Adele e Gino, è una lunga storia

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Cinquant’anni di “occhi che si cercano”

5 settembre 1970, Adele Terrana e Gino Sardo nel giorno del loro matrimonio

La letteratura e il cinema snobbano gli amori felici e confortevoli. Un rapporto stabile passa inosservato al filtro dell’artista; appare noioso perché non ha scarti, è privo di colpi di scena,  è senza colpi di testa. Ispirano di più le vicende tribolate, le tresche, i tradimenti,  i divorzi  guerreggiati, le liasons pericolose, i desideri cupi e impervi.   Cambiando prospettiva, si potrebbe ragionare sul fatto che gli amori felici e duraturi sono rari e preziosi; perciò difficili da trovare e impossibili da narrare. Servirebbe talento, molto talento, per raccontare la vampa sacra e misteriosa che tiene in vita l’avventura infinita di una coppia. Quel rogo del sentimento che serve a smentire, sia pure raramente, la frase del Principe di Salina ne Il Gattopardo, secondo cui l’amore è «fuoco e fiamme per un anno, cenere per trenta». Una convinzione suffragata dall’esperienza, nel suo caso, come in quello di vasta parte dell’umanità. Così si spiegano i tanti matrimoni che raggiungono traguardi importanti, ma senza febbre e braci luccicanti; avvolti nella cenere, spenti. Insomma, questo per dire che scrittori e registi guardano altrove. La felicità della coppia esclude gli altri, serve a sé stessa, agli occhi estranei appare è noiosa.

Sappiamo molto degli affetti disordinati e delle relazioni contrastate. Manca invece un repertorio o un catalogo delle storie quiete e appagate, scompaiono con i protagonisti.  Gli amori di questo calibro forse sono gelosi del segreto che custodiscono. Non svelano a nessuno il meccanismo che una volta caricato non si ferma più, dando vita a un viaggio coniugale esaltante. Uno di questi, forse, lo abbiamo individuato.

Anni Sessanta. C’è una ragazzina di Grotte, magra, elegante, studiosa, con l’aria trasognata. Porta i capelli corti. Ha l’aria da francese svagata, distaccata, consapevole di sé. Di bella è bella. Per avere un’idea, somiglia a Jane Seberg, l’attrice icona della Nouvelle Vague proprio in quegli anni. Facile entrare nella testa di un giovanotto del paese vicino, Racalmuto. Lui la nota e non la perderà di vista, mai più. Si chiama Adele la donna che ben presto diventa punto di riferimento di Gino (un felice nome italiano ormai desueto).

Arriva il tempo in cui, per continuare a studiare, bisogna prendere  la littorina e andare ad Agrigento. Per avvicinarla, come per caso,  lui  e i suoi amici montano tutta un’architettura della seduzione degna di figurare nella sceneggiatura di un film di Mario Monicelli o di Dino Risi. Sul «treno dei desideri» raduna tutti i conoscenti che può e gli fa occupare tutti i posti a sedere liberi del vagone. Il tragitto fra Racalmuto e Grotte dura come un sospiro, quindi bisogna fare in fretta e sperare che il vagone sia quello giusto, quello cioè dove Adele sceglierà di salire. Gli amori destinati a  funzionare sono fortunati: lei sale proprio su quella vettura. Uno si alza e le fa posto. La poltrona che si libera, guarda un po’, è quella accanto a lui, al trepidante Gino. Comincia così, «parlando piano tra noi due», una storia che dal 1961 dura fino a oggi. L’appuntamento sul convoglio che dondola e sbuffa diventa lo scenario naturale di un sentimento che si consolida subito. Gli scossoni sulle rotaie favoriscono quelle «labbra che si guardano», le «gambe che si sfiorano», le «tentazioni che si parlano» cantate magnificamente da Paolo Conte. E sarà così per generazioni di ragazzi e ragazze che su quei 20 chilometri traballanti hanno sognato le loro vite insieme, giurandosi amore eterno. Finché è durato, però. Molti hanno deragliato, pochissimi hanno continuato sullo stesso binario.

Insieme, Adele e Gino, hanno attraversato la storia di un’Italia che non c’è più. Condividendo colonne sonore della loro  fresca gioventù cantate da Sergio Endrigo, Peppino Di Capri, Connie Francis, Peppino Gagliardi, Gino Paoli, Nico Fidenco. Artisti che allora spopolavano ed erano avidamente ascoltati dall’italietta che stava abbandonando la sua aria spensierata. Erano gli anni in cui  si consolidava il gusto per il cinema: la nostra  coppia ha nutrito attenzione, dedizione, conoscenza e un amore che – come il loro – coltivano ancora oggi. La  folgorazione per il grande schermo ha avuto i volti di Omar Sharif, Julie Christie, Geraldine Chaplin, Alec Guinness e Rod Steiger… che nel 1965  interpretarono Il dottor Zivago, diretto da David Lean e premiato nel ’66 con cinque premi Oscar.

Passano gli anni. Adele prende il diploma al magistrale. Gino diventa ragioniere. Poi lei prosegue all’università. Si laurea in Lingue e insegnerà a lungo alle medie. Lui, dopo un intermezzo romano, entra alle Poste. Fa carriera e diventa direttore di filiale, equilibrato e gentile. Ha l’aria di quei siciliani che parlano poco (perciò un po’ enigmatici), intelligenti, con la piega ironica delle labbra e  un marcato distacco verso le cose del mondo.

