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Burgio, uno scrigno d’arte nel cuore della Sicilia

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Qui la ceramica la trovi ovunque. Passeggiando tra vicoli e piazzette scopri scorci unici, teatri a cielo aperto. Dieci anni fa l’istituzione del Muceb, il museo della ceramica che attira oltre cinquemila visitatori l’anno.

Quando tra le istituzioni si trova la giusta sintonia, quando la politica va oltre le invidie, i pregiudizi e i risentimenti, quando tra maggioranze e minoranze ci si incontra per gli obiettivi di una comunità, grande o piccola che sia, i risultati prima o poi arrivano. È il caso di Burgio, piccolo e straordinario centro dell’agrigentino, che dieci anni fa ha istituito un museo dedicato alla ceramica tipica del territorio. Dieci anni di Muceb, museo della ceramica di Burgio, appunto,  voluto da Vito Ferrantelli che allora era sindaco e oggi dirige l’importante istituzione culturale che trova sede nell’antico convento della Madonna delle Grazie del paese arroccato sotto Caltabellotta, immerso tra giardini di arance e ulivi.

Il chiostro monumentale dà il benvenuto ai visitatori – oltre cinquemila in un anno – alle sale espositive dove sono in mostra le ceramiche di Burgio, molte delle quali scelte, come ci racconta Ferrandelli, nei depositi della Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis e da collezioni private.

Ciotole, statuine, albarelli, piatti, vasi, mattonelle, maioliche che richiamano la ceramica burgitana. “Sono opere – tiene a precisare Ferrantelli, autore di diverse pubblicazioni su Burgio e la sua ceramica – che offrono un’originale chiave di lettura dell’arte del periodo”.

Ma la vera novità dell’istituzione di questo museo, che vale la pena visitare, consisteva nel far tornare Burgio non solo il paese delle campane – con la sua fonderia cinquecentesca ancora attiva – ma anche il paese della ceramica. Per questo allora si attivarono corsi di formazione per la nascita di botteghe che potessero recuperare un’antica tradizione locale proiettata in un contesto moderno e dare anche e soprattutto lavoro ai giovani. Ed ecco le piccole officine maiolicare, scrigni d’arte che producono ancor oggi vere e proprie opere artistiche di grande valore. “Avevamo anche questo obiettivo – sottolinea Ferrandelli – non solo un museo rivolto alla storia e al passato, ma occasioni di lavoro e sviluppo. Certo, come tutti i piccoli centri anche noi viviamo il terribile momento storico dei giovani che lasciano, ma cerchiamo di sensibilizzare chi resta e invitare sempre più turisti”.

Ferrantelli non è più sindaco, oggi dirige le scuole del circondario e presiede il consiglio comunale. L’amministrazione, col sindaco Francesco Matinella, l’assessore alla Cultura Antonella Leo Virisario, nonostante le difficoltà, continuano a rendere vivo un luogo che racconta un artigianato locale plurisecolare. Il paese è una piccola bomboniera. La ceramica la trovi ovunque. Passeggiando tra vicoli e piazzette trovi scorci unici, teatri a cielo aperto. Campane e maioliche accompagnano i visitatori in un percorso che sì guarda al passato, ma attento alle dinamiche culturali contemporanee. Sempre sotto lo sguardo della luna, caratteristica essenziale per riconoscere l’antica e preziosa ceramica di Burgio.

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