Un pezzo di Agrigento al “Bello dell’Italia”

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Ieri a Palermo l’iniziativa del “Corriere della Sera”: l’arte e l’integrazione nel segno del riscatto.

Un pezzo di Agrigento al “Bello dell’Italia”. Ieri a Palermo, all’evento organizzato dal Corriere della sera, una finestra è stata dedicata alle bellezze dell’agrigentino nell’ambito degli incontri sul patrimonio culturale siciliano. Ai Cantieri culturali della Zisa un fitto programma con la partecipazione di artisti, amministratori, giornalisti e docenti universitari, è stato dedicato all’arte e all’integrazione, al “sistema di saperi”, con al centro la Sicilia e la città di Palermo, Capitale Italiana della Cultura.

Una conversazione a più voci, coordinata da Alessandro Cannavò e Felice Cavallaro, è stata dedicata ai paesaggi reali, mentali e sentimentali “fuori Palermo”. Sul palco del cinema De Seta Giuseppe Parello, direttore del Parco della Valle dei Templi di Agrigento, Francesco Onorato, sindaco di Castronovo di Sicilia, Davide Comunale, presidente dell’associazione “Amici dei Cammini Francigeni di Sicilia”, Salvatore Picone, assessore alla Cultura del Comune di Racalmuto e Vito Varvaro, presidente della Cantina Settesoli.

Una giornata con protagonisti dell’arte e dello spettacolo, da Mimmo Cuticchio a Lollo Franco, da Salvo Piparo ad Emma Dante.

Nell’ambito dell’incontro sulla cultura dell’innovazione, poco dopo l’intervento di Letizia Battaglia, hanno partecipato Fabrizio Micari, Rettore dell’Università di Palermo, Ugo Parodi Giusino, fondatore di Mosaicon e Gaetano Savatteri, giornalista e scrittore, che ha parlato del suo ultimo saggio “Non c’è più la Sicilia di una volta” pubblicato da Laterza.

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