Una “donna albero” alla Scala Reale

|




Lorella Zarbo espone i propri quadri in un percorso che va dal figurativo simbolico al realismo

altLa donna e l’albero: due forze della natura che si compenetrano in un unico elemento che prende forma dalla mano delicata di Lorella Zarbo, insegnante di scuola primaria con la passione della pittura. I quadri dell’artista agrigentina sono stati esposti nella monumentale Scala Reale del Palazzo della Provincia, dando vita ad un suggestivo percorso dal titolo “Dal Figurativo simbolico al Realismo”. Ma perchè sulle tele della Zarbo trionfa la donna-albero?

 

 

Lo abbiamo chiesto all’artista, durante la manifestazione dell’inaugurazione che ha visto la partecipazione del Presidente del Consiglio Provinciale Alfonso Buscemi e di Liliana Arrigo, presidente dell’Associazione “Il libero canto di Calliope”. “La donna è, nel mondo animale, la persona che genera, che fonda la famiglia -ci dice Lorella Zarbo- che porta su di sè i carichi quotidiani. L’albero, a sua volta, nel mondo vegetale è quell’entità che con le proprie radici stringe a sè il terreno, ancorandosi e trattenendolo, che con i suoi rami forti ma flessibili, dona ombra e frescura”.
E dunque, dalla fusione di questi due elementi, prende vita un soggetto che rappresenta la massima forza della natura. Il visitatore, salendo i gradini della monumentale Scala, viene colpito proprio dalla rappresentazione iconica, con le sue forme e i suoi colori.
Ma le tele della Zarbo “comunicano” aspetti che acquistano un profondo significato interiore e psicologico. “Le radici sono robuste, lunghe e sono sempre tre. Indicano la forza -continua Lorella Zarbo- il legame e la volontà di radicarsi tenendo stretti a sè i valori terreni importanti. Il fusto è morbido nelle forme, simile al corpo della donna, ricoperto di corteccia, ad indicare la capacità di corazzarsi. Ma alcune volte il fusto è liscio, levigato, come fosse pelle, mettendo in evidenza la fragilità umana”.
Il messaggio che Lorella lancia attraverso la sua pittura “coglie” in pieno l’essere-donna. “Dal fusto partono due rami -continua l’artista agrigentina- che si identificano con le braccia e le mani che sono ulteriori ramificazioni, che indicano la capacità della donna di saper abbracciare più impegni contemporaneamente e assumersi le proprie responsabilità”. Nell’apice del fusto troviamo una testa che non ha un volto ben raffigurato, perchè, a detta dell’artista, “ogni donna può identificarsi con la donna albero, se ne avverte la simbiosi”.

Giuseppe Piscopo

Altri articoli della stessa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *