Voglia matta di tatuaggio. Ma ne vale la pena?

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Tutti i rischi, a volte anche fatali, di una tecnica di decorazione del corpo molto diffusa.

tatuaggio 1Il tatuaggio (dal polinesiano tatau) è una tecnica di decorazione corporale dell’uomo e consiste nella incisione della pelle attraverso l’utilizzazione di sostanze che ritardano la cicatrizzazione, oppure l’introduzione di sostanze coloranti nelle ferite eseguite sulla pelle attraverso punture.

Il tatuaggio è una modificazione permanente del corpo umano, nonchè un’espressione di culture sia antiche che contemporanee e diviene, alle volte, la seconda carta d’identita’ dell’individuo, sia giovane che adulto. Nel medioevo i tatuaggi, venivano utilizzati per esaltare il credo religioso e difatti era usanza dei pellegrini tatuarsi con simboli religiosi che rappresentavano i vari santuari visitati.

Nella zona europea era diffuso tatuarsi fra le classi aristocratiche, ricordiamo fra i celebri: Winston Churchill e lo zar Nicola II. Sono esistiti anche i “tatuaggi terapeutici”, per esempio sulla mummia del Similaun i cui resti sono stati ritrovati nel 1992 sulla alpi italiane (nei ghiacciai): mummia di Oetzi risalente al 3300 a.C.

In Italia  dalla fine degli anni “60, inizio anni “70, la cultura del tatuaggio ha conosciuto grande diffusione, prima tra gli hippy e fra i motociclisti, fino a coinvolgere qualunque strato soiciale e ogni fascia d’età. Esistono vari tipi di tatuaggio: all’ “hennè”: non permanente (è solo un impasto sulla pelle); il “tatuaggio solare”: composto foto-impermeabile che ha la caratteristica di apparire chiaro quando la pelle si abbronza ed infine il tatuaggio ad “ago”. La tecnica americana, oramai occidentalizzata,  per effettuare il tatuaggio ad ago, ricorre alla macchinetta elettrica ad aghi, che causa sulllampelle nella zona interessata dalla decorazione, senso di calore e vibrazioni non particolarmente dolorose. Ovviamente il dolore sopraggiunge quando la scelta della zona corporea da tatuare è ricca di recettori del dolore. Anche la fuoriuscita di sangue, non abbondante, è inevitabile durante le tecniche che prevedono incisioni indelebili.

tatuaggio 2I tatuaggi, a parte un normale scolorimento nel corso degli anni, non provocano effetti collaterali, a parte la possibilità di reazioni allergiche nei confronti del colorante usato. Ma qual è la regola primordiale da non trascurare quando si va ad effettuare un tatuaggio? Accertarsi  anzitutto, che l’ambiente di lavoro sia igienicamente  adatto e che gli aghi usati siano assolutamente mono-uso, che l’operatore sia specializzato in tal senso, che le strumentazioni non siano danneggiate perchè i rischi ci sono e anche gravi addirittura fatali. In quanti siamo i fortunati che all’età di tre mesi dopo le vaccinazione obbligatorie non hanno subìto alcun danno? Beh, qualche neonato non lo è stato e questo può anche accadere attraverso le incisioni per tatuare parti del nostro corpo.

Esiste il rischio di contrarre l’epatite B ( anche se oggi molti giovani sono vaccinati contro il virus di questa malattia), il rischio per l’epatite C, il tetano, l’AIDS, la lebbra e le infezioni cutanee da stafiliococco. Di fatto, è stata rilevata una correlazione statistica tra esecuzione di tatuaggio e comparsa di “pseudolinfomi”. Questo può accadere perchè nel contesto delle sostanze colorate utilizzate vi è per esempio la “O-TOLUIDINA, composto appartenente alle amine aromatiche aventi proprietà carcinogenetiche. Ma un temibile rischio per la salute e la vita  quando si decide di tatuare la pelle del corpo, è lo “shock anafilattico” nei soggetti ipersensibili. Oppure, casi (per fortuna rari ma possibili) di rigetto dell’inchiostro, con conseguente danno estetico irreversibile, corregibile solo chirurgicamente.

