Unione Grotte-Racalmuto, Salvatore Filippo Vitello: “Insufficienti le risposte dei due candidati sindaco”

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Il Procuratore della Repubblica di Siena, originario di Grotte, sui due candidati, Dino Morreale e Alfonso Provvidenza, scrive: “Sono assolutamente convinto che ciascuno di loro ha il carisma, l’onestà e le capacità di un vero leader e questo, al di là dei risultati, è una ricchezza. Vi sono però alcune domande…”

Salvatore Filippo Vitello

Siamo in piena campagna elettorale. Occorre  scegliere la dirigenza politico-amministrativa del nostro paese. Ci troviamo di fronte a due gruppi politici e a due candidati notoriamente validi ed onesti.

Le due liste hanno un comune denominatore, ossia la novità del personale politico: giovani con desiderio di generoso impegno per il proprio paese. Sarà quindi una bella campagna elettorale che fa ben sperare per il futuro, chiunque sia il vincitore della competizione elettorale.

Sono sicuro che i nuovi governanti della nostra comunità non ci deluderanno, per questo prendendo spunto da Mark Twain, penso che non si avrà nessun rimpianto della scelta compiuta.

In questa prospettiva, in punta di piedi, mi accingo a lasciare qualche riflessione, nella speranza di poter dare un contributo a tutti coloro che sono impegnati nell’agone elettorale.

Prima riflessione: Seneca consigliava di occuparsi della qualità e non solo della quantità della vita. Nei nostri paesi quella che manca è una qualità della vita soddisfacente. Per i nostri futuri governanti si richiede quindi uno sforzo supplementare di saggezza che porti ad esercitare un discernimento  efficace per scelte coraggiose. Aristotele parla delle virtù etiche e tra esse indica il coraggio. Il coraggio è una virtù etica che porta a sfidare le difficoltà anziché evitarle. Il coraggio deve essere al servizio del bene, altrimenti è temerarietà ovvero scelleratezza. Nell’etica è importante un concetto: non si diventa uomo che superandosi. Il genitore deve insegnare il figlio a vivere le difficoltà della vita prima con l’esempio e poi con la parola. La patologia della volontà è L’indecisione  perenne. Jean Guitton (  Filosofo francese del novecento, che pone al centro del suo pensiero la perfetta compatibilità tra fede e ragione) afferma che il coraggio di cominciare è la determinazione a continuare.

Io sono convinto che chi si candida ad assumere la governance della nostra comunità ha ben chiari questi concetti e che vi è una genuina ed autentica verità dentro ciascuno dei nostri competitors; proprio per questo che si chiedono ad essi risposte precise e puntuali, rispetto a domande che riguardano la vita comunitaria.

Nelle interviste rese a questo giornale, ciascuno dei candidati a Sindaco ha spiegato le ragioni dell’impegno, tutte proiettate alla realizzazione del bene comune. Sono sicuro che è così: Sono assolutamente convinto che ciascuno dei nostri candidati ha il carisma, l’onestà e le capacità di un vero leader e questo, al di là dei risultati, è una ricchezza.Vi sono però alcune domande alle quali la risposta esige maggiore precisione, per dare l’idea di ciò che si vuole realizzare

Vi sono però alcune domande alle quali la risposta esige maggiore precisione, per dare l’idea di ciò che si vuole realizzare.

Il primo punto di domanda riguarda la legalità. La legalità è una pratica quotidiana che richiama ciascuno alle proprie responsabilità. Il cittadino deve rinunciare alle scorciatoie ed a certe abitudini improntate al clientelismo ed alla sudditanza. Bisogna denunciare il malcostume, ma anche qui attenzione alle strumentalizzazioni, alla denuncia nata da desiderio di ritorsione o alla calunnia.

Tutto ciò potrà essere favorito da una vicinanza della gestione pubblica al cittadino, basata sulla trasparenza. La famosa casa di vetro. Un sistema di relazioni di questo tipo è certamente di ostacolo a qualsiasi interferenza criminale, a quel viscidume di comportamenti fatto di ammiccamenti e minacce.

In concreto cosa si pensa di realizzare in questo campo.

Secondo punto di domanda. Preliminare a qualsiasi  politica di programmazione sono le risorse ed oggi gli enti locali sono su questo campo in grave difficoltà, cosa si pensa di fare per reperire risorse aggiuntive. Credo che sia questo il campo in cui sia sollecitata la capacità di governo dei nostri amministratori.