Si sposano nel 1970, il 5 settembre, nella cattedrale di Catania,  e scelgono di vivere a Racalmuto, dove crescono due figli. Conducono un’esistenza che riserva felicità, amarezze, curve e salite e che somiglia in fondo alle vite di tutti. Ma tutto è più lieve se il peso viene portato da un’incrollabile alleanza d’amore. Il 2020 è l’anno delle loro nozze d’oro. Mezzo secolo volato via fra intesa e passione, cinquant’anni di «occhi che si cercano», dieci lustri di lussureggiante emozione.

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Ad Adele Terrana e Gino Sardo gli auguri di tutta la famiglia di Malgrado tutto

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12 Responses to Adele e Gino, è una lunga storia

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    Salvatore Rispondi

    05/09/2020 a 9:03

    Tantissimi auguri ad Adele e Gino!
    Bravo Egidio per averci fatto rivivere la nostra Vita di di giovani studenti pendolari!

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    Ignazio Enrico Marchese Rispondi

    05/09/2020 a 10:08

    Un affresco di rara bellezza, un elzeviro in onore di due splendide persone che sono nel cuore di tutti i racalmutesi, e non solo, e che con i loro passi delicati e leggeri, insieme, continuano a viaggiare in questo sogno che si chiama VITA. Rivolgo a voi cari amici, Adele e Gino, mille veri e affettuosi auguri, e un grazie per tutto quello che, nell’eleganza silenziosa che vi contraddistingue, avete trasmesso a tutti i vostri amici. Auguri.

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    Michele Terrana Rispondi

    05/09/2020 a 11:40

    Egidio, mi hai fatto rivivere, riandando alle nozze d’oro di Adele e Gino, uno squarcio della ormai non mia facile esistenza. Ti sono grato per Adele e Gino,ma anche per me stesso.

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    Giusy Salemi Rispondi

    05/09/2020 a 14:25

    Tantissimi auguri alla cara prof Adele ed al sig Sardo,per aver raggiunto questo bellissimo e importante traguardo !!!

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    valeria.iannuzzo@libero.it Rispondi

    05/09/2020 a 14:56

    Cara Adele, non so quanti auguri o regali tu abbia ricevuto oggi. Credo che il più grande te lo abbia fatto Giancarlo Macaluso. Poche storie d’amore meritano la sua penna. Mi sono immersa nelle sue parole, ritrovando in ogni passo la vostra essenza. Siete l’esempio del vero amore, quello fatto di sacrificio, impegno, costanza, passione. Siete autenticamente veri. Auguri di cuore per i vostri cinquant’anni trascorsi insieme e per i prossimi da condividere nel futuro. Un grande abbraccio, Valeria Iannuzzo

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    Mimì Rispondi

    05/09/2020 a 15:17

    Auguri infiniti con tutto il mio cuore

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    Federico Rispondi

    05/09/2020 a 16:02

    Auguri sinceri ad Adele e Gino che per 10 lustri “hanno viaggiato sempre sullo stesso binario”, nel bene e nel male. Un esempio di vero amore che in realtà non passerà mai inosservato. Come inosservati non passeranno i figli e gli splendidi nipoti che,lungo il cammino, sono arrivati a render questo mondo ancor più bello e colmo di amore. Un’ impronta indelebile che questi super nonni hanno già lasciato!

    Federico V. da Roma

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    Salvatrice Cali Rispondi

    05/09/2020 a 17:08

    Cara Adele, che emozione rivederti. Quanto tempo è passato dalla nostra adolescenza, quando eravamo inseparabili. Vi faccio infiniti auguri per il vostro anniversario. Mi piacerebbe rivederti, ma siamo lontani. Più, mai dire mai. Ti abbraccio forte forte. Sia sempre felice con la tua famiglia. Salvina.

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    Daniela Romeo Rispondi

    05/09/2020 a 18:05

    Oggi è il mio anniversario, io Daniela e mio marito Gino…anche lui!!!…sposati nel 91…il 5 settembre…29 anni insieme, anche noi attraverso una vita..Auguri. ..siete un esempio.

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    Carmela Casuccio Rispondi

    05/09/2020 a 20:10

    Stasera davanti al sacerdote Adele e Gino nella vostra semplicità mi avete fatto emozionare, come non mi succedeva da tempo. Auguri, bella coppia oggi come ieri.

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    Giovanni Rispondi

    05/09/2020 a 20:23

    Tanti cari auguri a Gino e Adele, un racconto bello, e per noi (Giovanni e Angela) molto coinvolgente per le molte coincidenze! Angela ed io ci conosciamo nel ’62 e nel ’71 convoliamo a nozze, un amore vero, intenso, duraturo, allietato dalla nascita di tre figlie, e l’anno prossimo….nozze d’oro!!!

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    Calogero Bellavia Rispondi

    05/09/2020 a 20:56

    Tanti auguri di ogni felicità. Ho rivissuto con molto piacere ed emozione gli anni della mia giovinezza e il ricordo di una bella amicizia con Gino.

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