Una vita tra il rock e il volo. Ecco chi era Giuseppe Palminteri

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Da Palermo a Brescia per coronare il sogno di volare per l’Aeronautica. La storia e i ricordi degli amici del pilota coinvolto nello scontro tra i tornado nei cieli marchigiani e che risulta ancora disperso.

Giuseppe Palminteri

Giuseppe Palminteri

PALERMO – Immagini di vita quotidiana. Di lavoro e divertimento. Di caccia militari in volo, sorrisi, musica rock e gite al mare. E poi la foto della facciata by night della Cattedrale di Palermo. La città dove Giuseppe Palminteri è nato trentasei anni fa. Era uno dei quattro militari dell’Aeronautica a bordo dei tornado che si sono scontrati nei cieli marchigiani. Tre corpi carbonizzati sono stati recuperati. Lui risulta ancora disperso.

Il suo percorso di vita lo ha portato lontano dalla Sicilia. Dopo essersi diplomato al Liceo Garibaldi di Palermo si è trasferito a Napoli per frequentare l’università Federico II. Poi, la scelta di entrare in Accademia a Pozzuoli. Alla fine ha coronato il sogno di salire su un aereo militare. Da anni viveva a Brescia, poco distante dalla base di Ghedi da dove si era alzato in volo ieri.

Il profilo Facebook è lo specchio dell’anima dei tempi moderni. Emerge la figura di un uomo appassionato di cinema e musica. Si è ribattezzato “Giuseppe Chazz Palminteri”, forse per ricordare le comuni radici siciliane con Calogero Lorenzo Palminteri, attore regista e produttore nato a New York da genitori originari di Menfi, nell’Agrigento.

Palminteri, il capo navigatore Palminteri, è sempre stato fiero della sua appartenenza al Sesto stormo “Diavoli Rossi Ghedi”. Fiero, anche, evidentemente, della sua sicilianità se per una delle immagini di copertina del suo profilo Facebook ha scelto la cattedrale di Palermo. Se, scherzando nei post con gli amici, il dialetto usato è quello di casa nostra.

Ed ancora, la musica. L’altra sua grande passione. Da adolescente suonava la batteria. A diciotto anni era entrato anche a far parte di una band palermitana, che anni dopo sarebbe diventata quella dei Waines. “Aveva una grande passione per la musica – dice il chitarrista Fabio Rizzo, 35 anni – e suonava la batteria. In quel periodo avevamo deciso di creare la prima formazione, mancava il batterista e decidemmo di mettere un annuncio in un negozio di strumenti musicali, a Palermo”.

A quell’annuncio, nel 1998, rispose Giuseppe Palminteri, che allora frequentava ancora il liceo classico, mentre il resto dei componenti della band studiavano allo scientifico Cannizzaro. “E’ stato il primo batterista con cui ho suonato. Facevamo rock anni Settanta – racconta il musicista – avevamo dei soprannomi e ci piaceva eseguire brani di Jimi Hendrix. Poi le nostre strade si sono separate. L’ultima volta che ci siamo rivisti è stato la scorsa primavera, a Palermo, e anche in quell’occasione abbiamo parlato di musica”.

fonte LiveSicilia.it

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