Buon anno scolastico! Ce la faremo!

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Occorre l’ esperienza di tutti, ognuno faccia la sua parte

Gabriella Bruccoleri, Preside Istituto “Guarino” Favara

Oggi si torna a scuola, e in questo ricominciamento c’è innanzitutto il desiderio. Il desiderio di stare insieme, di ricollocarsi in un contesto fortemente significativo, e non solo sul piano culturale. C’è la consapevolezza di una novità che ci rende fragili e vulnerabili: sappiamo che un nemico invisibile e tenace è fra di noi, pronto ad attaccarci.

C’è il dolore di una rifondazione relazionale antipedagogica: dovremo insegnare ai bambini a non avvicinarsi agli altri, a non condividere gli oggetti, a non stare vicini, a coltivare una sorta di necessaria egoità, noi che abbiamo visto da sempre la scuola luogo di relazione profonda, di pluralità, di ricerca di costruzione di tessuto connettivo, di noità. C’è la cognizione che non siamo più gli stessi, che qualcosa di straordinario ha mutato il concetto stesso di comunità scolastica, di competenza cognitiva, di progettazione. C’è un ex ducere che non porta più fuori, ma potrebbe condurci ad pericoloso ristagno dentro confini stabiliti a priori, dai protocolli delle nuove geometrie di aula. Quanto della tradizione pedagogica che ha fatto grande la nostra scuola nella sua missione democratica ed equalizzatrice dovrà essere sacrificato alla sicurezza? E in questo sforzo ineludibile cosa resterà di quel “dialogo permanente con l’allievo” che, per Morin, è l’unico paradigma in cui si possa insegnare la comprensione umana? Come potremo incoraggiare ed incitare ad essere umani?

Oggi occorre allora una nuova forza d’animo. Quel sentimento di resilienza e di speranza, di cui spesso ha parlato Umberto Galimberti, che che non ci faccia “sentire stranieri nella nostra vita”, in un altrove che non ci appartiene. La scuola dovrà continuare ad essere ancora quella “coincidenza di noi con noi stessi”, con un ordito di nuove relazioni cognitive e solidali, che, come ammette Vincenzo Paglia, possano essere in grado di ricomporre, riscrivendola, la relazione educativa .

Oggi a scuola è necessario essere costruttori di un nuovo Noi, che accolga in sicurezza, che superi il dolore, che crei , rigenerandole, nuove armonie intellettuali ed emotive. Occorre l’ esperienza di tutti, ognuno faccia la sua parte. Lo dobbiamo ai bambini, a cui tanto è stato tolto, e a cui, ognuno di noi, deve restituire fiducia, gioia, sapere, anche dietro una mascherina, in una prossemica innaturale, con una separatezza difficilissima da accettare ma indiscutibilmente necessaria da mantenere. È in gioco un oggi che costruisce destini esistenziali e sociali da cui nessuno può scappare e in cui, veramente, la salute di ciascuno e il suo benessere cognitivo sono indissolubilmente legati a quelli dell’ altro. In un oggi che sembra richiuderci dentro limiti definiti dai nostri confini individuali e di aula, occorre guardare, da dietro una visiera e con la mascherina, ad una nuova e più forte prospettiva culturale, ad un orizzonte comune fatto di impegno straordinario come straordinario è questo primo giorno che non possiamo consegnare solo all’ ansia o all’incertezza. Non possiamo permetterci che questo anno scolastico nato oggi venga defraudato dall’ attesa e dall’ entusiasmo di un sentire bambino che occorre custodire come seme di speranza e di rinascita.

Buon oggi! Buon anno scolastico a tutti! Ce la faremo!

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One Response to Buon anno scolastico! Ce la faremo!

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    Gabriella Rispondi

    16/09/2020 a 23:53

    Complimenti Gabry.. È stato meraviglioso lavorare con TE

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