“Una sagra della salsiccia in meno e un Festival delle Scienze in più non farebbe male a nessuno”

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Così Giovanni Di Caro, vice presidente della Commissione Cultura all’Ars, sulla mancata realizzazione del Festival delle Scienza ad Agrigento. “La nostra Regione dovrebbe investire di più e meglio in turismo, cultura e divulgazione del sapere scientifico”.

Da Sinistra: Tommaso Parrinello, Salvatore Aglieri e Giovanni Di Caro

Perché quest’anno non si è rinnovato ad Agrigento, nella Valle dei Templi, il tradizionale appuntamento con il Festival delle Scienze?

E’ la domanda che, assieme a tantissimi altri, si è posta anche Giovanni Di Caro, Vice Presidente della Commissione Cultura  all’Ars, che per conoscere le ragioni della mancata realizzazione dell’evento ha chiesto un incontro a Tommaso Parrinello, ideatore e direttore artistico del festival. All’incontro, svoltosi questa mattina ad Agrigento, era anche presente Salvatore Aglieri, Segretario dell’Associazione “Notte con le Stelle”, che ha sempre organizzato il festival e della quale Parrinello è il presidente.

Un incontro del tutto informale nel quale sono state illustrate a Di Caro le ragioni che hanno indotto l’associazione a rinunciare quest’anno all’organizzazione dell’evento. Decisione che non è passata inosservata tra gli estimatori del festival, tra l’altro particolarmente atteso, visto anche il grande successo di pubblico e di consensi registrati nelle precedenti edizioni ed in modo particolare lo scorso anno.

Va ricordato che le precedenti edizioni del “Festival delle Scienze” hanno potuto contare sull’esclusivo sostegno del Parco Archeologico di Agrigento, sostegno che sicuramente non sarebbe venuto meno anche quest’anno se la manifestazione fosse stata realizzata, assenti, fatte le dovute eccezioni, le varie realtà economiche che operano nel territorio e che magari investono su altre iniziative e anche al nord.

“Il Festival delle Scienze – ha commentato dopo l’incontro  il Vice Presidente della Commissione Cultura  all’Ars – è un evento di enorme importanza per la divulgazione della conoscenza scientifica a livello internazionale. Soprattutto in Sicilia dove le “uniche” materie prime sulle quali investire sono intellettuali. Il Festival delle Scienze, in ogni sua edizione, ha coinvolto astronauti e scienziati che hanno piantato il seme della curiosità soprattutto per le giovani generazioni, che hanno poi intrapreso percorsi di studio in astronomia, scienze fisiche e quantistiche, ingegneria aerospaziale etc; ha creato anche turismo ed economia: chi non ricorda le 15 mila presenze in piazza Cavour a Favara e centinaia e centinaia di paganti alla Valle dei Templi”.

Purtroppo la burocrazia, e spesso la scarsa sensibilità e pigrizia delle istituzioni – continua Giovanni Di Caro – creano muri di gomma che fanno perdere energie preziose a chi ha volontà ed entusiasmo per organizzare e gestire eventi di questo tipo. Una sagra della salsiccia in meno e un Festival delle Scienze in più non farebbe male a nessuno. Soprattutto alla nostra Regione che – conclude il Vice Presidente della Commissione Cultura all’Ars – dovrebbe investire di più e meglio in turismo, cultura e divulgazione del sapere scientifico”.

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