Un piccolo segno di memoria grata a Francesco

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Curato da Alfonso Cacciatore e Carmelo Petrone è fresco di stampa «Chi ha pianto?», il volume che racconta  il primo viaggio apostolico di Papa Francesco a Lampedusa. Domani la presentazione ad Agrigento ai “Quattroventi” di contrada Maddalusa.

chi ha pianto

Il volume, piccolo segno di memoria grata alla visita di Papa Francesco a Lampedusa, integra nelle sue tre sezioni Riflessi, Parole, Scatti: testimonianze, riflessioni, documenti e fotografie inedite del pellegrinaggio del Vescovo di Roma alla maggiore delle Pelagie l’8 luglio 2013.

Anche se breve, 5 ore appena, la permanenza di Papa Francesco sull’Isola, riteniamo segni una tappa significativa del suo pontificato: la cronaca ne ha registrato le diverse fasi (preparazione fulminea, programma densissimo, echi mediatici su scala planetaria); la Storia di certo ricorderà questa visita come decisa perorazione della causa dei migranti, e monito al ricco occidente contro quella che il Vescovo di Roma ha definito “globalizzazione dell’indifferenza”.

Nelle pagine del libro gli autori propongono uno spaccato della visita pontificia. Fondamentali le parole che Papa Francesco ha pronunciato a Lampedusa, straordinarie le immagini dell’evento. Nel volume se ne colgono e offrono alcune negli scatti inediti di Antonio e Davide Gioia; Francesco Solina; Andrea Daidone; Elio Desiderio e Marilisa Della Monica. Fotografi capaci di sincronizzare lo “zoom” del cuore con il supporto digitale. Delle parole e delle immagini, gli autori colgono qualche “riflesso” da angolature e prospettive diverse: da mons. Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento, a Elisa Kidanè, suora comboniana, da padre Giovanni La Manna, gesuita e direttore del Centro Astalli di Roma a padre Felice Scalia, gesuita e già docente presso la Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale.

Nelle pagine del volume, non poteva mancare lo spazio per le voci dei destinatari primi della visita del Papa: i migranti. Il libro raccoglie la testimonianza di Awas Ahmed, rifugiato somalo in Italia sopravvissuto al naufragio del 3 ottobre, di Carol, rifugiata siriana e le parole di Adam, rifugiato sudanese.

Tra i testi proposti gli autori hanno deciso di includere: il documento sul tema dell’accoglienza “Accogliere
lo straniero nel nome del Dio unico”, sottoscritto a Vienna il 21 novembre del 2013 dai leader delle principali
religioni; la lettera che don Stefano Nastasi, parroco di Lampedusa, prima che nella guida della comunità,
dalla metà di ottobre 2013 vi succedesse don Mimmo Zambito, scrisse invitando Papa Francesco a Lampedusa;
le missive indirizzate da mons. Montenegro all’Arcidiocesi e alle comunità di Lampedusa e Linosa; il contributo di Elio Desiderio, giornalista e corrispondente Ansa da Lampedusa.

Il volume sarà presentato lunedì 29 settembre, alle ore 18, ai “Quattroventi” di contrada Maddalusa. Egidio Terrana si intratterrà con  Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento, Alfonso Cacciatore, coautore del libro, e Stefano Nastasi, già parroco di Lampedusa.

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