A Comiso, per Gesualdo Bufalino

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Iniziate, nella città natale dello scrittore, le celebrazioni per il centenario della nascita. Presentato il suo libro Favola del Castello senza tempo, con la prefazione di Nadia Terranova: “Le uniche sue pagine dedicate ai ragazzi”.

Comiso, Fondazione Gesualdo Bufalino

Cent’anni dalla nascita di Gesualdo Bufalino. A Comiso, la città dove è nato e vissuto, lo ricorderà con una serie di iniziative organizzate dalla Fondazione a lui dedicata. L’8 ottobre scorso, nella sede della Fondazione, in piazza delle Erbe, il presidente dell’importante istituzione culturale, Pippo Di Giacomo, alla presenza di Nunzio Zago, direttore scientifico della Fondazione, ha illustrato le manifestazioni che culmineranno il 15 novembre, data del centenario di Bufalino.

Giovedì scorso, nell’ambito delgli eventi di “A tutto volume”, è stato presentato il libro di Bufalino, fresco di stampa, Favola del Castello senza tempo (Bompiani) che contiene la prefazione della scrittrice Nadia Terranova e le illustrazioni di Lucia Scuderi.

Un momento dell’incontro

A parlarne la stessa Terranova con l’illustratrice e Beatrice Masini della casa editrice Bompiani. “Mi sono innamorata della Favola – ha detto Nadia Terranova – in questo luogo. È l’unico libro di Bufalino dedicato ai ragazzi. Il mio rapporto con questo grande scrittore inizia con la prima edizione di Argo il cieco, ed essere qui, aver fatto la prefazione ad un suo libro, mi sembra un sogno”.

Alla manifestazione ha partecipato anche lo scrittore Roberto Alajmo che ha ricordato Bufalino affabulatore: “La sua cultura lo rendeva brillante e simpatico. Ho conosciuto Bufalino a Grotte, al premio Racalmare. C’erano anche Leonardo Sciascia e Vincenzo Consolo. Siamo stati alla Noce, a Racalmuto. Lì è nato il mio contagio letterario con questi grandi autori”.

Intervenuto in diretta streaming anche lo scrittore Fabio Stassi: “Per me Diceria dell’untore fu veramente la scoperta della letteratura, una vera esplosione. Bufalino è la musicalità in letteratura. Vedo nei suoi libri lo scialo degli aggettivi. Ma il Bufalino che amo di più è quello della memoria. Ci senti dentro tutto il sentimento. E poi la sua Sicilia, le sue cento Sicilie”.

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