Agrigento, c’era una volta il Festival delle Scienze

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Tommaso Parrinello, ideatore e direttore del Festival, ha fatto il possibile, e anche l’impossibile, per dare continuità alla manifestazione, ma non ha avuto il sostegno adeguato. Rimane il rammarico – dice – di non essere riusciti a raggiungere il nostro obiettivo primario, ovvero fare di Agrigento, la patria di Empedocle, e la sua Valle un centro di eccellenza della divulgazione scientifica” .

Festival delle Scienze. Nella foto l’astronauta Paolo Nespoli ospite di due edizioni del festival

Che strana la terra agrigentina. Lo abbiamo sempre detto e, spesso, scritto. Fatta di contraddizioni e paradossi, dove ciò che costruisce il privato viene a volte demolito senza una plausibile motivazione.

A Favara, grazie al notaio Andrea Bartoli, il mondo artistico, diplomatico, culturale si è dato appuntamento per il “Countless Cities”, la Biennale delle città del mondo, allestendo numerosi padiglioni ai Sette Cortili, a Palazzo Cafisi, all’opera pia “Barone Mendola” e nel recuperato (sempre da Bartoli) palazzo Micciche, adiacente la chiesa di San Vito.

A Palma di Montechiaro e Sciacca due città si sono messe in moto, baciate dalla scelta degli stilisti Dolce & Gabbana di presentare le proprie creazioni sartoriali.

Tommaso Parrinello

Ad Agrigento, per mancanza di aiuto e sostegno, non sarà più possibile ammirare il cielo e le costellazioni, come ormai migliaia di persone provenienti da ogni parte della Sicilia erano abituati, da qualche anno, grazie al Festival delle Scienze, voluto da un altro sognatore: il fisico Tommaso Parrinello, di origini agrigentine, dirigente dell’Agenzia Spaziale Europea, che per diversi anni ci ha portato in orbita dalla Valle dei Templi, facendoci prendere confidenza con le ultime ricerche nel campo dell’astronomia, dell’astrofisica, della biologia, genetica, aerospaziali, solo per citarne alcune, ed è dovuto, giocoforza, rimettere i piedi per terra, dopo aver lanciato in orbita una delle manifestazioni scientifiche più qualificate organizzate negli ultimi decenni in Italia. E così Agrigento si ritrova dalle stelle alle stalle.

Sul suo profilo social di Facebook Tommaso Parrinello, già qualche settimana ha annunciato lo scioglimento dell’Associazione culturale “Notte con le Stelle”, da lui creata e presieduta, Associazione che promuoveva diversi eventi scientifici, tra i quali, appunto, il Festival delle Scienze di cui abbiamo già detto.

“Si è sciolta ufficialmente –scrive Parrinello – l’associazione culturale Notte con le Stelle di Agrigento. Oltre a tanti eventi scientifici, in cinque anni siamo riusciti a organizzare tre edizioni del Festival delle Scienze della Valle dei Templi, probabilmente tra i più interessanti d’Italia che speriamo possano rimanere nella memoria e nel cuore di tante persone, famiglie e bambini. A loro va il nostro profondo ringraziamento per averci seguito sempre numerosi, cosi come a tutti i soci, ai divulgatori, agli scienziati e astronauti che ci hanno onorato con la loro presenza, ai volontari e naturalmente a tutti quelli che ci hanno sostenuto finanziariamente. Rimane il rammarico di non essere riusciti a raggiungere il nostro obiettivo primario, ovvero fare di Agrigento e la sua Valle, la patria di Empedocle, un centro di eccellenza della divulgazione scientifica. Forse abbiamo voluto volare troppo alto e forse siamo stati troppo ambiziosi ma di questo siamo fieri. Sicuramente abbiamo sottovalutato le tante difficoltà, spesso inattese, che si sono presentate di fronte a noi. Noi ci fermiamo qui. Grazie ancora a tutti”.

Il festival al Tempio di Giunone

Da uomo di scienza e di cultura Parrinello abbandona la scena agrigentina con eleganza. Trapela una certa amarezza nelle sue parole ma senza mai accennare ad alcuna polemica, sapendo di aver fatto il possibile e anche l’impossibile per dare continuità alla manifestazione nella sua città.

Vanno giustamente ricordati i tanti che hanno sostenuto il Festival in vari modi nel corso delle varie edizioni come il Giardino della Kolymbetra, il Parco Archeologico Valle dei Templi, il Comune di Favara, Farm Cultural Park, e Patrocini importanti di istituzioni nazionali e internazionali che, grazie alla  rete professionale di Parrinello, hanno colto con entusiasmo la possibilità di poter contribuire. Vanno anche ricordati le sponsorizzazioni di tanti privati che hanno creduto in questa idea innovativa in un territorio che ha tanto bisogno di divulgazione scientifica.

