Verso le elezioni. Ippolito: “Ecco perché ho scelto Ingroia”

|




“Senza moralità non si va da nessuna parte”. Mariella Ippolito, farmacista, candidata alla Camera nella lista Rivoluzione Civile, spiega così la sua scelta. Il suo motto: “Una piccola scintilla può provocare un grande incendio”

Mariella IppolitoMariella Ippolito, 53 anni, di Cattolica Eraclea, è candidata alla Camera dei Deputati nella lista di Rivoluzione Civile di Antonio Ingroia. Sposata, due figli, è farmacista e vive a Milena.

È responsabile delle farmacie rurali della provincia di Caltanissetta e presidente dell’Ordine dei Farmacisti nisseno, al suo secondo mandato. Non ha mai fatto politica e, prima d’ora, non ha aderito ad alcun partito.

 

 

-A che cosa deve la sua candidatura?
“Antonio Ingroia personalmente mi ha offerto questa opportunità ed ho subito accettato, perché oltre ad essere una donna che lavora, sono una madre, una moglie, una donna normale, una cittadina, una persona che si rende conto della situazione drammatica che stiamo vivendo e la tocca con mano ogni giorno: una condizione che si è venuta a creare nel Paese a causa della cattiva politica”.
-Come ha conosciuto Ingroia?
“Ci siamo conosciuti per caso; parlando ci siamo intesi subito e ne vado orgogliosa. Molti mi dicono: te ne sei andata con i perdenti, in un partito che non andrà da nessuna parte. Io rispondo che a me interessa stare dalla parte giusta, quella della buona politica e delle persone per bene. Non è un movimento che promette di tagliare milioni di euro per impiegarli da un’altra parte o che fa giochi di prestigio. Rivoluzione Civile ha un principio fondamentale: l’etica della politica. Con una base come questa tutto può portare ad un benessere collettivo. Senza moralità non si va da nessuna parte”.
-Crede davvero che sia necessaria una Rivoluzione civile? E in che senso?
“Certo; credo che bisogna invertire la direzione verso cui va attualmente la politica e cambiare rotta completamente, quasi come una conversione cristiana. La direzione attuale è sbagliata”.
-Secondo gli ultimi sondaggi pare che stiate correndo il rischio di superare lo sbarramento del 4%. Non ritenete di danneggiare il centrosinistra, in questa campagna elettorale, e di favorire il centrodestra?
“Centrosinistra, centrodestra, oggi sono soltanto parole. Quando Bersani valuta un’alleanza con Monti e Vendola di andare con Fini, i vecchi concetti di Sinistra o di Destra perdono di significato. Sono solo parole, come quelle che propinano i politici continuamente, tentando di calarsi sotto spoglie camaleontiche. Ecco perché invece credo nel movimento di Ingroia e non m’interessa quale sarà il risultato elettorale, ma l’importante è che ci sia”.
-Nel caso di vittoria del Centrosinistra e di una vostra affermazione, sosterreste un Governo Pd-Monti?
“Con Monti mai. La battaglia di Ingroia contro il Montismo è fondamentale. Non vogliamo questa collusione tra Politica e Finanza, né consegnare il Paese in mano alla Finanza internazionale capeggiata da Mario Monti”.
-Il ruolo dei magistrati in politica. Qual è la sua opinione?
“La mia opinione è che in questo periodo di emergenza democratica è necessario che persone di legge, rette, che hanno dimostrato alla società di essere per bene intervengano in politica: credo sia un fatto eccezionale determinato dalle circostanze. Siamo stanchi di essere governati da persone apparentemente coerenti, che in realtà fanno solo i propri interessi e non quelli della gente comune, della gente che muore di fame, o che si vede costretta al suicidio perché non ha più un lavoro. Quanti ne abbiamo contati durante il Governo Monti? Abbiamo davvero toccato il fondo. Il dio denaro è l’unico dio a cui obbediscono i politici. I diritti dei più deboli sono in ogni momento calpestati. Le famiglie non riescono più a pagare le bollette, cinquantenni col mutuo da pagare e una famiglia a carico vengono licenziati e non sanno più che cosa fare. Oggi il vero allarme sociale non è determinato dai giovani senza lavoro, che rimangono in famiglia, ma dai loro genitori che adesso sono disoccupati e non hanno un futuro, né per sé, né per i loro figli. Come fanno i politici a rimanere indifferenti al grido di dolore che si alza dall’Italia”
– E a chi sostiene che è inquietante che ci siano in Italia politici-magistrati, che hanno avuto affidate inchieste importanti dagli indubbi risvolti politici, che cosa replica?
“Ingroia non è il primo magistrato in politica: penso a Grasso, alla Finocchiaro. Penso che qualcuno dovrebbe guardare nei loro armadi. Ingroia lo ha detto chiaramente: non tornerà ad occuparsi delle inchieste che aveva in corso, per un problema etico. Se dovesse tornare in magistratura, si occuperà d’altro”.
– Oltre agli ideali di giustizia, di legalità, di lotta ai privilegi, quali sono i valori di Rivoluzione civile che lei sente di proporre anche agli elettori siciliani?
“Prima di tutto due diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione: il diritto al lavoro, che è ormai considerato un privilegio; e il diritto alla salute. In quest’ultimo caso, mi riferisco sia all’accesso alle cure in ospedale, in tempi brevi e non gravate da ticket, sia all’acquisto dei farmaci. Ingroia ha fatto una proposta: i farmaci a carico del cittadino, cosiddetti di fascia C, siano gratuiti per i pensionati con reddito minimo, per i disoccupati e i disabili”.
– Quale sarà, a suo modo di vedere, lo scenario all’indomani del voto?
“Di grande confusione e incertezza. Probabilmente, trascorsi sei mesi, si tornerà a votare, andando incontro ad una crisi ancora più grave: la gente è depressa, avvilita, senza speranza. Sono molto preoccupata per quel che succederà e la colpa è di questo sistema elettorale”.
– Come il Movimento 5 Stelle di Grillo, anche Rivoluzione civile è una risposta al malcontento della gente e alla totale disaffezione degli elettori nei confronti dei partiti politici tradizionali e propone ugualmente un cambiamento radicale del modo di fare politica. Che cosa, secondo lei, vi distingue profondamente da Grillo e i suoi sostenitori?
“Sono d’accordo su moltissimi punti con il movimento di Grillo, che è di protesta e alternativo a Berlusconi e Monti. La differenza tra noi e loro consiste nel fatto che il M5S è di critica e scarsamente propositivo. Rivoluzione Civile ha un programma chiaro, che si ispira alla Costituzione. Affronta dieci punti programmatici. E poi, personalmente, io mi fido più di un magistrato che di un comico”.
– Quale sarà il futuro di Rivoluzione Civile all’indomani del voto?
“Rivoluzione Civile, essendo fondato nella sua struttura soprattutto da persone che vengono dalla società civile non si fermerà e continuerà ad esistere, proseguendo la sua battaglia di moralizzazione. Ho un motto: una piccola scintilla, può provocare un grande incendio”.

Anna Maria Scicolone

Altri articoli della stessa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *