Agrigento, Angelino Alfano presenta il suo libro. I retroscena: “Lei non sa chi sarei io”

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RETROSCENA. Grande successo di pubblico per la presentazione del libro del ministro Angelino Alfano al teatro Pirandello. Personalità sul palco e in sala. Assalto alle poltrone migliori. E malgrado la sicurezza, alcuni sconosciuti conquistano i posti riservati. Chi erano? Lo rivela il giornalista Silvio Schembri

Chi ha paura non è libero. Ma chi ha il posto riservato non può entrare al teatro Pirandello di Agrigento per seguire l’affollatissima presentazione del libro del ministro dell’Interno Angelino Alfano Chi ha paura non è libero.

Platea delle grandi occasioni per l’appuntamento politico-mondano più importante di questa stagione. Sul palco il cardinale Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento, il prefetto Alessandro Pansa, capo della polizia, il magistrato Stefano Dambruoso, parlamentare della camera dei Deputati e il giornalista Giovanni Floris, conduttore della trasmissione “DiMartedì” su La7.

Un momento della presentazione (Fonte: Agrigentonotizie)

Un momento della presentazione (Fonte: Agrigentonotizie)

In platea alti ufficiali di ogni arma, esponenti delle istituzioni, politici e amici del ministro agrigentino. E tanti giornalisti, naturalmente. Si parla di terrorismo e sicurezza, e infatti prima della presentazione Alfano rilascia alcune dichiarazioni sulla lotta al fondamentalismo islamico dell’Is: “Questa è una guerra scatenata da uno che si chiama Califfo che vuole cancellare i confini. Di fronte a questa pretesa, abbiamo una sfida: capire perché migliaia di europei aderiscono a questa chiamata?”.

Ma al momento di entrare in sala, alcuni giornalisti scoprono che non c’è posto per loro. Malgrado le sedie riservate, malgrado lo spazio riservato ai giornalisti che dovevano seguire l’incontro per parlarne sui loro giornali, alcuni cronisti sono rimasti fuori perché hanno trovato i loro posti occupati.

Silvio Schembri

Silvio Schembri

Nel momento di massima sicurezza, di controllo ferreo, di pericoli per l’incolumità personale del ministro e di molti altri esponenti presenti al teatro Pirandello, qualcuno aveva occupato le file dei giornalisti, spacciandosi per qualcun altro. E’ quello che racconta Silvio Schembri, direttore di Agrigentonotizie.it, in una mail mandata oggi a molti colleghi giornalisti di tutte le testate.

”Ieri non ho potuto assistere alla presentazione del libro del ministro Alfano. Premetto che ero lì per lavoro. Non ditemi che la premessa è scontata, perché a mio avviso è necessaria – scrive Schembri –  Non ho potuto assistere alla presentazione del libro perché non c’erano posti liberi. Scandalo!, direte, pensando che non siano stati riservati posti alla stampa. E invece no. Il problema qui è un altro: i posti c’erano, ma erano occupati da sconosciuti”.

Ma chi erano gli sconosciuti che sono riusciti a infiltrarsi al teatro Pirandello, sotto gli occhi di un ingente apparato di sicurezza?

“Erano fidanzate, parenti e amici di colleghi – spiega Schembri –  E alla mia richiesta di liberare un posto, ho ricevuto semplicemente una stretta di spalle da qualcuno. Nient’altro. Ora, posso capire l’interesse di far partecipare la famiglia all’evento di un importante uomo politico come Alfano; comprendo (ma non condivido) anche il desiderio di ostentare l’autorità da “GIORNALISTA”. Ma santi uomini: vedete che ci sono problemi di posti, siete coscienti di aver occupato sedie riservati ai colleghi e allargate le braccia dopo aver visto che cercavo un posto?”

La rabbia divertita di Schembri prosegue con il racconto del backstage della serata: “L’unica a parlare è stata Concetta Rizzo, che ha ricevuto un secco no da parte della compagna (o moglie, non so) di un “fotografo” (ammetto che per un attimo ho temuto per l’incolumità della donna). Ho sorriso e sono andato via. Fortunatamente la collaborazione di alcuni colleghi, anche loro lì per lavoro, mi ha permesso di seguire l’evento “a distanza” (e anche di risparmiarmi due ore di sabato pomeriggio dentro il teatro). Ma – credetemi – ieri ho provato un po’ di vergogna per il fatto di essere un “collega”.

La conclusione di Schembri è un consiglio: “Ps. Per i prossimi eventi, a mio avviso, sarebbe meglio fare una telefonata alla segreteria del ministro. Magari riservano una intera fila con il vostro nome e cognome. Non è meraviglioso???”.

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