Arrivano i medici – ingegneri

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Il prossimo anno avrà inizio la MedTec School: un nuovo corso di laurea per diventare medico-ingegnere

Simona Carisi

Il prossimo anno, il 23 Settembre 2020, avrà inizio la “MedTec School: un nuovo corso di laurea per diventare “medico-ingegnere”, praticamente una doppia laurea, ma soltanto per 50 studenti che avranno superato l’esame di lingua inglese come  test di ammissione. E’ un corso di laurea magistrale internazionale in Medicina di Humanitas University e Politecnico di Milano. Ecco che il medico potrà gestire le tecnologie che ormai fanno parte di quella che è l’evoluzione scientifica proiettata nel futuro e  nel contesto delle scienze mediche. La fisiologia, l’anatomia e la patologia clinica, materie classiche nel corso di laurea in medicna e chirurgia, verrano sostituite con medicina di precisione, terapie geniche, intelligenza artificiale e neuro-robotica. Perchè doppia laurea? Perchè agli studenti che seguiranno l’intero percorso in lingua inglese, il Politecnico di Torino rilascerà la laurea triennale in ingegneria biomedica, poi  gli studenti potranno proseguire secondo i propri propositi che possono spaziare tra ricerca medica ed ingegneristica o nell’industria.

I futuri medici-ingegneri potranno cimentarsi su studi scientifici futuristici che risentono dell’invecchiamento della popolazione considerato che la vita media biologica dell’uomo si è allungata di circa 10 anni e se da un lato questa aspettativa è un regalo biologico per l’umanità, dall’altro, mette le persone a dura prova con le malattie croniche e le disabilità e le invalidità. Inoltre i nuovi medici-ingegneri potranno dedicarsi alla progettazione di dispositivi e di tecnologie biomediche oppure scegliere la branca farmacologica.

Di fronte a questa enorme evoluzione legata al futuro ed al fatto che la sanità è sempre più digitale, va sottolineato che i pazienti, comunque, scelgono il medico, piuttosto che i sistemi informatici su tutti i settori. Gli strumenti digitali più utilizzati ormai li conosciamo tutti e sono la posta elettronica tramite mail e il wathapp. Una grande percentuale dei medici di medicina generale ed anche il medico specialista, comunicano con i pazienti  tramite wathapp e sicuramente, nella stragrande maggioranza di casi, per decidere gli incontri, spostare appuntamenti e condividere esami o tutto ciò che esegue il paziente sotto consiglio dello stesso medico. Ma le percentuale di partecipazione da parte dei pazienti alla comunicazione con il proprio medico attraverso la chat o il pagamento  sul web o la effettuazione di prenotazioni  on line per le visite è molto più bassa di quel che ci si aspettava. Ovviamente ci si riferisce più alle fasce dei meno giovani  della popolazione e ciò pare abbastanza comprensibile;  invece i più giovani utilizzano gli strumenti digitali con più frequenza e facilità.

Sicuramente il contatto umano con il proprio medico rimane la scelta preferita da tanti ed anche se la telemedicina rimane a tutt’oggi, per un problema di comunicazione, poco diffusa, la sedia dove accomodarsi dentro lo studio del proprio medico, il camice bianco di fronte e persino la sala d’attesa, rimane  la via  preferita alla tecnologia che avanza. I tempi cambiano, ma i sentimenti per il medico curante, visto dal paziente  come un membro della propria famiglia con cui parlare, raccontare la propria vita concentrata sulla salute, quel medico che conosce un’intera generazione di quello stesso  paziente o perchè è un medico di una certa età o perchè ne ha ereditato la conoscenza della storia personale da parte del collega andato in pensione, è preferibile all’uso di internet e degli strumenti digitali. Il contatto fisico con il proprio medico rimane privilegiato e non soltanto perchè molti, e soprattutto gli anziani, non sono capaci di utilizzare il canale digitale. Diciamo che l’aspetto affettivo-emotivo non cederà mai totalmente  il posto ad un monitor.

Cosa augurarsi allora per il futuro? Sicuramente non un robot che parli con noi solo se schiacciamo un bottone e che ci racconti a cosa corrispondono i sintomi che abbiamo digitato nella sua scheda elettronica e cosa fare o cosa andrebbe somministrato per guarire da certi sintomi. E non ci auguriamo neppure che il dottor Google attivi il “fai da te” veloce ed esaustivo e non ci auguriamo nemmeno di non crescere tecnologicamente insieme al progresso ed alla scienza medica che, da un lato, cerca di velocizzare i tempi di consultazione medico-paziente, dall’altro, formerà nuovi medici che riusciranno a capire i meccanismi di alcune malattie ancora irrisolvibili dove la bio-tecnologia e  la genetica sono indispensabili per comprendere come e dove intervenire nei confronti di alcune malattie e sperare di guarire in quei casi dove ad oggi la morte e la sofferenza non hanno trovato sconfitta.

Insomma, tutto un mondo in evoluzione, e non soltanto da parte di chi studia per capire i meccanismi patologici o le nuove cure, ma anche da parte di dovrà curarsi, per poter effettuare visite specialistiche e non, ed  essere assistito nel miglior modo possibile velocizzando i tempi d’attesa ed anche la qualità del servizio sanitario.

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