Terzo punto di domanda è la cultura e le politiche giovanili. In questo periodo appare sempre più evidente chi crede davvero nella politica e non la considera il solito carro per arrivare con più facilità a qualche micragnosa destinazione.  I giovani sono soprattutto quelli che  in numero sempre maggiore credono che debbano avere una vita migliore, libera e consapevole; chi crede nei progetti ovvero nel creare; chi non cerca di imporre leadership, ma si afferma in modo naturale, con il supporto altrui; chi dice ciò che pensa, anche correndo il rischio di non essere accettato.

Su questi temi è davvero necessaria la capacità di seguire dall’alto le storie, raccontarle con messaggi credibili ma anche prospettici, tracciando i sentieri del futuro in cui ognuno può trovare un ruolo, un suo spazio integrato nel contesto. Insomma, chi sa fare i capolavori, non delle macchie di colore.

Su tutto ciò sono necessarie precise risposte.

Altro punto importante ė il lavoro. Ė ovvio che qui non esistono ricette miracolistiche. Soprattutto nel nostro meridione, bisogna evitare di rincorrere i miraggi. Tuttavia ė importante ricordare L’art. 1 della nostra CostituIone: L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. E’ la costituente che crea il La Pira politico, la commissione dei 75, di cui egli fa parte insieme agli altri c.d. “Professorini”. La Pira è chiamato nella prima sottocommissione, quella che scriverà i principi fondamentali della costituzione (la stesura fu di Aldo Moro). La Pira avrebbe voluto che l’incipit della Carta Costituzionale fosse come quella tedesca, che iniziava con “In nome di Dio”; fu Calamandrei che lo convinse del contrario perché sarebbe stato contraddittorio sia scrivere il nome di Dio nella Costituzione sia (a suo dire) che Dio potesse essere oggetto di un voto di maggioranza.

Fu memorabile lo scontro tra La Pira e Calamandrei, uno dei più grandi giuristi di tutti i tempi (è una pietra miliare il suo scritto “La fede nel diritto”). Alla fine fu il secondo ad avere la meglio e La Pira si convinse che l’argine invalicabile della nostra Repubblica doveva essere quell’atto creativo libero che è il lavoro. Ciò significa che il LAVORO deve essere garantito a tutti.
Il LAVORO deve essere ritenuto quello che il legislatore ha voluto, l’identità della nostra nazione.

Insomma, l’ottica è quella costituzionale, cioè quella virtuosa di un paese che trova nel LAVORO il suo futuro. Chi gestisce risorse pubbliche deve partire da qui. Ma anche chi lavora deve impegnarsi con quello spirito che i nostri costituenti pensarono, cioè un lavoro che non è solo diritti ma è anche IMPEGNO, equamente remunerato.

Ai nuovi amministratori del mio paese dico che conosco le difficoltà se non le impossibilità che ci affliggono ma ad essi dico anche Forza Grotte. Con la visione dei padri costituenti!

Alfonso Provvidenza candidato sindaco lista “Grotte nel cuore”

Da ultimo voglio ritornare su un argomento che mi interessa molto e che mi accomuna a questo giornale.

Ho sentito le risposte dei nostri candidati a sindaco sul tema dell’istituzione di un unico centro politico-amministrativo tra Racalmuto e Grotte. Naturalmente tutti d’accordo. Ma la risposta secondo me è insufficiente. Se si vuole davvero arrivare a questo obiettivo bisogna sapere se nel programma politico-amministrativo dei nostri candidati questo tema ha una collocazione prioritaria e se si considera un obiettivo strategico, in una prospettiva di radicale cambiamento del modo di intendere la vita politica locale.

Soprattutto la domanda che rivolgo loro è come si pensa di coinvolgere i cittadini in questa iniziativa ponendo poche ma essenziali domande:

Sei favorevole o contrario alla fusione dei piccoli Comuni? Sai che lo Stato e la Regione offrono interessanti incentivi economici ai Comuni che decidono di aggregarsi? Pensi che la fusione dei piccoli Comuni possa portare vantaggi? Minori costi e forse più servizi per i cittadini?

Dino Morreale, candidato sindaco lista M5S

Al di là delle affermazioni di principio è interessante sapere se come primo atto della nuova sindacatura si intenda procedere ad un preliminare sondaggio tra le due comunità interessate per sapere, se,  sulla base di una informazione completa, vi sia consenso all’iniziativa.

Soprattutto occorre conoscere in modo dettagliato se vi ė condivisione di obiettivi e di strumenti, specificando sulla base di un piano tecnico se l’unione di cui si parla comporti minori costi per i cittadini, più servizi alla persona e maggiori opportunità per i cittadini.

Spero tanto di non avere disturbato la normale contesa elettorale. Ma spero ancora di più che si interpreti questo mio intervento come quello di un cittadino innamorato della sua comunità a cui è attaccato in modo a tratti morboso.

Auguri a tutti con affetto.

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