Verso le elezioni. E’ un giovane avvocato di Favara il volto nuovo dell’Udc agrigentina

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Adriano Barba, 29 anni, candidato alle politiche, confessa ad Anna Maria Scicolone che la sua elezione sarà difficile, ma dichiara nello stesso tempo che sta “infondendo in questa campagna elettorale la medesima passione di un candidato di prima linea”. E aggiunge: “Sono d’accordo con Monti: l’avversario da battere è Berlusconi”

altAdriano Barba, 29 anni, avvocato, è candidato alla Camera nella lista dell’Udc. Milita nel partito da oltre 12 anni. Ha cominciato ad interessarsi di politica sin dal Liceo classico, quando è stato eletto presidente della Consulta provinciale studentesca ad Agrigento. Ha studiato all’Università di Tor Vergata a Roma ed è entrato nel Dipartimento Scuola del Direttivo nazionale giovanile dell’Udc. Ha preso parte al Congresso nazionale dei giovani Udc e subito dopo è stato eletto nel Senato accademico negli anni 2006/2007. È entrato a far parte della Direzione nazionale di Unicentro, movimento universitario vicino all’Udc. Una volta laureato è stato chiamato a far parte del direttivo regionale dei Giovani Udc ed è oggi ordinatore cittadino dell’Udc del suo Comune, Favara.

 

 