C’è da chiedersi però come mai eventi simili riescono facilmente a fiorire in città come Foligno, Cagliari, Bergamo, Genova, Settimo Torinese (finalista Capitale della Cultura 2018), mentre da noi non riescono a decollare? È pur vero che in quelle città, i Comuni, le Provincie, le Regioni, le Fondazioni, gli istituti di credito, le associazioni commerciali e industriali di categoria, le imprese locali, i consorzi turistici fanno a gara per sostenerli. Possiamo affermare che da noi sia successa la stessa cosa?

Come dimenticare le notti affascinanti al Tempio di Giunone ad ammirare il Carro, Giove, Saturno e quel racconto mitologico delle costellazioni che veniva arricchito dalle spiegazioni scientifiche su vari corpi celesti che ci sovrastano in cielo?

Festival delle Scienze, edizione 2017. Pubblico al Tempio di Giunone

Come non ricordare quel raggio laser verde che seguiva la stazione spaziale mentre solcava il cielo nelle notti caldi di estati con commenti in diretta e in esclusiva dagli astronauti Luca Parmitano e Paolo Nespoli?

E oltre agli astronauti che hanno partecipato al Festival, come dimenticare il Premio per la Scienza dato ai migliori maturandi della Provincia di Agrigento e gli illustri studiosi e divulgatori scientifici come Carlo Rovelli, Edoardo Boncinelli, Paolo de Bernardis, Patrizia Caraveo, Amadeo Balbi, Salvo di Grazia, Paolo Attivissimo, Paolo D’Angelo, Guido Magli e tantissimi altri che ci hanno onorato della loro presenza?

Come dimenticare, sempre nell’ambito del Festival delle Scienze, le serate di Favara, che nel 2017 ha ospitato “La Scienza in Piazza”, iniziativa collaterale al Festival delle Scienze, che nei cinque giorni in cui si è svolta ha registrato la presenza di almeno 20mila persone, che dopo aver visitato i tanti padiglioni allestiti, in religiosa fila aspettavano il turno per ammirare il cielo e le sue meraviglie dal planetario, che ha regalato una visione unica del nostro sistema solare. Come dimenticare i bambini in fila ad aspettare il turno per scrutare le stelle e le costellazioni, la Luna dai telescopi posti in vari punti del Festival, o le simulazioni delle frecce tricolore.

Festival delle Scienze (2017) Favara, la Scienza in Piazza

E a proposito della Luna, stanno avendo luogo in tutte Italia manifestazioni per celebrare il 50esimo anniversario dell’allunaggio. Possiamo solo immaginare cosa sarebbe stato il programma del Festival delle Scienze 2019 con un vero astronauta Apollo che ha camminato sulla Luna: una sorpresa che Parrinello – con il solito entusiasmo – ci aveva svelato come fattibile nel 2017 durante una pausa del Festival di quell’anno.

Al post di congedo di Parrinello fa eco il filosofo Alfonso Maurizio Iacono: “È stato un onore per me  partecipare al Festival. Triste ma non sconosciuta ironia: nella città dove sono nato, sotto un cielo che incanta e fa sentire il tempo breve della vita un piccolo spazio occupato da un piccolo corpo, tra i templi che stanno lì da secoli a ricordarci che vi furono uomini i quali pensavano oltre il tempo e lo spazio, oggi non c’è niente che duri o che resti. Che peccato! Grazie Tommaso”.

Agrigento spera che quello di Tommaso Parrinello non sia un addio ma un arrivederci.

 

 

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2 Responses to Agrigento, c’era una volta il Festival delle Scienze

  1. Lia Rocco Rispondi

    13/07/2019 a 17:26

    Coloro che non sono stati in grado, per ignoranza, accidia, noncuranza o colpevole stupidità, di battersi per mantenere questo eccellente progetto nella nostra terra meritano di essere degradati come i militari che si macchiano di infamia.
    Lia Rocco

  2. Carmela Rispondi

    15/07/2019 a 8:20

    Voglio sperare che sia un’arrivederci forse mi illudo ma non voglio assolutamente pensare che non si farà più.Grazie al dott.Parrinello per l’impegno. Per me questi incontri sono stati nutrimento per la mia mente.Molto soddisfatta.A presto

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