Le reazioni allergiche sono soprattutto legate alla presenza di determinate sostanze allergizzanti o tossiche per l’ organismo presenti nei composti utilizzati per la colorazione; per esempio, per il colore rosso, che contiene “cinabro” che è un composto del mercurio ed anche sostanze presenti nel colore verde.

piercyngLa pelle, a seguito di suddette reazioni allergiche, si gonfia  con prurito e formazione di pus. Allla stessa stregua del tatuaggio, va molto di moda fra i ragazzi il “pearcing” come espressione di distinzione e bellezza estetica anche se, mi permetto di aggiungere, ai nostri tempi, non è esclusività di originalità ma espressione di conformismo, esattamente il contrario di quello che dovrebbe essere.

Anche qui i rischi per materiale non bene sterilizzato o adeguato sono gli stessi per il  tatuaggio e aggiungo il papillomavirus fra le infezioni. Il piercing sulla lingua, specie se fatto da persone che non hanno molta esperienza, può causare sanguinamenti protratti, perdita del gusto, della sensibilità, problemi di masticazione e di linguaggio. Il gonfiore della lingua può durare più di 4 mesi.

A seguito del piercyng sulla lingua si possono scatenare allergie al nichel, rischi di asfissia per ingestione dell’anello, danni ai denti ed alle gengive.  Le infezioni possono essere così gravi da richiedere rimoizione di tessuto linguale necrotico tramite interventi chirurgici e questo tipo di conseguenza può verificarsi pure sugli organi genitali. Le cicatrici  che ne seguirebbero potrebbero  essere esteticamente inguardabili anche perchè il processo di guarigione potrebbe dare la formazione del “cheloide”.

Pertanto vi consiglio: affidatevi, se proprio non si può fare a meno del piacere di avere un tatuaggio o del piercyng, a persone che abbiano buona esperienza. Un tatuatore ha il compito di iscrivere indelebilmente un disegno o una scritta sul corpo del proprio cliente, per cui deve essere scrupoloso, un bravo professionista e attento a tutti gli accorgimenti severi di steriilizzazioine e igiene nell’ambiente di lavoro. Deve essere bravo anche a capire le motivazioni che hanno spinto il cliente a queste scelte, in modo da evitare  pentimenti o anche reazioni avverse al piacere per una decorazione che una volta fatta non andrà più via ( poi si può solo intervenire chirurgicamente o attraverso il laser).

Gli errori da parte del tatuatore, sono considerati: “lesioni personali”, non dimentichiamolo. La guarigione per un tatuaggio consiste, nella norma, nell’applicazione di un bendaggio da rimuovere per risciacquarsi dopo 2-3 ore dall’incisione sulla pelle. Sciacquare bene con sapone neutro la pelle per rimuovere l’eccesso di colore e poi applicare pomate lenituive e protettive. Il tatuaggio lavato quotidianamente guarisce, nella norma, dopo 20-30 giorni.

tatuaggio 3Che dire ai ragazzi? Non posso criticare le vostre scelte in tal senso ( io per esempio  ho due tatuaggi e 9 cerchietti sul lobo di un orecchio) ma certi eccessi, da medico, ho il dovere di attenzionarli e mi riferisco per esempio  ai pearcyng sui capezzoili, sul glande, sulla lingua. Siicuramente  tali peracyng non esaltano il lato estetico indiscriminatamene “visibile” a tutti, considerata l’intimità delle parti interessate; ma se il tatuaggio o il percyng è solo un abbellimento per compiacerci personalmente (a parte il dolore che alle volte comporta), perchè ad esempio, attraverso il pearcyng, procurarsi impedimenti e fastidi nella vita pratica (e non dimentichiamo i rischi sopra citati a seguito di suddette applicazioni) ?

Molti di noi criticano le tribù africane che si adoperano con metodiche di ago-puntura cruente finalizzate al decoro del corpo e soddisfacenti culture e religiosità. Ma noi, se davvero siamo quelli “emancipati”, abituati  cioè ad una vita comoda e agevolata, perchè limitarci volutamente nel normale svolgimento delle attitudini quotidiane della nostra vita come lavarsi, vestirsi, o altro?

E mi riferisco soprattutto ai pearcyng “scomodi”.

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One Response to Voglia matta di tatuaggio. Ma ne vale la pena?

  1. Carlo Barbieri Rispondi

    13 agosto 2014 a 22:15

    Se ne vale la pena? Mah, vedo la foto della ragazza – diciamo… “di spalle”- e direi di che no, non ne vale la pena. Almeno dal punto di vista dello spettatore: è come andare al cinema e trovarsi davanti uno che non ti fa vedere niente.

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