Com’è arrivata questa candidatura?
“Il partito mi ha chiesto di dare la disponibilità e visto che sono sempre pronto e al servizio del progetto politico dell’Udc ho accettato”.
Quali chance ha di essere eletto?
“È praticamente molto difficile, ma sto infondendo in questa campagna elettorale lo stesso impegno e la medesima passione che avrei avuto se fossi stato un candidato di prima linea”
Che cosa si aspetta secondo lei l’elettore agrigentino e siciliano oggi da un candidato e da un futuro deputato?
“Oggi l’elettorato credo che sia abbastanza maturo, tanto da volersi scrollare di dosso le logiche clientelari. Comunque si aspetta che un deputato la smetta di bivaccare tra i banchi parlamentari senza produrre granché. Ritengo che si debba invece recuperare il rapporto con il territorio per dare risposte alle esigenze dei cittadini”.
Quante probabilità che Monti possa varare il suo secondo Governo?
“L’Udc ha continuato a sostenere Monti per un progetto politico ambizioso che mira a governare il Paese. Qualora i sondaggi siano veritieri, all’indomani delle elezioni l’Udc dovrà fare una scelta. Casini e Cesa si porranno in una posizione di responsabilità rispetto alle difficoltà oggettive che sta attraversando l’Italia e in merito alle strategie da portare avanti per il bene del Paese. Messo da parte il rigore di questi mesi, così come previsto dall’Agenda Monti, riteniamo che si possa oggi guardare con più serenità alla crescita e all’occupazione giovanile”.
Monti ha dichiarato a Sky di essere un rivoluzionario; che cosa intendeva secondo lei?
“Non ho seguito l’intervista, ma da qual che ho appreso un fatto è emerso in modo chiaro: l’avversario da battere è Berlusconi. Non posso che concordare”.
Questa legge elettorale è stata definita da anni un “porcellum” attuato a danno della democrazia e degli elettori che non sono liberi di scegliere i candidati. Perché non si è riusciti a cambiarla?
“Io la definisco una legge elettorale squallida e non all’altezza di una democrazia come quella italiana. L’Udc, anche con propria proposta di legge, ha sostenuto la reintroduzione delle preferenze più di altri partiti politici. Anche altri, come il Pd, hanno manifestato simili intendimenti, ma non con reali proposte e non in modo serio e convinto. In sostanza si sono dimostrati contrari ad una modifica dell’attuale legge. Ben venga, invece, una nuova legge elettorale, altrimenti la nostra sarà ancora a lungo una democrazia malata”.
La presenza di Berlusconi sui media continua a far guadagnare punti alla coalizione di centrodestra. Come giudichi questo fenomeno?
“Berlusconi è un grande comunicatore e andando in tv suscita le simpatie dell’elettorato di Centrodestra. Ma al di là delle sue dichiarazioni, del suo essere affabulatore, bisogna riflettere sul fatto che con lui, con le sue politiche di Governo siamo andati a sbattere”.
Il fisco sta ponendo sotto la lente di ingrandimento i cittadini. Occorre ridosare le imposte in base al reddito e ai beni immobili? Si riuscirà a fare pagare di più chi ha di più?
“L’Agenda Monti prevede una redistribuzione della pressione fiscale. Non c’è altra strada percorribile: se l’Italia ha un merito è che per fortuna in questo Paese vivono molti ricchi. Una mini-patrimoniale basata sul reddito è necessaria per il futuro e lo sviluppo”.
Come giudica l’eventuale alleanza con il Pd di Bersani? E con Sel?
“Proseguiremmo in modo coerente un cammino: mi pare che anche il Pdl sia stato prima di questa campagna elettorale tra i principali sostenitori del Governo Monti. Credo che il percorso intrapreso tra moderati e progressisti nell’indirizzo di una politica economica credibile si possa ripercorrere. Quanto a Sel, sono contrario all’ipotesi di coinvolgimento dell’estrema Sinistra. Tuttavia sono convinto che un Governo guidato da Berlusconi ci porterebbe a sbattere, così come è già accaduto in passato. L’unica alleanza naturale sarà quella sui programmi”.
In Sicilia è in corso il ciclone di Crocetta, si assiste alla presenza all’Ars massiccia del Movimento 5 Stelle, ci saranno altrettante “sorprese” in Parlamento e al Governo del Paese?
“Crocetta è partito col piede giusto. Se in questi giorni ha ricevuto delle pesanti intimidazioni è il segno che è sulla buona strada. Il Governatore si è posto in maniera dirompente rispetto alle logiche lombardiane e sono certo che continuerà a far bene. Il Movimento 5 Stelle è un movimento di protesta che attira a sé un elettorato stanco dei partiti tradizionali. Ciò impone che questi stessi partiti ne prendano atto e facciano pulizia al loro interno con un metodo meritocratico, con volti nuovi, puntando sui giovani e sulle nuove energie, fondate sui valori e su una vera passione politica”.
I giovani e Casini: c’è da parte del leader di partito l’apertura a volti nuovi in seno all’Udc? Anche nel vostro partito ci sono o ci saranno figure di rottama tori, capaci di portare un reale rinnovamento in seno al partito?
“Io ritengo che il voto di opinione che ha portato Lillo Firetto all’Assemblea regionale siciliana, sia un esempio di come si stia puntando su volti nuovi, su figure dirompenti. Il fatto che io, da coordinatore cittadino di partito, mi trovi assieme a tanti altri giovani in lista, significa si sta puntando proprio su un rinnovamento. Non tutti potevano essere posti in lista in posizione utile per essere eletti, ma c’è Gianpiero Zinzi, coordinatore nazionale dei Giovani Udc, che è terzo della lista in Campania”.
Che ne pensa delle primarie?
“Ritengo che prima di fare le primarie il Pd avrebbe dovuto fare una battaglia seria per ritornare ad una legge elettorale che ripristinasse le preferenze. Non si può essere democratici puntando sulle primarie e contemporaneamente rimanere contrari alle preferenze”.
Gli sprechi che sono stati attuati dalla politica imporranno ancora tagli. Quali, secondo lei, i settori che non dovranno essere toccati e in cui non si dovrà assolutamente risparmiare?
“Sui fondi per le fasce deboli, sul sostegno all’imprenditoria giovanile e sulle politiche per l’occupazione”
Il finanziamento pubblico ai partiti. La volontà dei cittadini è stata stravolta dal Parlamento. Si dovrà fare un passo indietro?
“L’Udc è stata tra i pochi ad aprire una fase di trasparenza sui bilanci e a proporre di rivedere la legge sul finanziamento ai partiti. Quando si impongono sacrifici ai cittadini devono essere per prime le forze politiche e istituzionali a dare l’esempio”.

Anna Maria Scicolone

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