“Camilleri ci aiuterà a divulgare il valore della lettura e della scrittura”

di | 19 Gen 21

Parla Giuseppe Amato, agrigentino, preside della scuola “Andrea Camilleri” di Varallo Pombia (Novara) che ha istituito il premio letterario nazionale che porta il nome dello scrittore empedoclino

Giuseppe Amato, dirigente scolastico della scuola “Andrea Camilleri” di Valle Pombia (Novara)

I siciliani che vanno al Nord  nella loro valigia portano un pezzo di Sicilia con sapori, odori, libri e tanta cultura della loro terra. Giuseppe Amato ha lasciato Agrigento e si è trasferito in provincia di Novara per la sua prima esperienza di dirigente scolastico. Oltre alle sue passioni: amore per il diritto e grande attenzione per le nuove generazioni, ha realizzato un sogno: intitolare la scuola che dirige nel comune di Varallo Pombia allo scrittore Andrea Camilleri ed ha organizzato un concorso letterario per le scuole dedicato al papà di Montalbano.

Giuseppe Amato è nato ad Agrigento, laureato in Economia e commercio, abilitato all’insegnamento di Discipline giuridiche ed economiche, insegnante di ruolo dal 1993 e dirigente scolastico dal 2019. “Se avessi l’opportunità di parlare col ministro Azzolina – dice –  suggerirei di snellire le procedure e ridurre i documenti e le incombenze che ingolfano la nostra attività che deve essere focalizzata soprattutto sulla didattica, per raggiungere più facilmente il successo formativo di tutti gli alunni. Non possiamo fare a meno dei libri, come non dobbiamo mettere da parte i nostri vecchi che rappresentano le nostre radici…”

Come vive un agrigentino nella provincia di Novara?

Se dicessi che Agrigento non mi manca sarei un bugiardo. Gli amici, le passeggiate, il mare, il clima che rende la vita più luminosa, non hanno surrogati. Io ho fatto questa scelta professionale, di vita e non ho rimpianti, ma obiettivamente, ci sono delle differenze nel modo di vivere e di affrontare le sfide che la quotidianità ci presenta. Per fortuna siamo tutti  italiani e si riesce facilmente ad adeguarsi.

Come nasce l’idea di intitolare l’Istituto ad Andrea Camilleri…

Quando sono stato assegnato all’Istituto Comprensivo di Varallo Pombia mi sono meravigliato che non fosse intitolato a nessuno. Un giorno mi passò per la mente un pensiero, forse un azzardo: E se provassi a farlo intitolare ad Andrea Camilleri?. In teoria non sarebbe stato facile per una serie di motivi, non ultimo il fatto che la sua scomparsa era troppo recente. In realtà è stato più semplice del previsto, il consenso è stato unanime e l’iter di intitolazione velocissimo.

Parliamo del premio letterario che avete istituito e che porta il nome dello scrittore empedoclino 

Il Premio nasce sotto il Patrocinio del Miur ed ha l’appoggio della “Strada degli Scrittori” che sarà presente in giuria. Ha avuto anche il Patrocinio della Regione Piemonte, della Provincia di Novara e dei comuni di Borgo Ticino, Divignano e Pombia, dove insistono plessi della nostra scuola. La collaborazione con la “Strada degli Scrittori” mi sta molto a cuore, quale collegamento culturale tra Novara e Agrigento, pertanto, vorrei ringraziare Felice Cavallaro e Gaetano Pendolino per aver accolto immediatamente la nostra proposta.

Su questo premio c’è stato uno scontro “diplomatico” tra la scuola “Andrea Camilleri” ed il Comune di Varallo Pombia. Infatti, secondo il Sindaco Alberto Pilone, il Premio avrebbe dovuto essere organizzato non per Andrea Camilleri, ma alla memoria di Don Giuseppe Rossi, ucciso dai nazifascisti. Come sono andate realmente le cose?

In realtà c’è poco da dire: è scontato che l’Istituto Comprensivo “Andrea Camilleri” intitoli il Premio al grande scrittore e non al sacerdote, eroe della Resistenza, al quale è intitolato il Plesso principale della nostra scuola. A suo tempo il Sindaco Pilone, e quindi l’Amministrazione comunale di Varallo Pombia, ha pienamente condiviso con la scuola la scelta di intitolare l’Istituto al grande maestro ed è veramente incomprensibile la sua presa di posizione ex post.

Quali sono gli obiettivi di questo concorso?

Divulgare il valore della lettura e della scrittura. Contribuire a mantenere viva la memoria di un grande uomo quale era Andrea Camilleri. Creare un collegamento sud-nord, tra Agrigento e Novara, basato sui valori della cultura. Con questo Premio vogliamo unire lettura, scrittura e riscoperta del dialetto, ossia delle origini della nostra cultura popolare e del nostro “essere”. Lo scopo principale è proprio questo: molti ragazzi non conoscono il dialetto o, se lo capiscono, non lo parlano. In questo modo avranno l’opportunità di riscoprirlo attraverso i loro nonni o i loro genitori. Mi intriga immaginare nonni, padri e figli che collaborano nella scrittura di un testo letterario. Vista la situazione di emergenza che stiamo vivendo e le difficoltà che hanno investito la scuola italiana nel suo complesso prorogheremo la scadenza a fine febbraio.

Il Preside Amato con alcuni docenti

.La scuola al tempo del Covid. Quali errori sono stati fatti?

La pandemia ha avuto almeno il merito di aver evidenziato e fatto riscoprire la centralità della scuola nella società; in quest’ottica il Governo ha investito molto in termini di risorse finanziarie e umane..

Cosa pensi della didattica a distanza?

Ovviamente non esistono altre modalità didattiche che abbiano la stessa valenza di quella in presenza, ma se non avessimo gli strumenti digitali di oggi i ragazzi sarebbero stati completamente fermi per mesi.

Torniamo a Camilleri. Quali sono i tre libri dello scrittore siciliano che consiglieresti per approfondirne la figura?

Un mese con Montalbano, Il Re di Girgenti e, per i più piccoli, Topiopì.

I tuoi progetti per il futuro?

Lavorare nella mia scuola, per i miei ragazzi. Fare sempre il mio dovere con coscienza e con  la speranza, nel mio piccolo, di poter migliorare la società. Per il resto chi vivrà vedrà.

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