Canicattì, quando la scuola riesce a creare nuovi legami sociali

di | 7 Mag 21

Nel cuore del centro storico, in occasione della festa religiosa “Lu Tri di Maiu”, i docenti e le famiglie della Scuola “Crispi”, in collaborazione con il comitato devoti del S.S. Crocifisso e degli abitanti del quartiere, hanno realizzato una monumentale installazione della “Santa Croce”

A Canicattì, nel quartiere Borgalino, nel cuore del centro storico, in occasione della festa religiosa del: “Lu Tri di Maiu”, i docenti e le famiglie della Scuola “Crispi”,  in collaborazione con il comitato devoti del S.S. Crocifisso e degli abitanti del quartiere, hanno realizzato una monumentale installazione della “Santa Croce” con centinaia di piastrelle realizzate all’uncinetto e posta ai piedi del Santuario. Una vera e propria opera d’arte della condivisione e del lavoro di squadra. A patrocinare l’iniziativa, oltre, all’Amministrazione comunale di Canicattì, guidata dal sindaco Ettore Di Ventura,  anche l’Amministrazione comunale di Trivento, guidata dal sindaco Pasquale Corallo, e l’associazione “Un Filo che unisce” operante nel Molise.

La professoressa Maria Ausilia Corsello, nella qualità di coordinatrice dell’Osservatorio dispersione scolastica,  si congratula con il dirigente Ivan Cappucci per aver creduto in questa bellissima iniziativa e averla portata avanti nonostante tutte le difficoltà ed impedimenti connessi alla pandemia. “Bisogna riconoscere – dice – che, il grande valore sociale dell’iniziativa è stato sicuramente la creazione di nuovi legami sociali e il mantenimento di una così grande rete sociale, nel rispetto delle restrizioni imposte per fronteggiare l’emergenza epidemiologica sanitaria da covid-19”.

“Nel pieno della pandemia – spiega l’insegnante Maria Stella Marchese Ragona – i docenti della scuola Crispi hanno mantenuto e coordinato un gruppo numeroso di mamme, nonne e zie del quartiere, tenendole sempre in contatto attraverso messaggi, videochiamate, lunghe telefonate. Il tutto autofinanziato e riciclato. Dalla manodopera al reperimento della lana, ricavata dalle stesse donne da vecchi maglioni, sciarpette o copertine antiche. Una vera officina dell’artigianato che teneva impegnate le mamme, mentre i figli le guardavano orgogliosi e incantati per il lavoro realizzato”.

La promozione di laboratori sociali come questi – commenta  dichiara l’O.P.T.  dell’osservatorio  Carmela Mattelianorappresenta sicuramente per i partecipanti uno spazio di grande socializzazione e d’empowerment psico-pedagogico. Non dimentichiamo che: “Si educa con l’esempio” e le mamme protagoniste attraverso la loro tenacia e costanza hanno trasmesso ai loro figli tanti importanti valori e, soprattutto, che ci vuole tanto amore e determinazione nel portare a termine un impegno preso”.

“L’aver prestato attenzione a queste mamme (nell’era covid), l’essere riusciti a mantenerle unite, a coltivare in loro un interesse comune, ad aumentare il loro senso di autostima, a distrarle dallo stress, dalla stanchezza, a reagire alle avversità e a condividere un obiettivo sociale gratuito – sottolinea Maria Ausilia Corsello – è stato il successo di questa straordinaria iniziativa di così importante valore e funzione sociale.  La cura è un bene che non si produce solo grazie all’impegno – per quanto devoto e qualificato – dei docenti, dei genitori e della società nel suo complesso, ma, anche, grazie alla creazione di condizioni di serenità ambientale, di risposte flessibili, di disponibilità sociale integrata e condivisa tra attori diversi”.

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1 commento

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    Come sempre il quartiere di Borgalino è in prima linea nel portare avanti esperienze positive dense di sentimenti e azioni che attengono alla bellezza e alla condivisione. Ho sempre pensato che qui è il cuore della città e la custodia delle nostre tradizioni!

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