Allarme “antibiotico-resistenza”

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Le conseguenze legate all’utilizzo improprio ed esagerato degli antibiotici

Simona Carisi

Le informazioni date sugli errori comportamentali legati ad utilizzo improprio ed esagerato degli antibiotici non hanno sortito un grande effetto fra la popolazione e l’allarme antibiotico-resistenza è oramai un triste dato di fatto.

Il grave problema delle infezioni incurabili nella seconda metà del XX secolo si era risolto. Nel tempo si è fatta tanta prevenzione delle malattie in maniera corretta, ma oggi, nel terzo millennio, siamo nella situazione angosciante di dover trovare nuove molecole più efficaci che possano  contrastare i meccanismi di resistenza dei batteri e salvarci la vita messa a rischio anche da infezioni banali, come può succedere per i pazienti che hanno subito un trapianto d’organo. In realtà, perché ciò possa avvenire, trovare cioè nuovi potenti ed efficaci antibiotici, ce ne vorrà di tempo. Infatti, a livello mondiale, l’antibiotico-resistenza è una vera e propria priorità in campo sanitario, considerato il fatto che sono aumentate le morti causate da infezioni è aumentato il tempo di malattia per infezioni, è aumentato  il tempo di degenza, sono aumentate le complicanze post malattia e probabilmente anche i picchi epidemici, ed è  aumentata la spesa sanitaria. E’ giusto precisare che il fenomeno riguarda anzitutto le infezioni correlate all’ospedalizzazione, ovvero alle infezioni che si diffondono nel contesto delle strutture sanitarie. L’ Organizzazione mondiale della Sanità e l’Unione europea hanno evidenziato le  criticità relative all’aumento delle infezioni negli ospedali verosimilmente  legate alla minor efficacia terapeutica svolta dagli antibiotici e stanno impiegando numerose risorse e adottando seri provvedimenti per arrestare il processo della resistenza agli antibiotici e di conseguenza della diffusione delle infezioni. Ovviamente sono scattati i sistemi di sorveglianza, che si basano sulla raccolta dei dati di laboratorio a livello nazionale.

Purtroppo anche nel nostro Paese i dati sono critici, le resistenze batteriche agli antibiotici superano la media europea. Klebsiella Pneumoniae e Stafylococco aureus sono tra i batteri più rognosi. Anche noi dobbiamo impegnarci e fare in modo che la situazione non diventi più drammatica di quel che già stiamo vivendo, e dobbiamo farlo per noi stessi e per tutta la collettività. Come? Evitare di prendere l’antibiotico al sopraggiungere di un rialzo febbrile di 38 gradi. Ma vogliamo ricordare che in organismo in buone condizioni di salute, la febbre è l’attacco in difesa del nostro stesso organismo contro gli agenti esterni. Facciamo lavorare i nostri guerrieri per bene. Inoltre, laviamo bene le mani: e come cittadini, e come operatori nel sistema sanitario, tutte le categorie professionali incluse.

Vi sono in campo scientifico anche buone e promettenti notizie.  Su “quotidianosanità.it/scienze-e-farmaci” la notizia di uno studio anglo-giapponese durato circa 20 anni, che rivela la capacita di un antibiotico efficace contro i batteri resistenti e contro forme di vari tumori molto aggressivi.Gli scienziati, il britannico Martin Lear e il giapponese  Keichiiro Hirai ed altri ricercatori giapponesi, sono riusciti a creare in laboratorio un’intera copia di antibiotico anti-tumore. E’ una notizia straordinaria. Una grande speranza ed una forte emozione. In questo modo sarà più facile conoscere i meccanismi di replicazione delle cellule tumorali, soprattutto nei melanomi e nelle malattie ematologiche maligne. Però, dall’altra parte, noi, cerchiamo di contribuire. Più pazienza, più sopportazione, più criterio, più esperienza, più saggezza prima di ricorrere all’antibiotico facile. Al primo starnuto stagionale non ricorriamo all’antibiotico…. piuttosto vacciniamoci e allarghiamo il campo cerebrale dedicato alla nostra cultura ed alla nostra intelligenza

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