107 Anni! Racalmuto festeggia la signora Eleonora Campanella

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Nata il 2 marzo 1913, è tra le donne siciliane più longeve. Gli auguri del suo paese

107 anni e non sentirli. Assaggia i taralli di Racalmuto, sorride, ringrazia tutti. Segue la messa e canta pure. Eccola la nonnina di Racalmuto, anzi no, della Sicilia. Perché con i suoi 107 anni Eleonora Campanella sicuramente fa parte dell’albo d’oro dei mille supercentenari che in Italia hanno superato i 105 anni, molti dei quali proprio siciliani. È nata a Racalmuto, Regno d’Italia, il 2 marzo del 1913. Viene quasi difficile persino scriverlo. 1913. Due giorni dopo la sua nascita in America inizia la presidenza di Wilson. Pio X sedeva sulla Cattedra di Pietro. Un ancora giovane Pirandello pubblica I vecchi e i giovani. In Sicilia già si corre per la Targa Florio. E a Racalmuto il sale e lo zolfo sono fonte di economia e ricchezza, ma anche di grandi lutti e tragedie.

Nel 1913 in paese un notaio stampava la rivistaVita e Arte”, dedicata alle Lettere, alle Scienze, alle Arti. Il teatro, costruito trent’anni prima, proprio in quella primavera, ospitava la Compagnia del grande artista Giovanni Grasso i cui spettacoli sono passati alla storia come “trionfi indimenticabili”. E già si faceva il celebre Mortorio. Era sindaco Pasquale Mantia – a firmare il suo ‘atto di nascita’ il segretario Salvatore Scibetta – rimasto però fino a settembre. Mantia si ritirò “nauseato della corruzione dell’elettorato, che pressava per piegarlo al male”, scrive Eugenio Napoleone Messana. Chi va e chi viene. Facevano ingresso nella politica del paese, in quel lontano 1913, i Macaluso, la famiglia del generale Egidio per intenderci.

Arriva la guerra del ‘15-‘18, lei ancora una bambina. Racalmuto perde più di duecento uomini sul campo. Quando ha sei anni Eleonora Campanella supera un periodo assai difficile. Il vaiuolo fece numerose vittime. La terribile epidemia è arrivata anche qui, nel cuore della Sicilia, in questo paese che allora contava più di diecimila anime. Poi la dittatura, il fascismo. Passò Mussolini dalla Stazione e lei c’era. Le parate dell’Opera Nazionale Balilla, le giovani come Eleonora seguite dalla maestra Pierina Taibi. Educazione e rigore. Tra i suoi ricordi, sicuramente, l’incoronazione della Madonna del Monte: nel giugno del 1938 aveva 25 anni. Nel fior fiore della giovinezza.

Conosce e sposa Salvatore Mattina, marito rubato presto dalla seconda guerra mondiale, morto nel 1943. A trent’anni cresce i suoi tre figli sola. E lei, casalinga, sempre devota alla Madonna, non si abbatte. Nel 2013 ha festeggiato cent’anni, circondata dall’affetto di tutta la Comunità.  La storia è passata sotto i suoi occhi, un po’ stanchi ma ancora brillanti ed energici. E oggi, a 107 anni, è ancora autonoma e mangia di tutto. Ieri ha gustato le lasagne con figlia, nipoti e pronipoti. Due dei suoi figli, perdinci, sono rimasti bloccati al nord, per effetto del Coronavirus. Tornano ogni anno per festeggiare la mamma ultracentenaria. Ma la famiglia unita – 9 nipoti, 13 pronipoti – la coccola ogni giorno come ha fatto lei in tanti, tanti, tanti anni.

Nel giorno del suo compleanno in chiesa è arrivata puntuale. Si guarda attorno, fissa l’altare della Madonna del Carmelo. Indossa, doverosamente, lo scapolare del Terz’Ordine dei Carmelitani. Il paese è qui. C’è il sindaco Vincenzo Maniglia. Ci sono i tre sacerdoti rimasti, l’arciprete Don Diego Martorana, i parroci Don Angelo Martorana e Don Luigi Mattina. Una pergamena e un mazzo di fiori. “Una donna sapiente – ha detto l’arciprete – una sapienza i cui ingredienti principali sono l’amore e la preghiera”. “È lei la prima cittadina di Racalmuto”, ha aggiunto il sindaco Maniglia accompagnato dall’assessore Maria Cristina Iacono. Eleonora Campanella ringrazia. E non dice no se le offrono ancora un altro tipico tarallo.

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