All’inizio sembrava uno “scherzo”, adesso è un “grande traguardo”

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Santa Elisabetta, nasce la Consulta Giovanile. Gli obiettivi che vuole raggiungere

Consulta Giovanile Santa Elisabetta

A Santa Elisabetta si è insediata da pochi giorni la Consulta Giovanile, organo istituzionale prezioso ma purtroppo ancora poco conosciuto. Ne parliamo con il neo eletto Presidente, Giuseppe Chiapparo, per farci illustrare più nel dettaglio questa nuova esperienza che, si auspica, possa sbocciare anche altrove per permettere il risveglio che la nostra terra merita.

La Consulta Giovanile è ufficialmente una realtà, grazie al vostro impegno,  per Santa Elisabetta: da dove nasce l’esigenza di costituire un organo così particolare e, diciamolo, abbastanza raro nella nostra area?

L’idea della Consulta Giovanile è frutto di una semplice e informale chiacchierata tra amici. Eravamo quattro ragazzi seduti attorno a un tavolo, intenti a elaborare ipotesi sulle sorti di questa nostra piccola comunità: ci siamo accorti delle potenzialità del nostro territorio a qualunque livello della vita sociale. Essendoci resi conto di quanto bello sarebbe stato avviare un progetto di Consulta Giovanile in linea con le già esistenti compagini giovanili presenti in area regionale, abbiamo cominciato sin da subito a sondare la disponibilità di altri ragazzi ad accompagnarci in questo straordinario percorso. Dallo scherzo è venuta fuori una ridda di idee con un alto margine di fattibilità. Il gruppo si è progressivamente esteso, fino a raggiungere i circa trenta iscritti attuali: un grande traguardo, visto l’esiguo numero di abitanti.

Ma esattamente una Consulta Giovanile che compiti svolge e quali obiettivi può prefissarsi di raggiungere?

La Consulta Giovanile è quell’istituzione che collega la popolazione giovanile all’Amministrazione Comunale, facendosi portavoce delle istanze, delle proposte, delle iniziative e dei disagi dei giovani che vivono e frequentano quotidianamente un paese o una città nelle sue molteplici sfaccettature. L’ingresso dei giovani di Santa Elisabetta nel tessuto istituzionale rappresenta un passo in avanti rispetto al mero associazionismo: la Consulta, infatti, si pone anche come strumento che permette ai nostri ragazzi di prender parte a una macchina decisionale, facendo loro acquisire quel senso di appartenenza a un “officium” che la politica di oggi sembra avere completamente accantonato.

Nell’immediato, come pensate di farvi conoscere?

I sabettesi hanno avuto modo già in estate di prender conoscenza delle nostre intenzioni: siamo stati, siamo e sempre saremo a contatto diretto con i cittadini, siano essi giovani o meno giovani. Una volta istituiti, ci siamo presentati ai nostri concittadini attraverso un incontro sulla cittadinanza attiva da noi organizzato. Il primo impegno ufficiale – ossia quello di più ampio respiro – sarà però “XMAS EXPO”, un percorso natalizio che coniuga arte, gastronomia, intrattenimento e comunità: un grande apporto ci proviene dal professor Giuseppe Micciché, art director e scenografo sabettese di grande professionalità, il quale ci ha peraltro fatto dono del logo istituzionale della Consulta Giovanile e del logo pubblicitario dell’evento di Natale.

Siete tutti molto giovani e mostrate un grande entusiasmo: come vorrete interagire con gli altri attori già presenti e attivi sul territorio?

Un nostro punto fisso è costituito dal dialogo costante con l’Amministrazione e con le altre componenti sociali: questo ci ha già permesso di acquisire le informazioni necessarie alla programmazione annuale delle nostre iniziative. Di sicuro, la presenza della Consulta Giovanile a Santa Elisabetta servirà da volano per qualunque evento istituzionale o “mondano”. Ci auguriamo, tuttavia, che essa cominci a essere percepita come dato assolutamente normale e che si possa sempre operare nell’ottica di una collaborazione proficua e solidale, mettendo da parte, all’occorrenza, eventuali dissidi che possono scaturire dalle diversità tra le generazioni che in questo momento operano sul territorio.

Dalla fortezza di Guastanella alla necropoli di Keli, dalla Pastorale di Nardo alla “frascatula”, solo per citare alcuni esempi. Storia, archeologia, tradizioni culturali e culinarie che possono rappresentare un ottimo biglietto da visita ancora tutto da presentare e far conoscere a un pubblico curioso e interessato: la Consulta Giovanile come vede, e valuta, tutto ciò?

Tra i capisaldi della Consulta Giovanile, rinvenibili tra i lavori preparatori della sua istituzione, le attrazioni di carattere storico-archeologico e il longevo e variegato patrimonio etologico rappresentano un campo di azione privilegiato. Il nostro intento è quello di avvicinare i giovani alla scoperta di quei dettagli che celano molto più di quanto diano all’apparenza: per far sì che ciò diventi realtà è necessario un approccio innovativo, vale a dire un processo di coinvolgimento giovanile che punti all’innovazione per il recupero della tradizione. Ma questo significa soprattutto approfondimento e conoscenza visiva dei siti di maggiore interesse: quale miglior momento di aggregazione, se non qualche boccata d’aria sulla vetta di Guastanella o due passi a Keli, coi suoi cristalli di gesso tra i più lunghi al mondo?

 

 

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One Response to All’inizio sembrava uno “scherzo”, adesso è un “grande traguardo”

  1. Filippo Fragapane Rispondi

    12/12/2019 a 16:31

    Ottima iniziativa, in un piccolo paese è già un grande traguardo. L’entusiasmo iniziale deve continuare, nonostante le sicure difficoltà che si incontreranno lungo il percorso. Attenti però a non farsi invischiare da sicure attenzioni “politicanti” che ci saranno. La stessa parola “consulta” significa.. Consigliarsi… Consigliare… Tenere consiglio… Quindi la sua azione principale deve essere non di supportare l’amministrazione, di qualunque colore essa sia, ma di interloquire con la stessa, interagendo con essa, prospettando possibili soluzioni dei vari problemi, al di là di particolari interessi,personali o partitici. È interessante constatare che c’è una grande voglia di fare, ma non bisogna mai dimenticare che, prima e a base di ciò, ci deve sempre essere una profonda conoscenza dei vari problemi, che si può acquisire soltanto con lo studio approfondito di essi, senza improvvisazioni e la presenza costante all’interno della comunità e la partecipazione attiva ai vari momenti, situazioni ed avvenimenti che si succedono lungo il percorso di ogni anno. È sempre utile e forse necessario l’interscambio di conoscenze e di esperienze tra le varie generazioni, per non perdere quel bagaglio di conoscenze storico-sociali,senza le quali è facile ripetere certi errori, che rendono più faticoso e più difficile il progredire di una società.

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