Buon cammino, Maestro!

|




Dicevi sempre che di questa terra ti mancava più di ogni cosa l’odore del mare. Secondo me, lì dove sei ora, te lo hanno fatto trovare “u sciàuru du mari”

Andrea Camilleri (foto da Visit Vigata)

Maestro mio, maestro caro, mille voci si stanno alzando in queste ore, commosse e riconoscenti, da quando ci hanno detto, quasi sussurrandolo, che te ne sei andato. Potevo far mancare la mia, di voce? Perdona questo darti del tu, così audace, così sfrontato, ma come si fa a dare del “vossignoria”  ad un amico?

Da anni i tuoi libri mi seguono dappertutto, dormono su mio comodino, bivaccano smaniosi dentro borse ricolme di oggetti improbabili, su scaffali confusi e pericolanti, sul palmo accogliente della mano sinistra, mentre la destra mescola la pasta. Occultati sotto la cattedra e letti di nascosto mentre fingo di vigilare sugli alunni che svolgono il compito in classe (questo, però, non lo dire a nessuno!). Nella sala d’attesa del medico, in posa dal parrucchiere, a mare, in montagna, sulla luna, maestro mio, finanche sulla luna!

Ogni momento, ogni pausa, ogni angolo è buono per dare un’occhiatina, una sbirciatina a una frase, a una battuta, a una descrizione. Per ridere delle strampalate sgrammaticature di Catarella. Che una volta ho storpiato il cognome di uno studente e mi sono sentita un po’ Catarella pure io.

Benedetto maestro, come si può non voler bene, non essere grati, di una gratitudine dolce e lieve, ad uno scrittore che ti fa ridere? Ma il momento in cui m’hai commossa è stato quando, durante una puntata di “Che tempo che fa”, tu, cieco e vecchio, come Omero, come Tiresia, ti alzasti in piedi, non a fatica, per rendere onore e omaggio ai genitori del povero Giulio Regeni. Mostrasti all’Italia quella sensibilità, quella delicatezza, quel nobile sentire d’un galantuomo d’altri tempi. Amavi la tua Sicilia d’un amore sconfinato.

Dicevi sempre che di questa terra ti mancava più di ogni cosa l’odore del mare. Secondo me, lì dove sei ora, te lo hanno fatto trovare “u sciàuru du mari”. E ti hanno fatto trovare macari un pachetto di sicarette, perché sapevano che altrimenti avresti fatto catunìo, opra, avresti rotto i “cabasisi” a tutte le gerarchie degli angeli e degli arcangeli, e sarebbe finuta a schifìo.

Ah, dimenticavo, lì vedrai un signore altèro, che sta a guisa di leòn quando si posa. Nel riconoscerti sorgerà verso te, dicendo: ”O Andrea, io son Luigi, della tua terra!” E l’uno abbraccerà l’altro. Vigilate insieme su questa terra bellissima e maledetta.

Buon cammino, maestro!

Foto da https://www.visitvigata.com/

Altri articoli della stessa

4 Responses to Buon cammino, Maestro!

  1. Lia Rispondi

    17/07/2019 a 14:40

    Angela ho letto solo il tuo articolo e basta e mi sono commossa. Grazie da lia

  2. Nicoletta marchese Rispondi

    17/07/2019 a 17:12

    Sei una scrittrice pura,di quelle di un tempo …mi hai emozionata

  3. Giuliana Rispondi

    18/07/2019 a 10:40

    Quanta Tenerezza e Quanto Amore in Queste Parole ❤❤❤ Grazie a Camilleri Uomo Puro e Meraviglioso

  4. Adele Troisi Rispondi

    18/07/2019 a 13:33

    Mi hai fatto piangere, Angela.
    Splendida, come sempre. Adele

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *