanti altri centri siciliani.

“La  prima volta a New York per Carla –ci dice Andrea Bartoli –  è stato a settembre del 2005. Era  ancora nella pancia di mia moglie. Come al solito, io e mia moglie fummo degli incoscienti, poiché Carla sarebbe nata  dopo appena tre mesi. C’era un gran caldo, ma ricordo delle bellissime passeggiate a Central Park. Al ritorno in albergo, mia moglie si faceva delle gran dormite. Ed io mi mettevo a immaginare come sarebbe stata mia figlia, perdendo lo sguardo sull’Hudson dall’alto della finestra del nostro albergo. Poi nel novembre del 2008, con Carla di appena tre anni, andammo alla conquista di Times Square”.

Il fascino dell’America conquistò la famiglia Bartoli tanto da far sventolare la bandiera statunitense nelle nostre piazze.

Carla, da piccola, con mamma e papà

“Nell’aprile del  2009 – ci ricorda Andrea Bartoliorganizzammo a Riesi la festa in onore di Barack Obama.
Andammo in tutte le scuole di Riesi, coinvolgendo i bambini a fare disegni, scrivere lettere e fare fotografie che poi spedimmo in un grande pacco al Presidente degli Stati Uniti d’America. Ed in quel periodo, nella pancia di mia moglie c’era Viola, che già respirava il profumo dell’America”.

Da quel momento in poi la famiglia Bartoli al completo è ritornata tante volte a New York, trovando la Capitale del Mondo sempre più bella, sorprendente, unica.

Adesso Carla, per la prima volta, ha sorvolato l’Oceano Atlantico da sola, senza sua mamma e suo papà, prendendo, è il caso di dire, il… volo, che sancisce una maturità ed una autonomia generalmente acquisita in una età maggiore.

“E’ una  un’esperienza formativa – ci dice mamma Florinda-  che Carla si ricorderà per tutta la vita, alle Nazioni Unite. Siamo orgogliosi di come si è  preparata per questa sfida, di come rappresenterai gli Stati Uniti, degli speeches che ha preparato e delle attività di mediazione che dovrà fare”.

2016. Carla negli Stati Uniti con mamma, papà e la sorella Viola

Con Carla ci saranno ragazzi da tutto il mondo, ambasciatori, ex capi di stato e di governo, ex ministri, artisti, campioni dello sport e alti funzionari delle Nazioni Unite e dell’Unione Europea.

Altri articoli della stessa

One Response to Carla Bartoli, dalla Farm alle Nazioni Unite

  1. Carmelo Rispondi

    28/03/2019 a 19:29

    Ciò, ci onora, ma allo stesso tempo ci fa riflettere, in quanto i figli non sono ns, bensì del mondo. Tutto ció non sarebbe stato possibile 20 anni fa. Auguri

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *